di Giorgio BICOCCHI 

Guai a considerare le partite di campionato un intralcio, una zavorra, accertata la classifica attuale di aurea mediocrità. Sarebbe il modo peggiore per affrontare le due gare di Coppa Italia, diventato strada facendo l’obiettivo – pur sempre complesso – ma realmente praticabile. Ecco perché allora è lecito attendersi nella sfida contro gli orobici – e siamo certi che così accadrà – una Lazio sul pezzo, che cavalchi l’ottimismo dopo le due sfide ben giocate contro Juve e Bologna.




Di cosa diffidare del gruppo di Palladino, tecnico camaleonte? Della cerniera di centrocampo – composta da due motori come Ederson e De Roon – e del pacchetto offensivo, una batteria che coniuga forza fisica (con Scamacca e Krstovic) e guizzi (con Raspadori). Aggiungete un portiere che raramente si assenta come Carnesecchi e una difesa a tre costantemente supportata dai due “quintI”. All’andata fu un pareggio sofferto e anche stavolta la Lazio – a tavolino – parte oggettivamente svantaggiata, se non altro per l’usura muscolare accumulata appena 70 ore fa.

Un punto a nostro favore potrebbe essere la ritrovata condizione di elementi che davamo per dispersi (come Tavares) e la spregiudicatezza di giovani come Provstgaard, uno dei due centrali. Mancheranno le invenzioni e gli scarti di Zaccagni e Pedro, Sarri si volterà in panchina e conterà anche stavolta assenze pesantissime. Abbiamo però le risorse per mettere in crisi la Dea: le rasoiate e i cambi di fronte di Cataldi, ad esempio, per gli scatti dai due versanti di Noslin e Isaksen. Siamo ottavi e probabilmente – a meno di miracoli agonistici – sarà questa la posizione con la quale manderemo in archivio questo Campionato, già sofferto quando eravamo ancora in costume. Ma questo è gruppo fatto di tenacia e di orgoglio… Per questo – e per non dare alla Dea la sensazione di una squadra senza più stimoli, almeno in Campionato, alla vigilia della doppia sfida di Coppa – dovremo disputare una gara seria, coriacea. Nel solco, peraltro, pur con limiti e omissioni, di quanto abbiamo sempre raccontato dal derby di settembre in poi…






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