di Giorgio BICOCCHI
Vuoi vedere che Conte ha deciso di aspettarci, di giocare di rimessa, lasciandoci il pallino del gioco, conscio che poi, in attacco, raramente facciamo paura? Diciamoci la verità: con 6 gare positive di fila contro gli azzurri (dal gran gol di Vecino, nell’anno del secondo posto, alla rete di Dia dell’ultimo febbraio, aggiungendo pure il precedente Coppa Italia con la tripletta di Noslin), la cabala non sembra strizzarci l’occhio, considerando anche che Sarri mai ha perduto contro Conte.
Insomma, fatti due conti, sommate situazioni e percezioni, la certezza è che sarà una partitaccia, pure di difficile lettura per i nostri. Perché un Napoli che si racchiuda eventualmente in 40 metri – pronto a verticalizzare complici le progressioni di Neres, Politano e Hojlund (già, lo straripante Hojlund di questi tempi…) – sembra davvero una brutta bestia per la Lazio attuale che uscirà pure magari rinforzata in attacco dal mercato di gennaio ma che oggi – senza pure Taty e Dia – sembra fare davvero il solletico a piu’ di mezza Serie A.
Serviranno gli straordinari, insomma, per limitare la straripante batteria offensiva degli azzurri che certo non hanno dimenticato – conoscendo il loro allenatore – lo smacco generato dal gol-vittoria di Isaksen, datato un anno fa. Bisognerà dare il fritto su ogni zolla del campo, auspicando pure una giornata di luna storta di qualche interprete azzurro, McTominay su tutti. L’ideale sarebbe sbloccare la gara, passare in vantaggio e mettersi sulla nostra trequarti aspettando i rivali. Già, ma parliamo di veri auspicii…
Dovremo soprattutto inficiare il repertorio di Lobotka – faro delle azioni azzurre – raddoppiando, se possibile, su Politano e Neres, annunciato in grande forma. Servirà un “lavorone” collettivo, insomma, per schivare l’imboscata.
La Lazio – che sinora ha battuto solo la Juve tra le “grandi”, perdendo poi contro le milanesi e la Roma, pur non demeritando – non dovrà sbagliare nulla, difendendo come sa, compatta e tenace, e tentando sortite in verticale. Il Napoli – che dopo lo stop di Udine ha comunque ripreso a marciare – può anche contare su cambi in corsa che possono cambiare l’esito del match. Noi, invece, spuntati davanti come non mai, avremo il solo Pedro da spedire in campo. Anche questo è un dato che, almeno alla vigilia, spaventa un po’…
















