L’avv. Gian Luca Mignogna è intervenuto sugli 88.100 di ElleRadio nella trasmissione Laziali On Air:




Da Lazio-Inter sono uscito furioso. Mi è sembrato di assistere ad un giallo col finale già scritto. E’ verissimo che la Lazio ha palesato qualche lacuna difensiva nella gestione del risultato, ma è anche vero che è arrivata all’appuntamento avendo giocato più partite di ogni altra squadra. Qualsiasi società però ha il diritto di vedere applicate sul campo le regole sancite dalla FIGC.




Secondo me l’arbitraggio di Lazio-Inter è passato troppo sotto silenzio. Ho visto e rivisto le immagini, mi chiedo come sia stato possibile convalidare il gol di D’Ambrosio, che grida vendetta per la carica subita da Strakosha e per il calcio in testa incassato dal portiere. Credo che sia la prima volta che un gol di questo tipo venga convalidato. Un’inquadratura dal basso regala anche dubbi sul rigore di De Vrij su Icardi, perché si vede l’interista che entra per primo col piede a martello: sicuramente il risultato ha risentito di queste decisioni, e in Champions sono finite squadre che a mio avviso non l’hanno meritato sul campo.




Simone Inzaghi merita 9 come voto alla stagione, per il calcio spumeggiante che è stato in grado di offrire. Stesso voto alla società, che ha il merito di aver portato i calciatori artefici di questa grande annata, e alla tifoseria che ha regalato spettacoli indimenticabili, da quello della Curva Nord nei derby a quello del Sodalizio e della Tevere per Lazio-Inter. Senza dimenticare i primati di Ciro Immobile come capocannoniere e Luis Alberto come re degli assist.




Per lo Scudetto 1915 siamo sempre legati alle elezioni federali ed alla nomina della governance in Lega, in attesa dell’arrivo di un Presidente Federale che possa portare al decommissariamento e del completamento del consiglio federale con i consiglieri della serie maggiore. Per la Class Action, voglio sottolineare che per noi il campionato non è finito domenica, perché la Lazio in questa stagione ha subito un illecito gravissimo. La nostra battaglia andrà avanti e sarà la magistratura a valutare l’erronea applicazione del protocollo VAR.






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