di Alessandro DE CAROLIS 

Ecco le pagelle della 18° giornata di Serie A, il “lunch match” Lazio-Crotone. Sugli scudi quasi tutta la Lazio. Immobile, Anderson e Lulic i top. Bene Lukaku.




Strakosha 6.5: partita senza bisogno di parate decisive. Interventi di ordinaria amministrazione. Attento ad evitare un autogol di Lukaku su un tiro di Stoian. Qualche brivido di troppo sul dribbling con Budimir, troppa sicurezza di sé.

Wallace 6.5: ci mette un po’ a entrare in partita con qualche pallone di troppo sbagliato a impostare l’azione dalle retrovie. Ma oggi gli avversari erano modesti e ha giocato sul velluto rispetto a Bergamo.




De Vrij 6.5: l’olandese è sempre quello che dà sicurezza e garanzia al suo reparto. Oggi c’è stato poco da fare, ma la sua presenza è una garanzia tecnica e morale per i compagni.

Patric 6: soffre molto nel primo tempo, ma lo spagnolo gioca in un ruolo non suo. Soffre ma ci mette tanto cuore e generosità. Non gli si può rimproverare nulla.

Marusic 6.5: Adam spinge bene sulla destra e dimostra di non poter far rimpiangere un giocatore come Basta. Si divora però il gol del raddoppio pochi minuti dopo il vantaggio di Lukaku. Lulic gli serve un assist delizioso ma il montenegrino spara alto i in Curva Nord.




Murgia 6: partita di sostanza per il giovane aquilotto. Deve ancora integrarsi nel ruolo di regista, soffre molto il pressing del Crotone nel primo tempo. Zenga gli aveva messo addosso due uomini e lui nel primo passaggio non è ancora ai livelli di Leiva. Dimostra sempre di far parte di questa squadra e avere ampi margini di miglioramento (66’st Leiva 7: la sua presenza mette sempre ordine e garanzia a centrocampo. Entra lui e la Lazio diventa solida come una roccia. Giocatore immenso.

Parolo 7: leader del centrocampo biancoazzurro. Tanta legna da ardere a centrocampo e tanti inserimenti in area di rigore. Suo l’assist per la prima gioia di Felipe Anderson in campionato. Prezioso.

Lukaku 7.5: finalmente si sblocca anche lui, un gol facile facile grazie a un super Ciro. Un piattone destro a sbloccare il risultato che impreziosisce la sua prestazione. Un gol che gli ha dato più fiducia nei minuti a seguire e per le prossime partite.




Milinkovic 6.5: dopo la partita immensa di Bergamo è apparso sottotono. Ma la sua presenza fisica e qualitativa è indiscussa. È il classico giocatore che sblocca una partita con una giocata. Sergej è uno dei diamanti grezzi di questa Lazio (dal 71’st Lulic 8: il capitano si esalta quest’oggi in una posizione centrale al posto di Milinkovic. Fa l’assist per Immobile e sigla la rete del 3-0 saltando di netto il portiere calabrese. La miglior partita della stagione. Un giocatore molto duttile e generoso. Anche lui si è ritrovato dopo le ultime giornate un po’ opache)

Luis Alberto 7: lo spagnolo è come Sergej uno dei diamanti. Luis oggi non segna e non fa assist ma già solo vederlo giocare vale il prezzo del biglietto. Centra una traversa da calcio d’angolo, un gol che in caso avrebbe ricordato quello di Veron. Non ci sono più parole per descriverlo (dal 83’st Felipe Anderson 8.5: 7’ minuti devastanti per il talento brasiliano che sigla un gol e un assist. Una serpentina incredibile in occasione del gol di Lulic. Al 89’ con una ciliegina sulla torta sigla il 4-0. Il nuovo acquisto della Lazio che saprà dare tanto).




Immobile 8.5: Ciro conferma quanto fatto vedere in Coppa Italia con il Cittadella. È tornato finalmente al gol ma è lui a sbloccare il risultato inventandosi il gol di Lukaku recuperando un pallone ormai perduto sul fondo. Di testa sigla la rete del 2-0 e mette la partita al sicuro. Il bomber ha ritrovato la sua vena realizzativa e questa è la nota migliore della giornata.




All. Inzaghi 8: anche oggi indovina tutto. Era giusto fare un moderato turnover vista la sfida alla portata sulla carta e una partita delicata come quella di martedì con la Fiorentina. Il gol di Lukaku premia le sue scelte iniziali, poi conscio però dell’importanza di chiudere la partita mette i suoi gioielli. Una partita tattica perfetta. La sua grinta in campo c’è sempre ed è l’arma in più nel rendimento dei suoi ragazzi.



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