di Fabio BELLI

Le pagelle biancazzurre del quarto derby stagionale:




Strakosha 8 Dopo un periodo difficile, gioca probabilmente la sua miglior partite. Subito due grandi interventi in meno di 10′, ad inizio ripresa si supera su Dzeko sventando un vero e proprio rigore in movimento del bosniaco. Esame di maturità superato a pieni voti.




Bastos 7.5 Una grandissima partita, di sostanza e applicazione. Si dimostra soprattutto implacabile in fase di marcatura, quando deve limitarsi al controllo del diretto avversario è praticamente insuperabile. Si muove stavolta comunque molto bene anche negli spazi.




De Vrij 8 Alla fine si arrende ai soliti problemi fisici che sono sempre un cruccio per lui. Gioca un derby gigantesco, sempre in anticipo su diretti avversari e perfetto anche nel trovare la posizione in tutti i frangenti. (dal 28’st Hoedt 7: Eccellente personalità messa in campo nel momento di massima pressione offensiva della Roma. Può vivere tranquillo gli ultimi 8′ dopo il tris di Keita.)




Wallace 7.5 Questa vittoria è una giustizia ideale per lui che all’andata si era macchiato dell’errore decisivo, ma che stavolta si è visto fischiare un rigore contro incredibile. Strootman si candida al David di Donatello, ma alla recita poteva abboccare solo Orsato. Lui non si scompone e gioca un grande secondo tempo, concedendo pochissimo a un avversario veloce e pericoloso come Salah.




Basta 8 Il gol rende la sua partita memorabile, ma in generale la sua prestazione è di assoluta efficacia. Dopo tre anni ritrova la gioia della rete, interpreta perfettamente i compiti tattici di Inzaghi esprimendosi benissimo in fase di copertura ma anche al momento degli inserimenti offensivi.




Parolo 7.5 Sembrava in difficoltà da diverse partite, stavolta ci sa mettere grinta, corsa e anche un paio di conclusioni che fanno vedere i sorci verdi a Szczesny. Un derby decisamente su di tono ma non su di giri, è infatti molto bravo a mantenere la calma e a far da raccordo tra i reparti in un secondo tempo dalla grande tensione agonistica.




Biglia 8.5 Prova maiuscola, tutto il suo girone di ritorno è stato da Capitano, ma a livello tecnico fa vedere cose stratosferiche, soprattutto nel secondo tempo quando innesca sistematicamente il micidiale contropiede biancazzurro. Il punto fermo da cui ripartire nella prossima stagione.




Lukaku 7 Molto bene in avvio, soprattutto dopo il vantaggio di Keita trova gli spazi giusti per infilarsi tra le maglie della difesa avversaria. Il rigore non concesso su di lui grida vendetta, poco prima dell’intervallo deve arrendersi per infortunio. (dal 43’pt Felipe Anderson 7 Sbaglia diversi palloni, soprattutto nei passaggi di stretta misura, ma la sua presenza è una spada di Damocle per una Roma che teme mortalmente il contropiede laziale. In un paio di casi arriva a un passo dal gol, lo avrebbe meritato.)




Lulic 8.5 Vero uomo ovunque della Lazio, l’assenza improvvisa di Immobile cambia i suoi compiti, ma questa vocazione da tuttofare sembra esaltarlo. Perfetto nel contropiede finale quando serve la palla del tris a Keita, incarna per l’ennesima volta l’anima della Lazio di Simone Inzaghi.




Milinkovic-Savic 8 Il pallone servito a Keita per il vantaggio è da manuale, anche se nel primo tempo la sua fisicità stranamente fatica un po’ ad imporsi. Nella ripresa sale di tono ed infila alcuni preziosismi tecnici che mandano in visibilio la Curva Nord. Terzo grande derby di fila per il serbo.




Keita 9 Per tutta la settimana si è parlato solo del suo possibile addio a fine stagione, probabilmente pensavano che neanche giocasse. Invece c’è e colpisce immediatamente, infilando una palla da biliardo tra le gambe di Emerson Palmieri. Gioca una partita straordinaria, è il primo derby in cui riesce a fare davvero la differenza. E l’esultanza finale è liberatoria dopo un periodo di troppe chiacchiere. (dal 42’st Djordjevic sv Fa in tempo a far perdere la testa a Rudiger, espulso, partecipando alla festa finale.)




L’all. Simone Inzaghi 10 E’ partito, e l’abbiamo già scritto un milione di volte, nell’indifferenza generale, anche apostrofato male solo per aver iniziato a raccogliere i cocci di una situazione di cui non era stato certo il responsabile. Giusto che questi insulti si siano ritorti contro a chi li ha pronunciati. Dopo mesi bui i laziali sono tornati a godere e divertirsi, ed è tutto merito suo che dopo 18 anni a Roma sa bene che il derby conta più di ogni altra cosa. Merita il massimo perché ha dato il massimo, senza discussioni.




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