di Giorgio BICOCCHI

Come annacquare il prevedibile, gran ritmo dell’Atalanta? Già, il nocciolo della sfida di sabato sera, nel freezer dell’Olimpico, è tutta qui. E un po’ il quesito preoccupa perché la nostra squadra – soprattutto il centrocampo “monopasso” della Lazio – spesso è andato in tilt ogniqualvolta i rivali hanno alzato i giri del motore. Pensate alla ripresa di Lecce, ad esempio. O al quarto d’ora finale con l’Empoli. O a primi 15 minuti del “Bentegodi”, col Verona spadroneggiante.




Dovremo far girare palla velocemente, allora, sbagliando il meno possibile il dosaggio dei passaggi. Perché questo è uno dei difetti della Lazio post-sosta: la circolazione della palla non è pulita come avveniva fino a novembre.

Dovremo abbassare il ritmo orobico con scambi rapidi e ficcanti, facendo correre i nerazzurri, facendoli stancare, facendogli perdere lucidità. Replicare insomma la gara perfetta giocata a Bergamo lo scorso ottobre, forse la più bella e produttiva dell’era sarriana. Poi certo – come in tutte le partite – saranno le individualità a far saltare in banco. E, in questo contesto, forse noi abbiamo qualche risorsa in più. Guai poi a farsi trovare scoperti: con le accelerazioni di un furetto come Lookman sarebbero dolori.

Sarà sfida intensa, da giocare con la testa, interpretando i momenti. Senza tralasciare poi che sarà una gara possibilmente da vincere ma sicuramente da non perdere in chiave confronto-diretto. Con una classifica cosi compressa toccherà badare anche ad un possibile arrivo a braccetto. Schivare con intelligenza la prevedibile imboscata di Gasperini, dunque. Ecco la missione. Dopo due pareggi di fila ci attendiamo uno squillo d’autore…






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