di Giorgio BICOCCHI
Due dati, subito. Il primo: l’Udinese, appena due settimane fa, ha pareggiato col Como, poi straripante nelle altre due prestazioni. La conferma che Runjaic, allenatore stranamente sottovalutato dai grandi clubs, sa leggere le gare e trovare, anche in corsa, le contromosse. Il secondo: per muscoli e centimetri i friulani sono la squadra piu’ fisica e robusta del Campionato. Roba che in mischia e nei contrasti e’ complicato anche spostarli…
Cosa serve allora per tornare dal Friuli con un risultato positivo, dando continuità alla mini-striscia di buoni risultati? Muovere la palla velocemente, dare le giuste letture ad ogni azione offensiva, prendere i rivali di sorpresa. Chiaro che impostare una gara cosi chiama in vetrina i nostri giocatori piu’ tecnici (Zaccagni, Isaksen, Tavares, Taylor, Frattesi). Un compito gravoso attende il piccolo ma tenace Belahyane: agendo da play dovrà contrare le azioni avversarie e far ripartire di slancio i nostri contragolpe.
Da chi guardarsi? Mancando Zaniolo bisognera’ gettare un occhio alle incursioni anche in acrobazia di Solet e ai movimenti di Davis, colui che ci impedi’ di vincere alla Dacia Arena lo scorso dicembre con un gol irregolare.
Come in tutte le gare sara’ il rendimento della nostra difesa a darci eventualmente speranze: soprattutto Doekhi e Provdtgaard dovranno lavorare di reparto contando pure sulle “diagonali” di Floriani.
Ci attende una sfida complicata, forse piu’ di quella del Dall’Ara. Ovvio che un altro risultato positivo darebbe ulteriore tranquillita’ al nostro ambiente, vuoi o non vuoi sempre in fibrillazione. Ormai conoscete il “mantra” della stagione: riacquistare, se possibile, una parvenza di normalita’…
















