di Arianna MICHETTONI – foto di Antonio FRAIOLI

Mandas – 6.5: Due interventi decisivi, nei primi minuti, evitano il vantaggio del Parma. È lui a tenere in piedi la Lazio nella prima frazione di gioco; sul gol di Lontani al 95′ non è impeccabile nella deviazione del cross, ma resta uno dei protagonisti della vittoria.

Floriani Mussolini – 6.5: Accompagna costantemente la manovra, offre ampiezza e cerca la conclusione. Cresce nella partecipazione offensiva, anche se non tutte le iniziative producono occasioni concrete.

Sutalo – 6: Una leggerezza in impostazione rischia di costargli cara, non una novità. Recupera sull’avversario, ma certe distrazioni sono indice di misure correttive necessarie per una squadra che ambisce alla vetta. In ogni caso, contribuisce a limitare le conseguenze delle difficoltà difensive.

Provstgaard – 6: Alla mezz’ora è costretto al fallo tattico che gli costa l’ammonizione. Gattuso lo sostituisce nell’intervallo. Una prestazione meno convincente rispetto alle precedenti. (Dal 46’ Diogo Leite – 6.5: Entra all’intervallo al posto dell’ammonito Provstgaard. Contribuisce a dare maggiore equilibrio al reparto difensivo nella ripresa, senza particolari iniziative individuali da segnalare.)

Nuno Tavares – 7: Quando accelera sulla sinistra, il Parma fatica a contenerlo. Favorisce Isaksen in più occasioni; soprattutto provoca l’autorete di Diego Carlos con un pallone teso in area. Imprecisioni dovute alla stanchezza negli ultimi minuti, ma il suo contributo è decisivo.

Frattesi – 6.5: Buon inserimento sul cross di Zaccagni al 16′, ma il colpo di testa termina alto. Ottimi movimenti e tempi giusti, si adopera per creare situazioni interessanti in area dove arriva ripetutamente alla conclusione, ma mancando il bersaglio in diverse occasioni. Il lavoro senza palla è prezioso.

Belahyane – 7: Non solo intensità a centrocampo: si propone anche al tiro – conclusione centrale dal limite al 23′, bloccata da Corvi. Protegge il pallone, detta i tempi e soprattutto serve a Taylor l’assist per il vantaggio. Il suo è il riferimento che permette alla squadra di sviluppare la manovra centralmente. Una prestazione di grande maturità.

Taylor – 7: Nel primo tempo impegna Corvi, nella ripresa trova il gol che cambia la partita con un inserimento perfetto e un sinistro preciso. Partecipa anche all’azione del raddoppio – è lui che trascina la Lazio in vetta. (Dal 71’ Dele-Bashiru – 6: Gestisce il centrocampo con uguale efficacia ma minore efficienza. Con la Lazio avanti di due reti, la priorità è amministrare il vantaggio approfittando di energie fresche e fisicità).

Isaksen – 6,5: Attivo e intraprendente. Al 27′ colpisce una traversa con un bel colpo di testa. Il più pericoloso davanti, può recriminare un gol annullato per fuorigioco millimetrico. Impegna ripetutamente la difesa avversaria ed è uno dei giocatori che creano maggiori difficoltà al Parma. (Dal 77’ Lazzari – 6: Porta freschezza e corsa sulla fascia, ma la sua presenza risponde soprattutto alla necessità di proteggere il vantaggio).

Noslin – 6: Non trova il gol e raramente riesce a rendersi davvero pericoloso sotto porta, ma lavora per i compagni. La sua capacità di raccordare il gioco è apprezzabile; la pericolosità individuale può crescere.

Zaccagni – 6,5: Propizia il tentativo di Frattesi, serve Belahyane e confeziona il pallone per la traversa di Isaksen. Molte delle iniziative pericolose passano da lui, che tenta anche una rovesciata. Manca, purtroppo, il gol – non la qualità. (Dal 77’ Pedraza – 6: Scelto per offrire maggiore copertura sulla corsia sinistra. Una sostituzione funzionale alla gestione del risultato).

Gattuso – 7: Quattro terzini che vincono, non si cambiano. La Lazio parte con un possesso palla consistente, ma concede al Parma alcune delle occasioni più nitide della prima frazione. Nella ripresa cambia tutto. La Lazio trova maggiore incisività, passa in vantaggio con Taylor e raddoppia dopo appena otto minuti (autogol). Positiva la gestione dell’intervallo, con l’inserimento di Diogo Leite al posto dell’ammonito Provstgaard. Più discutibile, almeno sul piano dell’ambizione offensiva, la scelta di sostituire contemporaneamente Isaksen e Zaccagni con Lazzari e Pedraza.

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