di Arianna MICHETTONI
Mandas – 6: Beffato dal tocco ravvicinato di Nzola, sul quale ha margini d’intervento ridotti. La difesa non lo protegge a sufficienza nell’azione del vantaggio rossoblù. La fase difensiva migliora nella ripresa, quando si fa trovare pronto sulla conclusione di Adopo.
Floriani – 6.5: Cerca di sviluppare gioco sulle corsie, ma il Cagliari riesce spesso a contenerne le iniziative. Deve garantire maggiore incisività nella spinta senza concedere spazi alle ripartenze avversarie.
Sutalo – 6: Nzola lo anticipa nell’azione che porta al vantaggio del Cagliari. Una disattenzione pesante, che condiziona il giudizio sulla sua prestazione.
Provstgaard – 6: Coinvolto nelle difficoltà iniziali della retroguardia, cresce nel corso dell’incontro. Nella ripresa si rende pericoloso anche nell’area avversaria, sfiorando il gol con un colpo di testa. (Dal 76’ Diogo-Leite – 6: Chiamato a dare solidità alla retroguardia nel momento decisivo dell’incontro, si inserisce senza particolari difficoltà.)
Nuno Tavares – 6: Spinge sulla sinistra e cerca di dare ampiezza alla manovra. Da una sua iniziativa nasce una delle prime conclusioni di Isaksen. La spinta è un elemento utile, ma serve maggiore efficacia nell’ultimo passaggio: non sempre preciso nella rifinitura, lascia il campo nella ripresa senza aver inciso in maniera determinante. (Dal 56’ Pedraza – 6: Entra in una fase delicata dell’incontro, con la Lazio alla ricerca del vantaggio. Garantisce una soluzione sulla corsia sinistra e contribuisce alla gestione della seconda parte di gara.)
Frattesi – 6,5: Uno dei pochi a rendersi concretamente pericoloso nella prima fase: al 19′ impegna Caprile, che gli nega il gol. I suoi inserimenti rappresentano una soluzione importante contro una difesa molto compatta. (Dal 56’ Delle-Bashiru – 6.5: Porta fisicità e dinamismo a un centrocampo che aveva bisogno di maggiore energia.)
Belahyane – 6: Purtroppo, si lascia sorprendere da Fadera nell’azione dello 0-1: il pallone sembra ormai destinato a uscire, ma l’avversario riesce a recuperarlo e a servire Nzola. La Lazio controlla territorialmente il gioco, ma fatica a trasformare il possesso in occasioni. (Dall’81 Cataldi – SV: Sblocca il potere del talismano Lazio.)
Taylor – 6.5: Tra i più propositivi nella ricerca di soluzioni offensive. Partecipa alla combinazione che libera Isaksen per il pareggio e, nella ripresa, impegna Caprile su calcio piazzato. Non sempre continuo, ma qualitativamente importante.
Isaksen – 7: Il più incisivo tra gli attaccanti biancocelesti. Prova subito a creare superiorità e trova il gol che rimette la Lazio in partita al 36’: quando la Lazio fatica a trovare spazi, si inventa un sinistro a giro che non lascia scampo a Caprile e ristabilisce la parità. In una gara povera di soluzioni offensive, la sua qualità individuale fa la differenza.
Noslin – 5,5: Il Cagliari protegge bene l’area e concede pochissimo al centravanti. Non trova il gol, ma partecipa concretamente alla manovra. Prima favorisce la conclusione di Frattesi, poi serve Isaksen nell’azione dell’1-1. Nella ripresa costruisce un’altra occasione personale, senza riuscire a finalizzarla. Utile anche lontano dalla porta.
Zaccagni – 6: Cerca di dare vivacità alla manovra offensiva, ma trova un avversario attento a chiudere gli spazi. Subisce anche un intervento scomposto di Zé Pedro. (Dal 56’ Pinamonti – 7.5: Entra e decide la partita. All’83’ trova il colpo di testa che vale il sorpasso, tre punti e il primato solitario.)
Gattuso – 7: La Lazio non brilla, soffre la compattezza del Cagliari e si complica la vita con un errore difensivo evitabile. Il tecnico, però, ha il merito di saper leggere e intervenire con misure correttive che invertono l’inerzia della partita: il triplo cambio nella ripresa modifica gli equilibri offensivi. Pinamonti lo ripaga con il gol della vittoria. La prestazione collettiva non è impeccabile, ma la gestione delle risorse dalla panchina è premiata dal risultato.
















