di Fabio BELLI

Zuppa Inglese per la Lazio. Troppo facile da dire, così come è troppo facile affermare che la sconfitta è una beffa troppo amara per una squadra che ha condotto il gioco dal primo al novantesimo minuto. Mancano però le alternative ad una squadra che può attingere solo ai suoi baby prodigio e che senza Immobile risulta inesorabilmente spuntata. Nel finale, tolti gli esterni di difesa, il Chievo può affondare e vincere una partita incredibile nello svolgimento, ma agli atti resteranno soltanto i tre punti per i veronesi.




FORMAZIONI – Tutto come previsto dopo l’ultima rifinitura nella Lazio. Strakosha prende il posto in posta di Marchetti influenzato, c’è Djordjevic al centro dell’attacco a sostituire lo squalificato Immobile, con Lulic avanzato nel tridente e Parolo, Milinkovic-Savic e Biglia confermati a centrocampo. Al centro della difesa c’è Hoedt al posto di De Vrij, Basta riprende il suo piazzamento sulla destra. Nel Chievo out Meggiorini e Cesar squalificati e Pellissier, Frey e Castro infortunati, in attacco l’unica punta è Roberto Inglese, supportato da Birsa e De Guzman.




LAZIO, SUPREMAZIA STERILE – Il primo quarto d’ora di gioco scorre via un po’ stancamente: il Chievo copre tutti gli spazi e la Lazio fatica a trovare sbocchi negli ultimi sedici metri: una conclusione di Lulic finisce alle stelle, quindi è Parolo a non agganciare d’un soffio in area un pallone potenzialmente pericoloso. Al 20′ una girata in bello stile di Felipe Anderson taglia tutto lo specchio della porta gialloblu, Djordjevic non arriva di poco al tap-in vincente in scivolata. 2′ dopo un colpo di testa di Parolo da distanza ragguardevole per poco non sorprende Sorrentino, che deve salvare la sua porta a mano aperta, quindi su cross da calcio d’angolo è ancora una zuccata di Parolo a sembrare ben indirizzata verso la porta, ma per il Chievo è provvidenziale la deviazione di Cacciatore che permette a Sorrentino di neutralizzare senza problemi.




SORRENTINO DICE NO – Un terzo di gara scorre via dunque senza che la supremazia territoriale della Lazio si concretizzi in gol, ma neanche in occasioni particolarmente eclatanti. Allo scoccare del 33′ Djordjevic recupera una bella palla, servita a Lulic che in orizzontale scarica sull’accorrente Milinkovic-Savic, che con una gran botta impegna severamente i riflessi di Sorrentino. Sul conseguente calcio d’angolo il portiere dei veronesi si supera su un colpo di testa di Parolo, col portiere ospite che sembra avere un conto aperto col centrocampista laziale. Subito dopo Felipe Anderson incanta, appropriandosi del pallone a centrocampo e seminando tutto e tutti: solo davanti a Sorrentino, cerca il tunnel sotto le gambe del portiere mancando l’occasione per il gol dell’anno. La prima conclusione del Chievo arriva quindi al 42′, con De Guzman che ruba palla forse fallosamente a Biglia, ma che dalla distanza non riesce però ad impensierire Strakosha. Sul capovolgimento di fronte, per poco una conclusione di Radu, deviata, non beffa Sorrentino sul secondo palo.




L’ASSEDIO CONTINUA – Il secondo tempo inizia seguendo lo stesso copione del primo, ma il Chievo sempre più chiuso non permette alla Lazio di trovare spazi, nonostante i tentativi di Felipe Anderson e gli affondi sulla fascia di Lulic. I guantoni di Sorrentino si sporcano davvero per la prima volta al quarto d’ora, quando Radu cerca la gran botta dalla distanza e il numero uno ospite si salva in angolo. Al 18′ bella sponda di Parolo per Lulic che irrompe dal limite dell’area piccola ma al volo non trova lo specchio della porta. 3′ dopo un contatto in area tra Cacciatore Milinkovic-Savic lascia più di qualche dubbio, ma l’arbitro Fabbri di Ravenna non assegna il calcio di rigore. L’occasione migliore arriva però al 23′, con Felipe Anderson che si porta via due avversari sulla sinistra e serve un gran pallone in profondità per Parolo: Sorrentino respinge di piede e prosegue nel suo personale duello con il numero sedici laziale.




Inzaghi decide così di giocarsi tutto sulla linea verde e sull’attacco: Luis Alberto prende il posto di Radu alla mezz’ora, contemporaneamente il giovane bomber della Primavera, Alessandro Rossi, rileva Filip Djordjevic. Al 37′ Izco cincischia su un pallone ma apre un po’ fortunosamente uno spazio per Cacciatore che con una conclusione a girare per un soffio non beffa Strakosha. La Lazio capovolge il fronte, gran botta di Lulic sulla quale risponde Sorrentino, Felipe Anderson manca poi d’un niente l’angolino. Inzaghi tenta il tutto per tutto rinunciando anche a Basta ed inserendo Lombardi. Al 90′ arriva il contropiede fatale: Izco trova una voragine sulla destra e serve a centro area Inglese, Strakosha ci arriva con i piedi ma il pallone finisce in rete. 5′ di recupero non bastano per tentare un recupero in extremis dopo una partita intera di assalti vani: la beffa si concretizza in tutta la sua amarezza.




IL TABELLINO

LAZIO-CHIEVO 0-1

Marcatori: 90′ Inglese (C)

LAZIO (4-3-3): Strakosha; Basta (83′ Lombardi), de Vrij, Hoedt, Radu (75′ Luis Alberto); Parolo, Biglia, Milinkovic; Felipe Anderson, Djordjevic (75′ Rossi), Lulic. A disp. Vargic, Patric, Wallace, Bastos, Lukaku, Leitner, Murgia, Kishna. All. Simone Inzaghi

CHIEVO VERONA (4-3-1-2): Sorrentino; Cacciatore, Gamberini, Spolli (78′ Dainelli), Gobbi; Bastien (80′ Rigoni), Radovanovic, Hetemaj; De Guzman (64′ Izco); Birsa, Inglese. A disp. Seculin, Bressan, Sardo, Depaoli, Kiyine, Ngissah, Vignato. All. Rolando Maran

Arbitro: Fabbri (sez. Ravenna).

Ass: Ranghetti-De Meo. IV: Tasso. Add: Irrati- Rapuano.

NOTE. Ammoniti: 31′ Milinkovic (L), 70′ Izco (C), 85′ Lulic (L). Recupero: 5′ st.




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