Il tecnico della Primavera biancazzurra, Andrea Bonatti, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio.

Sono contento che in questo inizio i ragazzi mi abbiano dimostrato di volersi incanalare nel modo di concepire l’agonismo in maniera attiva, così come è il mio spirito.

Andiamo avanti su questa strada, consapevoli dei limiti e vogliosi di migliorarsi.

Io parlo sempre con grande onestà intellettuale, posso sbagliare ma sono sempre molto esplicito e diretto.

Non posso permettermi di esprimere un giudizio in riferimento a episodi e situazioni che sono state fatte presenti riguardo gestioni precedenti alla mia. La mia responsabilità è durante la mia gestione. Ci tengo a precisare aspetti che ho fatto vedere anche ai ragazzi. Per me nella scelta di chi gioca non c’è differenziazione tra le classi di età, nazionalità o vissuto storico calcistico, ma c’è solo un parametro di riferimento, ovvero la meritocrazia in campo.

Questo è quello che mi ha amareggiato dai discorsi di Filippo. Sono convinto che avrà delle soddisfazioni, ma mi ha deluso, oltre alle tempistiche del mercato, perché lo ha comunicato dopo, quindi sia per noi che per i compagni che hanno fatto i sacrifici. Era l’unico difensore centrale di ruolo presente in organico. Io credo nella crescita di tutti, nessuno escluso, quindi il fatto è che per tempistica e comportamento ha sbagliato, mi dispiace che lui non ha capito le condizioni dei ragazzi e questo per me è motivo di amarezza personale.

Parto da un concetto di base, per me gli alibi sono dei deboli, ci deve essere consapevolezza di una difficoltà ma questo è solo uno sprono per migliorarsi, siccome tante strade possono portare al risultato positivo, se non c’è sulla strada una presenza in organico con qualcuno dei ragazzi in rosa con le caratteristiche per quel tipo di ruolo, ci deve essere su tutti i fronti maggior lavoro, sacrificio e dedizione. Il nostro organico rappresentava due difensori centrali di ruolo, se ne manca uno siamo in difficoltà, va anche detto che abbiamo cercato delle situazioni adatte al contesto Lazio Primavera. Poi non mi riguarda integrare l’organico per farci stare numericamente a posto. Voglio ragazzi pronti ad impegnarsi.

Credo che la squadra rispecchi le caratteristiche di visione di gioco e comportamentali di chi la gestisce. Non si può pensare di essere superiori all’avversario per tutta la gara, bisogna saper soffrire e sfruttare i punti deboli dell’avversario. Voglio una squadra propositiva e che sappia mantenere un giusto equilibrio in campo.

La Primavera è una categoria particolare, bisogna creare giocatori adatti a giocare in prima squadra, il sistema di gioco è correlato a quello della prima squadra. Se il sistema di riferimento è il 4-3-3 i ragazzi si dovranno adattare a questo sistema di gioco, se dovesse cambiare non farò trovare i ragazzi impreparati qualora dovessero salire, come è successo, in prima squadra. Inzaghi è una persona piacevole, con lui si può parlare di calcio. E’ molto interessato ancora ai ragazzi, c’è un legame fra lui e la Primavera e mi ha dato indicazioni. Io so bene qual è il mio ruolo: devo essere a disposizione del tecnico della prima squadra. Questo è il modo giusto per allenare in un’azienda dove i ruoli sono ben definiti.

Va detto che le pressioni me le creo da solo, so quale è il mio obiettivo professionale. Non ho bisogno che gli altri mi dicano quale sia l’asticella, perché me la creo da solo. Dopo l’esperienza che ho accumulato, la pressione in Primavera è abbastanza relativa. Mi sento pronto, ho grande entusiasmo.  Bisogna essere oggettivi quando si parla di anno del riscatto. Il mio organico è composto  da molti giocatori che sono saliti dagli Allievi Nazionali che sono arrivati noni la passata stagione. I classe ’98 hanno giocato poco lo scorso anno, escluso Folorunsho. Ovviamente si parte da un’asticella alta, ma dire che questo sia l’anno del riscatto in un girone modificato e con difficoltà oggettive mi sembra eccessivo e crea pressioni inutili ai ragazzi. Spero di vedere in campo contro il Perugia una squadra che giochi in maniera intelligente, una squadra propositiva, pronta a sacrificarsi. Non esistono fattori campo, fattori prima giornata, sono tutti alibi inutili”.

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