di Claudio CHIARINI

Ai primi del ‘900 era organo ufficiale della Figc. Se ne era persa la memoria. E’ ricomparso nell’emeroteca della Biblioteca Alessandrina di Roma: ecco la storia.

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Capita a volte che dalle polverose sale di biblioteche ed emeroteche saltino fuori improvvisamente storie, fatti e avvenimenti dei quali si è ormai persa la memoria. Accade che compaiano d’incanto documenti dimenticati o ritenuti perduti, introvabili…

In realtà certi ritrovamenti raramente vengono fuori per caso. Al contrario, sono quasi sempre il frutto di scrupolose e minuziose ricerche svolte da persone mosse dal desiderio di verità e di giustizia, dalla fame di sapere e dalla curiosità di scoprire.

La storia del quotidiano L’Italia Sportiva è una di queste. Se lo cerchiamo su Google o su Wikipedia non ne troviamo traccia. Eppure questo giornale edito a Roma è esistito, è stato scritto, stampato, pubblicato e letto per moltissimi anni, dagli inizi del novecento (non se ne conosce l’esatta data di nascita) a fin dopo la prima guerra mondiale. Ed aveva una sua importanza e persino una rilevanza istituzionale, in quanto era l’organo ufficiale della Federazione Italiana Giuoco Calcio per l’Italia centrale e meridionale. Pari grado, se così si può dire di un giornale, La Gazzetta dello Sport, che rappresentava l’omologo organo ufficiale della Figc per l’Italia del nord.

Poi, improvvisamente, nel 1923 questo giornale ha smesso di essere scritto, stampato, pubblicato e letto. È stato sostituito da un altro quotidiano, il Corriere dello Sport, sempre edito a Roma, che è diventato anche l’organo ufficiale del Coni, e del quotidiano L’Italia Sportiva si è persa rapidamente ogni traccia e ogni memoria per più di un secolo… Fino a quando è stato ritrovato, appunto, nelle polverose sale della Biblioteca Universitaria Alessandrina di Roma, nella sezione degli archivi emerotecari.

Come sia avvenuto questo ritrovamento ce lo racconta il protagonista dello stesso, l’avvocato Gian Luca Mignogna, fondatore e presidente del Comitato Consumatori Lazio: «Nel marzo 2016, dopo oltre un anno di ricerche di documenti che avallassero la mia richiesta alla Figc di assegnazione ex aequo a Lazio e Genoa dello Scudetto 1915, fui contattato da un altro ricercatore, Federico Felci, che si rese disponibile a collaborare con me. Fu così che insieme ci recammo presso altri archivi emerotecari della Biblioteca Alessandrina alla ricerca di ulteriori prove e documenti, oltre a quelli che già avevamo in mano. In una di queste occasioni ci vennero consegnati alcuni giornali sportivi dell’epoca.

Tra essi L’Italia Sportiva, quotidiano romano di cui per oltre un secolo si erano perse completamente le tracce e del quale noi stessi ignoravamo l’esistenza. In quelle pagine trovammo finalmente le prove schiaccianti che cercavamo. Le prove che nel Campionato di calcio 1914-1915 la Lazio fu dichiarata ufficialmente Campione dell’Italia Centrale, diversamente da quanto erroneamente riportato dalle fonti tramandate fino ai nostri giorni. Continuando le nostre ricerche, sull’edizione de L’Idea Nazionale del 6 Giugno 1915, altro quotidiano dell’epoca, trovammo un trafiletto che annunciava che a causa della guerra L’Italia Sportiva avrebbe cessato di essere pubblicata. Invece, grazie a ulteriori ricerche effettuate dal Centro Studi Nove Gennaio Millenovecento, abbiamo recentemente scoperto che la pubblicazione di questo quotidiano riprese nel 1920, rinvenendo con grande entusiasmo sul quotidiano stesso anche la notizia che L’Italia Sportiva era l’organo ufficiale della Figc per l’Italia Centrale e Meridionale».

E’ accaduto però che di tale autorevolissima fonte storiografica si sono perse le tracce. Nel 1923 non fu più in edicola, ma la cosa più strana è che da allora fino alle recenti scoperte dell’avvocato Mignogna e dei suoi collaboratori, era rimasto nell’oblio, come se non fosse mai esistito. Non si trova sul web, non è citato negli elenchi dei giornali storici italiani, non ve ne è traccia in nessun testo storico del calcio italiano. Chissà cosa accadde all’epoca. Fatto sta che tra la crisi federale del 1921, il Compromesso Colombo del 1922 e la Carta di Viareggio del 1926, che fecero da preludio alla riforma dei campionati di calcio, alle fusioni dei club delle maggiori città del centro-sud e alla fondazione di altri giornali sportivi, del quotidiano L’Italia Sportiva si perse ogni ricordo.

Oggi però, come la mitologica Araba Fenice che risorge dalle proprie ceneri dopo la morte, è tornato tra noi. E’ tornato per essere letto ed esibito come e documento in grado di far rivivere la memoria storica del calcio Italiano.

1 commento

  1. Buongiorno, sono un giornalista dai capelli bianchi.
    Leggo con interesse il tuo (una volta usava darsi del tu tra colleghi) articolo sulla “ritrovata” Italia Sportiva. Mi fa piacere scoprire che c’è ancora qualcuno che si occupa delle “memorie”, meglio delle “radici”. Una specie che ritenevo estinta.
    Diversi anni fa – per la mia collana di Storia e Cultura dello Sport (GarageGroup SrL) – ho pubblicato uno studio sulla Stampa Sportiva italiana tra Ottocento e Fascismo. In appendice ho riportato oltre 400 schede biografiche sulle testate ricreative e sportive edite in Italia tra il 1859 e il 1919. Perfettamente inutile cercarle su Google o Wikipedia.
    Tra queste si rintracciano quattro periodici pubblicati con il titolo L’Italia Sportiva, usciti dal 1896 al 1911. Ritengo che il giornale cui ti riferisci sia quello uscito per la prima volta a Roma nel marzo 1911 con sottotitolo “Quindicinale di tutti gli Sports”, recante la numerazione Anno II, n. 5, in quanto prosecuzione della testata L’Umbria Sportiva (1° marzo 1910), sempre diretta da Giuseppe Favia del Core, uno dei maggiori giornalisti d’automobile del tempo e in seguito dirigente del CONI.
    Il giornale, edito da Luigi Bartolucci, era stampato a Roma (Offic. Poligr. Italiana), aveva formato 0,44×0,30 e pag. 6.
    Nella mia scheda riportavo la composizione della redazione e precisavo che nel dopoguerra il giornale “riprese le uscite come testata dell’editore Pippo Naldi, già proprietario del quotidiano Il Tempo”.
    Nelle pagine del volume, con le biografie dei giornalisti del tempo, si possono seguire i passaggi e gli sviluppi della testata.
    Se ritieni, scrivimi e cercherò di aiutarti nelle tue ricerche.
    Cordialmente.

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