Rino Gattuso ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Napoli-Lazio: “Non abbiamo pressioni, specialmente domani. Abbiamo la consapevolezza di andare a giocare in uno stadio difficile con una squadra forte che sta attraversando un momento difficile. Questi giocatori hanno vinto all’estero e in Italia, ci vorrà umiltà e dovremo andare forte. Noi dobbiamo pensare partita dopo partite, mancano 12 punti e quando arriveremo a quaranta punti faremo una bella festa per aver raggiunto il primo obiettivo. Abbiamo una strada che è quella del lavoro, dobbiamo leggere meno possibile. Chi fa questo lavoro ci sta facendo giustamente i complimenti, poi quando arriverà quel giorno ci rimetteremo sotto“.
“Mi aspetto spensieratezza da parte della Lazio, ma anche rispetto per l’avversario perché sono forti. Basta vedere i primi 70 minuti che hanno fatto con il Porto, poi non avevano i cambi, ma sono una squadra viva. Noi non abbiamo nulla da perdere, ma dobbiamo andare là con rispetto e giocando come sappiamo. Max Allegri è stato il mio capitano, ho vinto un campionato dalla B alla A. È stato il mio allenatore, non ho mai vinto contro di lui, è chiacchierato, ma spero di fare un quarto di quanto ha fatto in carrriera. Conoscendolo, lui di stress non muore. Lui nei momenti di difficoltà trova sempre le cose giuste per far quadrare i conti. Non mi fido. Lui è sgamato. Capisco quando dicono che sia una finale, ma lo sarà anche per noi. Giocare al Maradona dà sempre gusto, serve il giusto spirito“.
“Nuno Tavares ha avuto un problema, ma oggi ha fatto tutto. Ho ancora qualche dubbio, vediamo domani. La perdita di Zaccagni è importante, è il nostro capitano. Ho letto che rientrerà in 6 settimane, ma io spero anche meno. Ha un edema, sta lavorando mattina e pomeriggio per farlo riassorbire e la prossima settimana faremo gli esami”.
“Oggi Zac verrà con noi alla Stazione Termini, verrà a prendersi gli applausi della squadra poi tornerà a casa e viaggerà domani mattina in macchina, l’ha voluto lui, fa capire lo spirito che c’è in questo momento. Avevo letto poi di Marusic in nazionale, lui va in nazionale perché a 34 anni ha una mentalità straordinaria, ha fatto un ragionamento e può prendere minutaggio mettendo 30-40 minuti nelle gambe. Si conosce molto bene e abbiamo deciso in questo modo. Sugli altri giocatori non mi permetterei mai, io sono stato dall’altra parte l’anno scorso e vediamo i carichi di lavoro che fanno. sento i giocatori 2-3 volte nella settimana in cui stanno in nazionale, ma non mi permetto di mettere bocca. Non sono preoccupato, 21 giorni di sosta sono stati un unicum. Noi faremo tre giorni liberi, giovedì e venerdì due allenamenti impegnativi e poi affronteremo sabato una squadra di seconda divisione maltese per mettere minutaggio“.
“A Napoli sono stato benissimo. Ho vinto un trofeo lì. Purtroppo ho avuto poco il pubblico perché eravamo in periodo Covid. Mi è rimasto nel cuore, non è una frase di circostanza, sono ancora in contatto con molti amici là. Chi è entrato contro il Cagliari ha cambiato la partita, è un valore aggiunto. Dispiace aver perso Zaccagni, ma dovremo farci trovare pronti. Pinamonti sta meglio. Al di là dei ruoli, oggi, quando gli arriva palla, la pulisce, rifinisce. Noslin è un giocatore diverso, ma nei suoi confronti c’è grande rispetto e non solo. Lui è un po’ taciturno, in faccia sembra triste. Ma quando sta bene ti può dare una grandissima mano. Sta cominciando a farci vedere cose che ci piacciono, è un giocatore importante per noi. Per scegliere il capitano non dovevo parlare con il gruppo. Ho parlato con Stefan Derkum che ha tutti i numeri, è un robot e sa tutto. I numeri dicono che per presenze il capitano è Isaksen e domani dovrebbe indossare la fascia“.
“È un messaggio d’amore, ci stanno vicini. Di grandissima coerenza, per noi deve essere un motivo d’orgoglio, deve darci una carica in più per trovare un risultato positivo. Un orgoglio che fa piacere, li ringrazio a nome dei miei ragazzi e dello staff, sono cose belle, bisogna rendere anche loro orgogliosi con le prestazioni e il modo di onorare la maglia. Io non devo pensare al primato, dobbiamo pensare solo alle nostre prestazioni. Oggi non c’entriamo nulla lì sopra, dobbiamo giocare con voglia e mentalità e basta. Perché ci dobbiamo mettere questo peso addosso? Andiamo a giocare una partita contro una squadra forte in un momento negativo con grande mentalità e voglia. L’obiettivo non è vincere per stare lì, il risultato è una conseguenza. Non siamo pronti per pensare a questo, dopo arriva una mazzata rischia di essere una delusione. Dobbiamo pensare a fare il nostro gioco e andare forte“.
















