di Alessandro DE CAROLIS

Al termine di questa Serie A 2017/2018 è tempo di tracciare un bilancio e un voto per il cammino fatto da ogni squadra della Serie A.

Juventus 9: i bianconeri entrano nella storia della Serie A con il settimo scudetto consecutivo, e quarto “biplete” (Coppa Italia e Scudetto) . Nell’anno in cui si credeva fosse giunta l’ora del Napoli la Juventus ha dimostrato una solidità e una mentalità vincente unica nel campionato italiano. Ha vinto onorando fino alla fine la Champions uscendone a testa alta dopo aver sfiorato un’epica rimonta al Bernabeu. Onore e applausi.

Napoli 7.5: la grande occasione è stata persa. Ai partenopei va di certo attribuito e riconosciuto il merito di aver tenuto aperto il campionato fino alla fine, ma troppo caro ciò è costato alle coppe nazionali e internazionali. Il Napoli ha dimostrato di avere una rosa troppo corta e un allenatore con i suoi 11 massimo 13 giocatori da utilizzare. In Champions il Napoli è uscito in un girone abbordabile facendosi scippare il 2°posto da un non irresistibile Shakhtar Donetsk. In Coppa Italia si è arreso all’Atalanta.

Roma 8: meglio del Napoli pur essendo arrivata terza perchè ha avuto il merito di onorare la Champions fino alla fine arrivando a un risultato storico per la Roma come le semifinali. L’unico precedente era proprio in occasione della finale persa con il Liverpool nel 1984. Di Francesco ha di certo messo il suo facendo rendere al meglio una rosa con una panchina con poche alternative importanti. La qualificazione in Champions quasi sempre sicura in un campionato tranquillo. Unico neo l’uscita quasi immediata in Coppa Italia con il Torino.

Inter 6.5: Spalletti dovrà di certo ringraziare la congiunzione di tutti i pianeti per aver centrato questa inaspettata e immeritata Champions. L’Inter ha dimostrato di non aver mai avuto nel corso della stagione un’identità di gioco, ma andando avanti solo con la forza e l’estro dei singoli. Nello spareggio di ieri sera è stata letteralmente dominata dalla Lazio, trovando 3 gol con 3 tiri e tutti da calcio piazzato. Il calcio è anche questo: non sempre prevale chi merita. I dubbi sulla potenza economica della proprietà cinese è messa in dubbio proprio dal pianto di gioia di ieri sera, un segno non confortante per i nerazzurri.

Lazio 8.5: unica squadra ad aver alzato un trofeo in questa stagione insieme alla Juventus. Proprio contro i bianconeri è arrivata infatti la Supercoppa Italiana vinta all’Olimpico. Una stagione esaltante con l’attacco migliore della Serie A e il record di gol fatti nella storia biancazzurra. Uscita immeritatamente alle semifinali di Coppa Italia ai calci di rigore e mai battuta sul campo, una semifinale di Europa League sgusciata dalle mani nei 15′ di follia contro il Salisburgo. Una Champions sfumata all’ultimo istante in un’annata dove tutti avrebbero dato la Lazio fuori da ogni gioco. Quarto trofeo nei dieci anni dell’era Lotito.

Milan 6: delude molto dopo i 200 e passa milioni spesi nel mercato estivo. Da candidata allo scudetto a delusione del campionato. Una squadra troppo brutta per essere solo lontanamente vicina alla storia gloriosa rossonera. Il cambio di allenatore ha portato solo il carattere in più tipico di Gattuso e totalmente assente invece in Montella. Un Milan rinunciatario e difensivo come una provinciale ottiene una finale di Coppa Italia ai danni della Lazio. Ma viene letteralmente sbriciolata dalla Juve in finale. Un campionato da dimenticare al più presto

Atalanta 7: ancora una volta piazzamento europeo per la squadra di Mister Gasperini. Un ottimo campionato e un’Europa League fuori da ogni aspettativa. Dopo aver superato un girone di ferro praticamente impossibile al momento del sorteggio (con Lione ed Everton) ha rischiato l’impresa di eliminare il Borussia Dortmund nel turno successivo. Senza la coppa avrebbe di certo fatto meglio in campionato, ma è da apprezzare come abbia onorato ogni competizione con una rosa di certo non attrezzata.

Fiorentina 10+: il voto più alto vogliamo darlo a loro anche se nulla potrù mai compensare l’immensa perdita del tifo fiorentino per il loro capitano. Una squadra, un’ambiente e una città capaci di regalare forti emozioni e tanto coraggio nel ripartire di fronte a una tale tragedia sportiva. Non a caso dopo la sua morte la Fiorentina ha incanalato una serie di vittorie che avevano riacceso i sogni europei della Viola.

Torino 6: il grande rimpianto deve essere solo del presidente Cairo che rifiutò le cifre intorno ai 70 milioni per Belotti, una cifra che avrebbe cambiato le sorti del Toro. Soldi per rendere più competitiva una squadra promettente ma incompiuta come una bella opera d’arte. A farne le spese è stato il povero Mihajlovic, ma anche lo stesso Mazzarri ha dimostrato e chiesto un mercato migliore quest’estate. Una piazza come Torino merita di meglio.

Sampdoria 6: una sufficienza per la squadra di mister Giampaolo. La sua Sampdoria nella prima parte della stagione era lanciata a razzo verso un piazzamento europeo trascinato dal suo capitano e goleador Fabio Quagliarella. Poi qualcosa si è inceppato nei meccanismi dei blucerchiati facendoli arrancare per quasi tutta la seconda parte del campionato.

Sassuolo 6.5: la partenza del suo mentore Di Francesco e di pedine importanti come Pellegrini e Defrel si sono fatte sentire in questa stagione. Bucchi più di una volta è stato a un passo dall’esonero visto il campionato opaco degli emiliani. Quasi sempre a ridosso della retrocessione la svolta è avvenuta nell’ultimo mese e mezzo col nuovo tecnico Iachini (chiamato in extremis per il miracolo). Non potendo contare su Berardi (un’annata nerissima) è scoppiato tutto il talento di Matteo Politano spostato da esterno a punta da Iachini ottenendo ottimi risultati. Sicurezza ottenuta con 4 giornate d’anticipo.

Genoa 6.5: a Genova (sponda rossoblu) i genoani dovrebbero fare una statua a Davide Ballardini per l’ennesima salvezza ottenuta. Il presidente Preziosi aveva ripuntato nuovamente su Juric ma quando il Genoa barcollava in quartultima posizione è stato costretto a richiamare Ballardini. Per lui una salvezza prodigiosa, ottenuta con una calma incredibile in un’annata dove ormai il Genoa sembrava spacciato. Si è meritato il rinnovo di contratto. Ci sarà lui alla guida del Genoa già da inizio stagione.

Chievo 6: salvataggio in extremis nelle ultime tre giornate. Dopo dieci anni di permanenza in Serie A sembrava finire qui l’avventura del Chievo. Il cambio allenatore è stata una mossa vincente, Maran non aveva pià il gruppo dalla sua parte. L’allenatore della Primavera clivense D’Anna ha portato semplicità (un 4-3-3 classico) e fiducia nei giocatori. Ecco quindi come con due vittorie su tre partire ha salvato il Chievo dallo spettro della B.

Udinese 5.5: Salvata per il rotto della cuffia nelle ultime due giornate con due vittorie di misura ma importantissime. Esonetato Oddio dopo l’undicesima sconfitta consecutiva (record europeo) il nuovo arrivato Tudor sembra aver trovato il bandolo della matassa salvando una piazza come quella di Udine arrivata a pesanti contestazioni.

Bologna 5.5: prima parte di campionato quasi perfetta. Forse troppo perfetta visto che la derivante salvezza ottenuta ha così ammosciato la squadra. La seconda parte del campionato infatti è stata avara di risultati e di bel gioco. Donadoni è a rischio per la prossima stagione.

Cagliari 5.5: abituato a salvezze più tranquille quest’anno il pubblico del Sant’Elia ha avuto grosse paure. Il mister Diego Lopez ha dovuto fare a meno di una pedina importante come J. Pedro fermato dalla maxi squalifica. Pavoletti è stata l’arma in più.

Spal 6: una sufficienza perché dopo tantissimi anni ritorna in Serie A e lo fa con una squadra ben attrezzata che avrebbe meritato maggior fortuna. Sugli scudi di questa incredibile salvezza c’è il bomber Antenucci e giovani interessanti come Meret e Lazzari.

Crotone 5: non riesce il bis dell’impresa ai calabresi. Squadra non attrezzata al meglio per questa serie A. Zenga ha fatto il suo ma di più forse era difficile fare visti i limiti tecnici. Da considerare bene però la recente esplosione di Simy in attacco. Prospetto interessante.

Verona 4: una Serie A da incubo. Allenatore non all’altezza e mai rimpiazzato, squadra non competitiva e mai rafforzata ma anzi indebolita in inverno (con le partenze di Pazzini e Caceres)

Benevento 5.5: De Zerbi ha dimostrato di essere un buon allenatore quando la dirigenza nel mercato invernale gli ha messo a disposizione gente come Diabate, Sandro, Sagna. Interventi tardivi, la rosa iniziale (quella della promozione) aveva raccimolato solo 2 punti da settembre e dicembre. Con uno sforzo in più sin dall’inizio i campani si sarebbero potuti salvare, o almeno lottare fino alla fine.

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