di Giorgio BICOCCHI
“Ma a Napoli ce vorranno incontra’ ancora? Er “Maradona” rischia de diventa’ come er “Friuli” anni fa dove vincevamo sempre…”. Beata goliardia che però ha un suo fondamento se a Napoli vinci per quattro anni di fila… Successo legittimo sapete perché? Perché Motta non ha compiuto una parata suggellando una prova regale dell’intero reparto arretrato. Lazio convincente di rimessa e nel fraseggio (non stucchevole ma redditizio stavolta). Un blitz che serve a poco in chiave-campionato ma alimenta qualche speranza in vista di mercoledì. Anche se la sensazione è che non ci troveremo davanti una squadra spaesata e distratta come il Napoli…




Primo tempo
– Ti aspetti un Napoli arrembante e invece… Precisi, corti, puntuali. E così passiamo in vantaggio: Taylor offre un assist al bacio per Cancellieri che torna al gol dopo una vita;
– Il Napoli si desta dal torpore? Mica tanto… Spinge dalla parte di Tavares ma alla fine colleziona angoli e mischie. Motta? Non impegnato;
– “Ma senza Gila, eventualmente, come faremo l’anno prossimo?”, ci si interroga nella tante chat biancazzurre. Già perché Marione vince duello con Hojlund, autentico baluardo;
– Ci prova ancora Cancellieri. Poi l’occasionissima arriva dal dischetto: Noslin si invola e viene atterrato da Lobotka.”Ma perché e’ giallo e non rosso?”, ci si chiede. Eh, chissà. La cosa grave è che Zaccagni sbaglia il rigore e, sulla respinta di Milinkovic, calcia alle stelle. “Ammazza che duplice errore… pensa se a Bergamo annamo ai rigori…”;
– E’ una Lazio piacevole da vedere, però. Gioca forse una delle frazioni più convincenti dell’anno. Sfiora il raddoppio con un sinistro velenoso di Cancellieri e poi con una rasoiata di Tavares. Il Napoli e’ apatico e confuso: sbatte sulla nostra cerniera difensiva e non schioda;
– Lazio corta: e’ stato questo il segreto della prima frazione. “E’ la conferma che questa squadra si esprime meglio di rimessa, quando viene attaccata e trova spazi in contropiede”, filosofeggia il tifoso che avrebbe voluto frequentare Coverciano;
– Cosa accadrà nella ripresa? Sarà il Napoli a deciderlo. Certo, peggio di così gli azzurri non potranno andare…;
Secondo tempo
– Togliendo De Bruyne e gettando nell’area il guizzante Allison, Conte cambia il canovaccio. Era abbastanza scontato, d’altronde…
– Abbiamo però una marcia in più. Il Napoli e’ distratto e sbaglia un mucchio di palloni. Noi li recuperiamo e ci fiondiamo in verticale. Basic sfiora il palo. “Che bella Lazio…”, si twitta convinti. Il raddoppio e’ nell’aria: Tavares sprinta, Basic coglie l’angolo su un pallone vagante;
– Sarri pensa a Bergamo e cambia tre undicesimi di Lazio. Riecco Patric in versione play. E anche Dia fa spostare Noslin a sinistra;
– In difesa reggiamo. Motta esce smanacciando ma se la cava sempre. Di rimessa andiamo che è un piacere: ancora Noslin, a rimorchio Tavares che fallisce il tris;
– Ci muoviamo a fisarmonica. Conte cerca di cambiare ancora in corsa ma la squadra non reagisce, irretita dalle trame biancazzurre. “Certo se avessimo giocato sempre così…”, ci scrive un amico di stadio. Ma la stagione e’ stata questa: ad intermittenza con qualche acuto… inutile farsi il sangue amaro;
– Passano i minuti, anche Giovane in campo. Sarri inserisce Dele per dare muscoli al reparto nei minuti finali;
– Controlliamo senza patemi. Anzi dando sempre la sensazione di poter far male ogniqualvolta abbiamo il pallone tra i piedi. Conte, a fine gara, dirà di aver ricevuto una “legnata sui denti”. Mentre Sarri, rivedendo Hamsyk, avrà avuto un sussulto ripensando a stagioni felici e non costantemente sulla graticola…






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