di Alessandro DE CAROLIS

Un’intervista a tutto tondo su Francesco Dell’Anno (classe ’68), ex prodotto del vivaio biancazzurro: ad aprire l’album dei ricordi, la sua ex maestra delle elementari a Baiano. La signora Livia Gaglione ha conosciuto Francesco nel suo secondo e terzo anno della scuola elementare Giovanni XXIII a Baiano.




Francesco è stato un ragazzo subito amante dello sport e soprattutto del calcio:

“Si vedeva che era un leader sin da piccolino. Si vedeva quella passione per il pallone e per il gioco, il pallone era la sua passione. Vedeva solo quella al di sopra delle altre attività”

Un ragazzo cordiale con tutti:

“Era molto espansivo, accomodante con tutti i compagni. Era un bambino esemplare. Ho davvero un buon ricordo di lui, educato e piacevole. Aveva questa passione sfrenata per il pallone ma era gentile con tutti nonostante volesse essere il protagonista nel gioco”




Dal Baiano Calcio alla Lazio:

Lui ha giocato da bambino nel Baiano Calcio. Era un centrocampista molto dotato, sin da subito si vedevano le sue capacità. E’ immediatamente esploso grazie alla sua classe cristallina. Francesco aveva un senso della posizione da vero leader, da regista. Aveva un senso tattico e una sensibilità con entrambi i piedi impressionante”

La prestazione migliore di Francesco:

Rimasi stupita da Francesco in quel Lazio-Juve (’85) dove dall’altra parte c’era un certo Platini. Un confronto dal quale uscì promosso a pieni voti. Sembrava di vedere due giocatori della stessa classe per le movenze e il tocco di palla.”

(nel video, show di Dell’Anno in un Lazio-Cremonese del 1984)




Tante presenze in Serie B: 

“Francesco è stato un ragazzo sfortunato, condizionato dagli infortuni. All’epoca poi c’erano tempi più lunghi per recuperare. Poteva dare molto di più dopo quei due anni di Lazio. Esperienze buie ma solo a causa di questo suo condizionamento fisico. Lui veniva fermato dagli avversari in maniera dura, vista la sua abilità nel controllo del pallone”.

Francesco orgoglio di Baiano:

“Dopo Ivo Vetrano, noi di Baiano eravamo orgogliosi di Francesco per come si era imposto in Serie A, soprattutto essendo uscito alla pari in quel confronto con Platini. Ma era stato apprezzato tanto anche dal popolo laziale che tuttora gli dimostra il proprio affetto”.




Tanti rimpianti per un giocatore dal talento cristallino:

“Tornò all’apice nel ’90 con l’esperienza all’Udinese con numeri importanti prima del passaggio di grande prestigio all’Inter dove vinse la Coppa Uefa. Ma Francesco poteva essere sul tetto d’Europa se avesse avuto più fortuna con gli infortuni. Era costretto sempre a fare delle cure particolari per poter giocare e dare il massimo”.

Il ricordo più bello legato Francesco:

“Rimarrà di certo quel confronto di Platini perché tuttora non sono riuscita a capire chi tra i due era tecnicamente più forte tra i due. Ricordo che non ebbe alcun timore del confronto con un giocatore già conosciuto a livello internazionale”. 






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