Pubblicato su “Il Nuovo Corriere Laziale” del 2 novembre 2015

di Gian Luca Mignogna

Il 24 maggio 1915 resterà per sempre scolpito nella memoria di tutti coloro che hanno a cuore le sorti del primo club capitolino. In occasione del centenario dello scoppio della prima guerra mondiale e della conseguente sospensione bellica del massimo campionato di calcio dell’epoca, infatti, proprio da queste colonne è stata formalizzata la rivendicazione per l’assegnazione ex aequo dello Scudetto 1914/15: alla Lazio quale miglior squadra del Centro-Sud ed effettivamente più prossima all’indisputata finalissima nazionale ed al Genoa quale miglior squadra del Nord e per ora unica detentrice “a tavolino” di quel titolo tricolore. L’appuntamento con la storia giustappunto sancito dal calendario ha consentito di richiedere con forza un oggettivo riesame del caso, che altrimenti avrebbe irrimediabilmente corso il rischio di cadere nell’ineluttabile oblio del dimenticatoio.Quanto scritto sullo “scudetto negato” è fortunatamenterimpallato di sito in sito ed l’inevitabile clamore mediatico ed i successivi approfondimenti giuridico/sportivi hanno permesso di rendere la vicenda di dominio pubblico. I numerosi dibattiti radio/televisivi hanno costituito l’antecedente logico/necessario per poter promuovere sulla piattaforma Change.org la Petizione on line “Lazio 1914/15: Campione d’Italia ex aequo!”, per la quale si sono rivelati di essenziale importanza il lancio in prima pagina de “Il Tempo”, il sostegno della Presidenza Generale della Società Sportiva Lazio, la “vocatio ad unitatem” dei maggiori siti web di marca segnatamente laziale e la costituzione ad hoc della “Consulta Biancazzurra” onde promuovere e/o condividere ogni più adeguata iniziativa atta a supportare la rivendicazione ex aequo di quel titolo nazionale. L’atavica ignavia di qualcuno e la contrapposizione masochista di pochi altri, loro malgrado, non sono riuscite a spegnere l’enorme sete di giustizia del popolo laziale, che con gioia, speranza e convinzione ha dimostrato di aver realmente il culto della propria storia e cominciato a sottoscrivere in massa la petizione tricolore. Le migliaia di adesioni moltiplicatesi sul totalizzatore telematico, le continue iniziative promozionali susseguitesi nel tempo e l’appoggio di tanti tifosi vip, ex calciatori ed icone di sponda biancazzurra, perdipiù, hanno fatto si che l’iniziativa non potesse non esser attenzionata puranche da quotidiani a tiratura nazionale, quali “Il Corriere dello Sport”, “Il Messaggero” e “La Repubblica”. Nell’ambito delle attività a supporto della rivendicazione e della petizione tricolore, peraltro, sono risultate di eccezionale rilevanza le parole di sostegno rilasciate da (in ordine cronologico) Antonio Buccioni, Pasquale Trane, Paolo Lenzi, Toni Malco, Felice Pulici, Renato Miele, Giancarlo Governi, Bruno Giordano, Alessandro Cochi, Pino Wilson, Enrico Montesano, Furio Focolari, Giancarlo Oddi, Angelo Gregucci, Enrico Bendoni, Pino Insegno e Gabriele Corsi del Trio Medusa, i quali, tutti, non hanno fatto per nulla mistero della loro conclamata lazialità e non hanno minimamente esitato ad incitare edappoggiare pubblicamente l’iniziativa petitoria. Nel corso dell’estate e senza il traino dei campionati di calcio e/o di eventuali sponsor, ci hanno pensato gli aerostriscioni della “Consulta Biancazzurra” a far lievitare i numeri dei firmatari, a battere in lungo ed in largo i cieli del litorale laziale ed rubar gli occhi a tifosi, sportivi e turisti. Come in un’epidemia benefica, le iniziative goliardiche si sono medio tempore moltiplicate. Emiliano Foglia del “Museodellemaglie.it” ha ricreato, fotografato e postato sul web le suggestive maglie della Lazio 1914/15 con il tricolore cucito sul petto. In collaborazione con il Club “Automoto Castelli Romani” di Grottaferrata ed il Club “Auto Storiche Tusculum” di Frascati, il 26 settembre u.s. è andata in scena la manifestazione sportivo/culturale “Auto Storiche, per uno Scudetto Storico”, nell’ambito della quale si è potuto effettuare un tour promozionale con circa 50 auto d’epoca che ha toccato i maggiori comuni del Castelli Romani e non ultimo Frascati, dove in Piazza S. Pietro (Cattedrale), grazie alla disponibilità delLazio Club Frascati ed alla concessione del locale patrocinio comunale, si è potuto allestire un gazebo per distribuire centinaia di volantini illustrativi della vicenda e far sottoscrivere la petizione in questione ai tifosi laziali, agli sportivi ed ai sostenitori in genere. A campionato iniziato l’attività di rivendicazione, divulgazione e promozione è successivamente proseguita direttamente presso lo Stadio Olimpico, laddove si è prima riusciti a realizzare un’intera pagina sul magazine distribuito nel prepartita di Lazio-Udinese, poi si è ripetuta l’attività di distribuzione depliants e raccolta firme in collaborazione con il Lazio Club Frascati e quindi ha fatto il suo esordio in Tribuna Tevere lo striscione “Lazio 1914/15: Campione d’Italia”, che accompagnerà la Lazio in tutte le partite casalinghe di campionato e Coppa Italia della stagione corrente. Il 17 ottobre u.s., infine, presso il Lazio MCM Tuscolano ed in collaborazione con la Consulta Biancazzurra ed il Lazio Club Frascati, è stata organizzata la “Giornata Tricolore” per permettere le necessarie ed ulteriori sottoscrizioni della suddetta petizione. In un continuo crescendo di entusiasmo si è così arrivati all’alba delle 30.000 firme, obiettivo dichiarato per avviare i contatti ufficiali con la società. I presupposti su cui poggia la rivendicazione biancazzurra sono assolutamente chiari. La F.I.G.C. ha già avuto modo di confermare di non esser in possesso di alcun atto del Campionato di Prima Categoria 1914/15, né dell’eventuale richiesta d’assegnazione all’epoca eventualmente formulata dal Genoa, se ed in quanto esistente, né della delibera con cui il club ligure venne nominato Campione d’Italia per tale annualità, né di tutti gli atti ad essa correlati, antecedenti e successivi. Costituisce fatto notorio che il 20 maggio 1915 il Governo ottenne “pieni poteri” dal Parlamento in vista dell’imminente ingresso dell’Italia nel conflitto mondiale, che il 22 maggio 1915 venne formalmente dichiarata la “mobilitazione generale” e che il 23 maggio 1915 la FIGC per l’effetto decretòl’immediata sospensione del massimo campionato di calcio. È parimenti noto che sulla base della situazione di fatto consolidatasi e delle conoscenze storichepacificamente riconosciute: A) al momento della sospensione bellica la Lazio aveva già brillantemente superato la prima fase di qualificazione, era saldamente in testa al Girone Finale dell’Italia Centrale e ad un solo turno dal termine, che i capitolini avrebbero dovuto disputare in casa contro il Lucca, ultimo in classifica, la situazione era la seguente: Lazio 8, Roman 6, Pisa 6, Lucca 0; B) le squadre dell’Italia Meridionale erano ancora ai primordi calcistici e consistevanoesclusivamente in due squadre campane, l’Internazionale di Napoli ed il Naples, che si scontravano tra loro per il primato locale ed il diritto a sfidare la vincente dell’Italia Centrale per il titolo di Campione dell’Italia Centro-Meridionale, con l’Internazionale Napoli che in quella stagione e sino alla sospensione aveva disputato e vinto il solo derby d’andata giocato in casa contro il Naples;C) nell’Italia Settentrionale il Genoa, l’Internazionale, il Milan ed il Torino avevano anch’esse già superato sia lo scoglio iniziale dei rispettivi Gironi Interregionali che quello successivo dei rispettivi Gironi di Semifinale e stavano dando vita ad un combattutissimo Girone Finale che, ad un turno dal termine, riportava la seguente classifica: Genoa 7, Torino, 5, Internazionale 5, Milan 3;D) al momento della sospensione bellica il Genoa non poteva ritenersi affatto sicuro di aggiudicarsi il campionato settentrionale ed il diritto a giocarsi la finalissima nazionale con la squadra Campione dell’Italia Centro-Meridionale, perché nell’ultima giornata si sarebbe dovuto recare in casa del Torino che all’andata l’aveva battuto per 6 a 1 e vincendo anche nel ritorno avrebbe raggiunto in testa proprio i liguri, con l’Internazionale che per giunta poteva anch’essa nutrire alcune speranze di vittoria perché le restava da disputare solo il derby con il Milan (già vinto all’andata per 3 a 1) e in caso di successo e contemporanea sconfitta del Genoa avrebbe senz’altro avuto una qualche chance di spuntarla sulle altre concorrenti; E) il campionato 1914/15 fu definito dalla FIGC mediante una deliberazione postbellica con cui assegnò a tavolino lo scudetto al Genoa, senza tener conto che la Lazio era oggettivamente la squadra più prossima alla qualificazione per la finalissima nazionale al momento della sospensione, senza tener conto di quanto e cosa avesse rappresentato il club capitolino per l’intero movimento calcistico/sportivo romano, regionale e nazionale sin dalla sua fondazione del 9 gennaio 1900 e senza tener conto dell’enorme contributo versato alla patria dal club biancazzurro e dai propri tesserati durante la predetta grande guerra. Secondo quanto riportato dal portale Lazio Wiki ed in base a quanto acclarato dal Centro Studi 9 Gennaio 1900, altresì, in vista dell’imminente entrata in guerra dell’Italia la Federazione dell’epoca dispose l’anticipazione dell’ultimo turno della “regular season” al 16 maggio 1915, ma Lazio-Lucca non si disputò per il forfait di questi ultimi ed il Genoa ritenne di non dover ottemperare a tale decisione federale. Se a questo aggiungiamo che l’Internazionale di Napoli ed il Naples, a prescindere dall’allora consistenza sportiva delle medesime, non hanno lasciato alcun soggetto legittimatoad agire come loro potenziale avente causa, si palesa ex se come la Lazio sia oggettivamente l’unico club a poter reclamare il titolo di Campione dell’Italia Centro-Meridionale dell’epoca e conseguentemente l’assegnazione ex aequo dello Scudetto 1914/15, all’uopo seguendo lo stesso iter procedurale già intrapreso dal La Spezia per il campionato di guerra 1943/44, ovverosia richiedere la nomina di una Commissione Federale per mezzo della quale ottenere un precipuo, compiuto ed integrale riesame del caso. Un eventuale successo nell’attribuzione del titolo 1914/15 costituirebbe una vittoria di proporzioni assolutamente storiche per tutto il firmamento biancazzurro, in primis per gli atleti, i caduti sul fronte ed i componenti tecnico/societari della Lazio dell’epoca e poi per tutti coloro che medio tempore ne hanno preservato la memoria e perorato le ragioni. Nessun dorma! Sotto il cielo biancazzurro, l’orizzonte è tricolore.

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