di Valerio Giuseppe BELLINGHERI
Oggi presso il Formello training centre il tecnico della Lazio Gennaro Gattuso ha risposto alle domande della stampa in vista del match di campionato contro il Cagliari.
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Come sta la squadra alla terza partita della settimana? Dobbiamo aspettarci solo un cambio o qualcosa di diverso?
“Vediamo, diamo continuità a cosa stiamo facendo, ci basiamo molto sulla loro condizione. Stanno recuperando bene, abbiamo fatto un buon allenamento e spinto un po’. Tanti hanno recuperato bene ma oggi vedremo l’ultimo dato per valutare.”
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Si sente di dire alla luce di queste giornate che c’è stato un piccolo riscatto?
“Nessun riscatto, il calcio è fatto di episodi. IN quella partita gli episodi ci hanno condannato ed è un dato di fatto. Nel calcio quando fai un errore hai sistematicamente la possibilità di riscattarti. L’importante è migliorarsi ed essere lucidi, avere la forza di non deprimerti e sono cose che ti danno le persone che ti stanno vicino.”
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Cos’è cambiato in Noslin dal punto di vista offensivo? Che dobbiamo aspettarci dl Cagliari?
“È una quadra ostica per le sue caratteristiche, hanno diverse alternative in base alle difese che si trovano davanti. È una squadra che attacca bene, si difende bene ed è allenata molto bene da Pisacane. Ci sono tutte le caratteristiche per creare una partita difficile e si è visto contro la Roma. Dobbiamo fare quello che sappiano. Non parlo di Noslin per come segna ma per come tiene il campo, corre, scatta, copre campo e salta di testa, lui come tanti altri. Ci vorrà testa e tantissima voglia. Dobbiamo fare il nostro calcio con umiltà e dando continuità andando a cento all’ora.”
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C’è un momento in cui la classifica si potrà guardare?
“L’obbiettivo sono i 40 punti, anche per i miei giocatori. Non so se per scaramanzia ma lo fanno. Dobbiamo pensare partita dopo partita e noi abbiamo la strada. Dobbiamo prepararci, stiamo toccando con mano i risultati del nostro lavoro. Con qualsiasi squadra giochi devi accettare dei compromessi per il nostro gioco ma quello che fa la differenza è la voglia di correre dietro a goni pallone. Mancano ancora molte partite e alla fine si vedrà”
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Ha paura di perdere qualche giocatore date le prestazioni?
“So come funziona questo mondo, gli agenti fanno il loro lavoro. Conosco bene i miei giocatori ed in questo momento non sto pensando a questo. Sto pensando a migliorare chi deve migliorare e metterli tutti allo stesso piano. Spero non succeda nulla e che tutto rimanga così.”
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Il nuovo metro di valutazione degli arbitri aiutano squadre con il tipo di gioco della Lazio?
“Dipende in quale ottica la vedi, il campionato non era bello come quest’anno. Il minutaggio effettivo si è alzato, tanti allenatori propongono un calcio diverso e penso che ci siamo avvicinati allo stile Premier League, con tatti gol e belle partite. I meriti vanno anche agli arbitri, che non ci sia il cinema e ostacola chi speculava su questo aspetto. È un grande cambiamento ed è normale che l’errore ci sarà sempre ma è un aspetto umano, è molto difficile arbitrare.”
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Di cosa è più orgoglioso?
“La mentalità, di vedere i giocatori che non si risparmiano, che giocano con una testa sola, chi entra va a mille all’ora, per come stanno insieme e per come si allenano. Mi piace molto vedere gente arrabbiata perché fa parte del lavoro che facciamo e di avere amor proprio”.
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Ti preoccupa la partita con il Cagliari?
Tutte le partite mi preoccupano, sappiamo che è una squadra che sta lì, pizzicano, scivolano e sono tremendi quando ripartono. Dobbiamo essere bravi quando la legnata arriverà e dovremo essere bravi a saperla prendere. Quando arriverà deve arrivare a testa alta, perdere perché sono stati più bravi di noi, non per nostre mancanze. Non dobbiamo mai sbagliare a livello di mentalità.”
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Quando la lazio potrà togliersi l’etichetta di dover stupire e parlare di confermare le certezze?
“Sta a noi, in base alla nostra voglia di far fatica. Il segreto è semplice, andiamo forte e dobbiamo andare forte. Quando non andiamo forte è un problema. L’altro giorno per me abbiamo preso due gol sciocchi che si potevano evitare. Dobbiamo continuare ad andar forte, non ci sono segreti. Sembra che ci sia una testa sola in tutto il gruppo.”
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Quanto questa squadra ha superato le sue aspettative?
”A livello di gruppo hanno retto bene ad una stagione tosta. Hanno portato la barca ad attraccare. In questo momento stanno continuando, hanno voglia di ascoltare, stare insieme, allenarsi e faticare. Quando si fa fatica, quella vera, come quest’estate ma anche tutt’ora facendo determinate cose si fa fatica. Tornano a casa stanchi con solo il pensiero a riposare. Sapevo che il lavoro si poteva portare avanti, per la classifica non potevo pensare che avremmo fatto tutti questi punti. Ci speravo ma non ci ho mai pensato.”
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Quanto le da soddisfazione il percorso che sta facendo Zaccagni?
“Zaccagni mi è sempre piaciuto come giocatore. Anche per lui si parla solo di gol e assist ma è un fenomeno anche su altre cose. Aveva bisogno di mettere forza sulle gambe. È un capitano vero, è sempre a disposizione, non vuole mollare nulla. Per noi è un ragazzo importantissimo a 360°. Questo è fondamentale, se fossi un suo compagno di squadra lo metterei in una cristalliera, umanamente e tecnicamente.”
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Cosa ha sentito dentro durante i cori a lei dedicati?
“Non mi son mancate, io mi emoziono quando gioco con mio figlio perché voglio vincere. Io vado alla ricerca di emozioni, senza quel formicolio non so come fare, mi fa sentire vito. Quando jo preso mazzate ho sempre provato emozione. Sono cose che fanno piacere e fanno sentire vivo. Li ho ringraziati per lo spettacolo ed il supporto. Sembrava una festa scudetto, non una nona giornata di campionato. Il merito è dei ragazzi, per il loro impegno, mentalità e l’entusiasmo che hanno creato con il loro atteggiamento”.
















