Fabrizio Maffei è intervenuto sugli 88.100 di ElleRadio nella trasmissione Laziali On Air:




Devo partire con un plauso incondizionato alla squadra e all’allenatore per la stagione che ci hanno regalato. La Lazio era la meno attrezzata per combattere a certi livelli, è stata anche sfortunata per alcuni infortuni nel finale ed ha fatto davvero più del possibile. Il più degno ringraziamento è arrivato dalla cornice di pubblico che i tifosi hanno offerto.




Secondo me la partita ieri è stata indirizzata dal direttore di gara. La Lazio ha dominato in lungo e in largo, nel primo tempo il mancato rosso a Miranda e le tre ammonizioni in serie sono stati segnali chiari da parte di Rocchi, che non vedeva l’ora di fischiare il rigore che poi c’è stato. Ci abbiamo messo del nostro con tanta ingenuità, sul 2-2 serviva congelare la partita, far sbollire il loro impeto e amministrare meglio la partita. Purtroppo giocavamo senza elementi fondamentali come Parolo e Luis Alberto e un Immobile encomiabile ma non al meglio.




Si è fatta sentire la spada di Damocle sulla testa di De Vrij, ma secondo me l’episodio del rigore, per quanto nato da un intervento scomposto, è stato assolutamente casuale e non pianificato. Gli errori sono arrivati un po’ dal caso e da una buona dose di sfortuna, come nel caso della punizione di Milinkovic-Savic. La partita ce l’aveva in mano la Lazio e mai avremmo pensato finisse così, se non grazie allo zampino dell’arbitro. Che non condiziona solo dando un calcio di rigore che non c’è, ma con decisioni che inclinano il piano della partita. Si è visto dalla foga con cui voleva che Strakosha riprendesse il gioco al momento del rinvio o con cui voleva che Radu uscisse dal campo. Sicuramente è stato più sereno De Vrij di Rocchi.




Il mio voto alla stagione è un 9. Di questa stagione conservo tutte le volte che la Lazio mi ha fatto saltare in piedi ad applaudire, con prestazioni incredibili come quella di Firenze. Restano però anche tante ombre e bocconi amari mandati giù in occasione di decisioni strampalate e chirurgiche, dal derby al Torino, dalla Fiorentina al Cagliari. Al netto di tutto è stata una stagione che è andata ben oltre ogni più rosea aspettativa, onore a tutti, dalla società al tecnico e ai giocatori per questa annata. Il timore è che sia un’annata irripetibile: io ricostruirei cercando di allestire una squadra più forte nel suo complesso, non solo nei 13 titolari che girano, ma nei 18 possibili che possono aiutare a sostenere una stagione completa.”




“In questo senso occorrono anche giocatori d’esperienza, anche europea, e un portiere esperto in grado di far rifiatare Strakosha. Così come vorrei un leader vero in difesa e non tutte le responsabilità scaricate su Luiz Felipe. Serve un centrocampista per dare fiato a Parolo e Lucas Leiva e un attaccante in grado di avere profondità e peso offensivo quando Immobile non può esserci.



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