di Gisella SANTORO
Il gioco impresso da Gennaro Gattuso alla sua Lazio è sotto gli occhi di tutti: pressing continuo, feroce e a tutto campo, unito a un costante movimento senza palla. È per questo che di solito i cambi arrivano attorno al 60° o 70° minuto: non c’è quasi mai la necessità di stravolgere il modulo, quanto piuttosto di arginare la stanchezza fisica dei giocatori, svuotati dopo aver dato tutto in un lavoro continuo di corsa e rincorsa. Contro il Cagliari le sostituzioni sono arrivate un po’ prima e, oltre ad alleggerire le fatiche dei titolari, avevano anche un altro obiettivo: sbloccare un match fermo sull’1-1 e destinato a diventare ancora più impegnativo negli ultimi trenta minuti di gioco. Un risultato onorevole, visto il valore dell’avversario, ma si sa: perché accontentarsi di un pareggio?
Ed è proprio qui che entra in gioco la profondità della rosa della Lazio. La panchina ha fatto la differenza: gli ingressi di Pedraza e Pinamonti hanno spaccato la partita, dando la scossa necessaria per ribaltare un Cagliari ostico e battagliero.
Non è la prima volta che Pinamonti lascia il segno da subentrato tra le mura casalinghe dell’Olimpico. Già contro il Monza, Pinamonti aveva chiuso le marcature in un momento delicatissimo, in cui il pressing forsennato degli avversari aveva messo alle corde la difesa della Lazio, che non trovava lo spunto per chiudere definitivamente la partita, regalando ossigeno e rassicurazione alla squadra proprio mentre subiva il ritorno dei brianzoli.
Contro il Cagliari, però, il suo gol ha avuto un peso specifico ancora maggiore: ha letteralmente salvato il risultato. I compagni di squadra avevano tentato a più riprese di passare in vantaggio, sfornando occasioni su occasioni senza riuscire a concretizzare. L’ingresso e la testata vincente di Pinamonti hanno premiato gli sforzi collettivi nel momento più decisivo.
Un gol importante anche per lo stesso Pinamonti che non aveva svolto la preparazione estiva a causa di un lieve infortunio e aveva bisogno di tempo per ritrovare ritmo, gamba e intesa con la squadra.
A partire da ottobre, tuttavia, la sua crescita è stata costante ed evidente. Ora la condizione fisica è quella dei giorni migliori e il feeling con il gol è totale, tanto da proiettarlo con decisione verso il grande obiettivo stagionale: raggiungere e/o superare la doppia cifra in questo campionato. Se la risposta dalla panchina è questa, Gattuso può sorridere: il suo attaccante è pronto a entrare e a lasciare il segno.
















