di Giorgio BICOCCHI
Se il lunedì successivo a Lazio-Mantova, lo scorso agosto, ci avessero detto: “Guarda che a metà novembre andrai a Napoli in testa solitaria alla classifica e gli azzurri saranno 14 punti distanti…”, avremmo pensato ad un esilarante “pesce d’aprile” ritardato… Invece è tutto vero a conferma che il pallone è una brutta bestia, in grado di sovvertire ogni sensazione.
Nonostante il primato, nonostante la nostra imbattibilità abbondano però le insidie in questo viaggio partenopeo all’ora di pranzo. E non solo perché affronteremo un gruppo comunque composto – nonostante le assenze forzate – da grandi giocatori. Già, ci sarà un’altra componente di cui tenere conto (ma siamo sicuri che Gattuso avrà battuto sul tasto in settimana…): l’orgoglio, il carattere, la voglia di rivalsa dei giocatori azzurri, molti dei quali Campioni d’Italia appena un anno e mezzo fa.
I pericoli
Occhio a qualche diavoleria di Allegri. Troppi gol facili incassati dal Napoli: c’è stato poco del tecnico in questo avvio azzurro. E allora ecco una possibile mossa: la marcatura a uomo di Taylor, magai affidato a Gilmour. E poi blocco difensivo basso, invitando la Lazio ad avanzare per poi sfruttare magari il lancio lungo – a scavalcare il centrocampo – per Politano o McTominay.
Il Napoli vivrà pure una marcata crisi ma resta sempre gruppo dotato tecnicamente. Da chi verranno le maggiori insidie? Dagli spunti di Politano – giocatore sempre sottovalutato – dalle intuizioni di De Bruyne, dalle incursioni, aeree e non, di Mc Tominay. Dai movimenti sul filo del fuorigioco di Hojlund. Non sarà, insomma, una mattinata facile. Ed è dovere rimarcarlo… L’assenza di Zaccagni sarà grave ma Noslin – apprezzato anche nei recenti e redditizi ripiegamenti difensivi – può aiutare dalla cintola in giù e ha gamba poi per sprintare
Il dato da tenere a mente
Il Napoli ha incassato 14 reti nell’ultima mezz’ora di gioco. Forse il fatto di avere tantissimi giocatori in infermeria – facendo praticamente giocare sempre gli stessi – sta incidendo in questa statistica. Tre gol presi dalla Roma, altri due dalla Juve, altri tre dal Porto mercoledì scorso: tutti nella ripresa. Un riscontro di cui necessariamente tenere conto. Un dato che lo staff di Gattuso avrà certamente annotato
Il vantaggio della Lazio?
Quello di giocare con la mente sgombra, senza pressioni eccessive. E’ avanti in classifica rispetto al resto del vapore, è imbattuta, guarda tutti dall’alto in basso, detiene (soprattutto) un consistente margine di punti sui margini della zona-Europa, può giocare serena e senza – paradossalmente – avere nulla da perdere. Il Napoli, al contrario, sembra anche gruppo non coeso fuori dal terreno di gioco, in preda ad una comprensibile crisi di nervi. Ecco, dovremmo – se possibile – ottimizzare questo momento di instabilità emotiva, provando a sfruttare ogni possibile errore avversario.
Un po’ come fatto, d’altronde, nei quattro precedenti al “Maradona”: tutti clamorosamente vinti, da Sarri (tre volte) a Baroni nella notte dell’Immacolata 2024 che consacrò i tiri a giro di Isaksen, poi diventati un marchio di fabbrica del danese.
Cosa significherebbe uscire imbattuti dal “Maradona”? Semplice, restare solitari in vetta alla classifica per l’intera durata della sosta, innanzitutto, e acquisire ulteriore consapevolezza. Potendo poi esibire – dopo Milan e Juve – anche un’altra gara senza macchia con una ennesima “grande”. Hai detto poco…
















