di Arianna MICHETTONI

La speranza è l’ultima a morire: arriva il weekend dopo una settimana calda, assolata, ché il riflesso della vita dalla finestra dell’ufficio sembrava scrivere “mare, profumo di mare!” – una roba di una luce accecante.




Allora, canticchiando – e di cantanti improvvisati al giorno d’oggi ne è pieno il mondo, chiedere a Verona per conferma – dopo un sabato da ufficio inchieste (in ogni senso), mentre la melodia del temporale sovrasta tutto, “mare, profumo di mare… contro il Chievo io vado a rubare – un secondo posto da non meritare” deve suonare più o meno così, se riprodotta al contrario, l’allegra composizione di Castro & co. al capitano – prossimo a lasciare la nave che affonda. Come un messaggio cifrato, di quei rebus da settimana enigmistica – enigma: perché la Juventus schiaccia-sassi decide di rimandare la festa scudetto alla partita contro il Crotone, da sempre e storicamente fortino bianconero? Perché il Napoli di Sarri, da tutti incensato per il bel gioco espresso e per l’innovazione dei moduli, finisce al terzo posto?




Eppure non è quel che c’è di più importante, no, non è la domanda su cui si reggono le sorti della Serie A – e che basi fragili hanno, le fondamenta della massima serie italiana! La questione è atavica, se ne discute di tanto in tanto per poi ricacciarla indietro, come le grandi argomentazioni a cui non si ha risposta certa: è nato prima l’uovo o la gallina? È nata prima la squadra in cui si gioca o l’esultanza? Così spesso ci si è interrogati sulla giustezza dell’esaltazione euforica al goal dell’ex, condannata da alcuni, giustificata da altri, con buona pace del rispetto delle opinioni di tutti.




Ma il voler salutare la Curva della squadra da cui si è malamente andati via, spaccando lo spogliatoio e compromettendone irrimediabilmente i risultati, liberandosene con la pretesa di andare a vincere altrove – karma, si chiama karma, quella forza potente e misteriosa che tiene in equilibrio l’universo e in canna il sospiro di sollievo: come si annovera questa insensata pratica? Chi sei tu che avvolto nella notte di Lazio – Inter inciampi così nella tua ex tifoseria? Vecchi quesiti per uomini nuovi, rinnovati anche dalla sconfitta in Coppa Italia: quello che resta agli uomini di Inzaghi val molto più delle due partite restanti.




Due partite ancora per decidere, insomma, quel poco che ancora è incerto: soprattutto la lotta salvezza, col Crotone che – mutatis mutandis – affronterà proprio i biancocelesti nel gran finale. Per inferenza, un secondo scontro o uno scontro nello scontro: ma quel giorno sarà già “mare, profumo di mare!”…






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