di Jean Philippe ZITO

Il 10 Aprile 1994 migliaia di fans dei Nirvana si ritrovano a Seattle per la commemorazione di Kurt Cobain. Il leader del gruppo “grunge” più celebre al mondo, si è suicidato da pochi giorni, lasciando un vuoto incolmabile nel cuore di milioni di teenagers e non solo.




A Roma, lo stesso giorno, una già retrocessa Atalanta si presenta per sfidare la Lazio.

È la trentunesima giornata, rimangono solamente tre partite alla fine del campionato, utili per lo più ad aggiornare le statistiche e ad incrementare record personali.

Per Beppe Signori, ad esempio, c’è da arrotondare lo score di gol nella massima serie.

Il capocannoniere in carica vuole vincere l’ennesima scommessa fatta con il Presidente Sergio Cragnotti: “È vero, avevo una scommessa con lui. Prima il tetto era stato fissato a 15 gol, adesso a 20″. Il patron biancoceleste mette così alla prova il suo bomber, pungolando nell’orgoglio l’ambizioso cannoniere bergamasco.




I 42.000 tifosi accorsi all’Olimpico, bagnato dalla pioggia, si stringono attorno allo sfortunato Paul Gascoigne dopo il suo secondo tremendo infortunio. Il clima è malinconico a causa del tempo instabile, ma soprattutto per le lacrime versate dal campione inglese.

Numerosi gli striscioni di sostegno all’idolo indiscusso della Nord, che ha accusato duramente il colpo a livello emotivo, ma è supportato dall’intera famiglia laziale.

“Gascoigne è un nostro patrimonio, cercheremo di recuperarlo”. Lo stesso Cragnotti vuole unirsi al coro di incitamento dei propri tifosi, stando vicino anche fisicamente al centrocampista in questo delicato momento della carriera. “Martedì o mercoledì andrò a trovare Gascoigne a Londra”.

Sugli spalti è presente anche il C.T. della Nazionale Arrigo Sacchi, giunto a Roma per visionare Beppe Signori. La Coppa del Mondo negli Stati Uniti è alle porte, devono essere sciolti gli ultimi dubbi e il numero 11 in maglia celeste, con le sue prestazioni, intende modificare le scelte tattiche del commissario tecnico dell’Italia. Infatti Sacchi si ostina nel farlo giocare a centrocampo come laterale di sinistra, snaturando le affinità elettive del Re del gol con la rete avversaria.

La formazione della Lazio, scesa in campo con diverse defezioni, recita: Marchegiani, Bonomi, Bacci, Sclosa, Luzardi, Cravero, Negro, Winter, Boksic, Di Mauro, Signori.

L’Atalanta risponde con: Pinato, Valentini, Codispoti, Magoni, Pavan, Montero, Rambaudi, Sgrò, Saurini, Scapolo, Orlandini.




Il primo frangente di gioco delude il pubblico sugli spalti; una partita noiosa, giocata in modo svogliato dai padroni di casa, che sbattono contro una difesa organizzata degli orobici. Le assenze di “Gazza” Gascoigne, Di Matteo, Favalli e Fuser si fanno sentire negli equilibri della squadra, che sembra essere poco incisiva.

Il secondo tempo si apre con un brusco risveglio per i tifosi laziali; dopo aver sprecato due ottime occasioni con Winter solo davanti al portiere atalantino, al quinto minuto Valentini, lasciato completamente solo in area biancoceleste, finalizza di testa un cross proveniente dalla destra di Orlandini. Lazio-Atalanta 0 a 1.

Zoff a questo punto corre ai ripari facendo entrare Casiraghi al posto di Cravero, inserendo l’ariete al centro dell’attacco, con Signori e Boksic ai suoi lati. Entrambi fino a quel momento, del tutto evanescenti. La Lazio ora è sbilanciata in avanti, ha bisogno di vincere per consolidare il quarto posto, nel tentativo poi di scalare ulteriori posizioni in classifica.

Da questo momento inizia lo show di Beppe Signori. Al minuto 20 del secondo tempo, Di Mauro in percussione nella metà campo nerazzurra, viene atterrato ai venti metri. Punizione di seconda, Sclosa tocca a Signori, rasoiata fulminante che si incunea in un pertugio della barriera, è pareggio! Dieci minuti più tardi, al 76°, questa volta è Negro che viene buttato giù fallosamente. Punizione dal limite, sempre di seconda, nuovamente tocco di Sclosa per Signori che replica magistralmente la prima punizione. Il tabellino ora recita Lazio-Atalanta 2 a 1.

Per entrare nella storia del calcio italiano, Beppe gol deve segnare un terzo gol da calcio di punizione. Detto, fatto. Ultimo minuto di gioco, punizione di prima dai 30 metri, tiro a giro che va ad insaccarsi alla destra di Pinato. Terzo gol di Signori su punizione: è storia!

(Questo record verrà battuto quattro anni dopo da Sinisa Mihajlovic con 3 gol segnati su punizione “di prima” n.d.r.).

A fine partita Beppe Signori dedica ovviamente la tripletta a Paul Gascoigne, ma anche ad un componente dello staff medico: “Sì, per Gascoigne perché ha avuto questo grave infortunio per cui sarà molto contento di questa nostra vittoria. E un’altra dedica al nostro massaggiatore Doriano, perché ieri veramente stavo malissimo, avevo un polpaccio in disordine, è riuscito a farmi giocare…poi anche a farmi far gol…”.




IL TABELLINO

SERIE A, 10 APRILE 1994

LAZIO-ATALANTA 3-1

Marcatori: 5’st M. Valentini (A), 21’st Signori (L), 31’st Signori (L), 45’st Signori (L)

LAZIO: Marchegiani, Bonomi, Bacci, Sclosa (41’st Cristiano), Luzardi, Cravero (6’st Casiraghi), Negro, Winter, Boksic, Di Mauro, Signori. Panchina: Orsi, Corino, Nesta. Allenatore: Zoff.

ATALANTA: Pinato, Valentini, Codispoti, Magoni, Pavan, Montero, Rambaudi (37’st Morfeo), Sgrò, Saurini (19’pt Locatelli), Scapolo, Orlandini, Panchina: Ambrosio, Assennato, Perrone. Allenatore: Valdinoci

Arbitro: Franceschini di Bari






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