di Alessandro DE CAROLIS

Simone Inzaghi ormai è sulle labbra di tutti. Tutto è cominciato nell’estate di due anni fa, quando in viaggio verso Salerno e verso la panchina della Salernitana ritornò a Roma.

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Chiamato sulla panchina della Lazio dopo il rifiuto clamoroso di Bielsa ad accordo praticamente raggiunto. Simone è riuscito a spazzare in pochissimo tempo tutti gli scetticismi vista la sua inesperienza da allenatore. Eppure pochi mesi prima aveva già dato segnali convincenti nel finale di stagione al posto di Stefano Pioli. Dopo un’annata fantastica, una finale di Coppa Italia raggiunta e la conquista della Supercoppa in estate Inzaghi è diventato il beniamino del popolo laziale. Egli è forse l’emblema della lazialità, un personaggio che vive tra le mura di Formello ormai da diciotto anni. Quasi un ventennio tra le esperienze di calciatore e allenatore del settore giovanile. Lui sà cosa vuol dire essere laziali, lui stesso si dichiara laziale. Ha saputo coccolarsi i suoi tifosi facendoli sentire parte del suo progetto. Ed è stata questa la chiave di svolta. Perché l’ambiente Lazio aveva bisogno di riunirsi e ricompattarsi.

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Con l’inizio della presidenza di Lotito qualcosa si era rotto visti i rapporti non facili tra il presidente e la Curva Nord. L’Olimpico si è svuotato nel corso degli anni, e ciò era terreno fertile per gli avversari e per gli arbitri. Che la Lazio sia sempre stata nel mirino dei direttori di gara non è una novità, però potevano fare il loro comodo perché tanto l’ambiente era diviso in una lotta interna. Ora grazie a Simone, grazie alla sua lazialità che ha riportato amore ed entusiasmo l’ambiente Lazio è risorto dalle ceneri. La Curva ora incita al ritorno allo stadio e ogni singolo tifoso è pronto a difendere la sua Lazio. La prova? i torti arbitrali subiti dal derby fino alla gara interna col Torino. Lo scippo clamoroso con i granata per il rigore netto e innegabile di I.Falque e l’espulsione di Immobile ha innescato una vera bomba mediatica.

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Mai come ora i laziali si sono rivoltati verso il sistema del calcio. Mai prima d’ora (o almeno nell’era Lotito) il popolo laziale si è unito in una tale protesta. I post sui vari social, la “class action” e ogni tipo di azione legale degli ultimi giorni stanno lasciando il segno. La scoperta del profilo Facebook sotto falso nome dell’Arbitro Giacomelli ha costretto le istituzioni ad aprire un inchiesta. Ora sia gli avversari che gli arbitri sono avvisati, chi viene all’Olimpico trova un tifo unito e compatto pronto a difendere i propri colori. E il merito è tutto di Simone Inzaghi.

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