di Claudio Chiarini

«La Lazio farà lo stadio prima della Roma». Questa frase sibillina pronunciata a fine maggio dal presidente della Lazio, Claudio Lotito, fu accolta con ironia e derisione negli ambienti della capitale, soprattutto quelli di fede giallorossa. All’epoca, solo qualche settimana fa, infatti, sembrava fosse ormai imminente la posa del primo mattone dello stadio della Roma. Con tutti i fari accesi, abbaglianti, della grancassa mediatico/istituzionale. In realtà se mai si farà lo stadio sarebbe dei suoi azionisti, ossia gli americani capitanati da Pallotta e riuniti nel veicolo Neep Roma Holding, che custodisce tra le proprie partecipazioni non soltanto la quota di maggioranza nell’As Roma, pari al 79%, ma anche il 100% della Stadio Tdv spa, che è appunto la società deputata alla gestione e al finanziamento del progetto “Stadio della Roma”.

Ecco che invece, sempre a fari spenti, ma ormai alla luce dei lampi della burrasca che ha travolto il progetto stadio di Pallotta & C., Lotito continua a muoversi per realizzare lo stadio della Lazio, con annessi e connessi. Infatti, oltre alla già nota area sulla Tiberina, situata a Roma nord su terreni di proprietà di Lotito, il presidente della Lazio pare aver individuato altre superfici alternative ove costruire lo “Stadio delle Aquile” nel caso in cui il Comune di Roma volesse mettere i bastoni tra le ruote al progetto. Si tratta di terreni situati nel Comune di Fiumicino, a ovest di Roma, ben collegati alla Capitale grazie all’autostrada che porta all’aeroporto o, in ulteriore alternativa, di altri terreni nel comune di Guidonia, a est di Roma.

Di sicuro c’è la ferrea volontà di Lotito di costruire lo stadio, con annessi e connessi…

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