di Giorgio BICOCCHI
Diffidare – eccome – del punto nelle ultime 4 gare conquistato dal Cagliari. Come pure degli 11 gol incassati in questa mini-sequenza negativa di impegni. E prendere con le molle anche le complessive 8 reti messe a segno da agosto sino ad oggi, sintomo comunque di sterilità offensiva.
Non è tutto nero come sembra… Il Cagliari visto martedì all’Olimpico non è lo stesso (non) ammirato a Monza e col Bologna nelle precedenti due uscite. E’ apparsa invece squadra veloce, reattiva, capace di confezionare azioni ficcanti. Magari non granitica in difesa ma sicuramente pericolosa dalla tre-quarti in avanti. Insomma, più si va avanti e più le difficoltà – per noi – aumentano. Certo, arrivati a questo punto viene l’acquolina in bocca a pensare ad una Lazio lassù alla seconda sosta stagionale, ovvero dopo il viaggio al “Maradona” della prossima settimana…
Un impegno alla volta, pero’. E vedrete che con i rossoblù le insidie da schivare non mancheranno. Uno dei punti deboli del Cagliari? Forse la coppia centrale in cui il rissoso Mina spesso e volentieri perde l’attimo fuggente facendosi irretire dai movimenti degli attaccanti. E poi gli esterni difensivi, magari non adeguatamente supportati dai centrocampisti. Non sempre, insomma, il bravo Caprile è riuscito a limitare i danni…
Dalla cintola in su, pero’, i rossoblù incutono rispetto con il ritrovato Maldini, con la forza di Mendy. Con il mestiere di N’Zola, con le geometrie di Romano, una delle rivelazioni di quest’anno. Servirà, dunque, una partita seria (come sempre accade in Serie A dove ogni successo andrebbe festeggiato senza eccessive e sterili valutazioni) con una Lazio vigile, concentrata sull’obiettivo. Diciamoci la verità: una vittoria ci lancerebbe ancora più in alto ma anche un pareggio (visto che non sempre si potrà vincere…) non sarebbe una battuta d’arresto lasciandoci comunque imbattuti dopo 10 gare…
Gli uomini sui quali puntiamo? Quelli in grado di saltare l’uomo, creare superiorità numerica, condizioni essenziali nelle partite casalinghe dove chi scende all’Olimpico, soprattutto se non di grande lignaggio, tende ad accorpare le due linee e a serrare le maglie.
In tale contesto ovvio che le due nostre consolidate catene laterali dovranno auspicabilmente offrire spunti e soluzioni. E se la gara non dovesse sbloccarsi? Chissà che allora Gattuso non possa varare in corsa un attacco a due punte, con Noslin ad aprire varchi e spazi e Pinamonti pronto a fiondarsi nei corridoi. Partita in cui servirà pazienza certosina… A meno di non sbloccarla subito – come già accaduto con Monza e Sassuolo – giocando poi di contragolpe…
















