E’ stato forse uno dei talenti incompresi della sua generazione. Con le maglie di Bologna e Udinese Tomas Locatelli ha regalato magie a cavallo del nuovo millennio, e l’ex trequartista è intervenuto sugli 88.100 di Elle Radio, nella trasmissione “Laziali on Air“, per parlare della prossima sfida che vedrà impegnata la Lazio proprio sul campo dell’Udinese.

Un primo pensiero sul reparto offensivo biancoceleste: “A me i giocatori di classe piacciono un bel po’, e Keita, Felipe Anderson e Immobile sono nomi importantissimi per la Serie A. Soprattutto, necessitano di opportunità di crescita che la Lazio può fornire in maniera ideale: vedo un futuro molto roseo per i colori biancazzurri.
L’infortunio di Lucas Biglia è stata una tegola molto pesante: “E’ difficile capire quali siano le responsabilità dello staff medico: io sono dell’opinione che bisogna essere il medico di se stessi. E’ fondamentale che nella testa di un giocatore ci sia la consapevolezza di essere a posto fisicamente o meno, a prescindere dal parere dei medici. Anche perché solo essendo convinti delle proprie condizioni si può dare il cento per cento in campo. Tra calciatore e staff medico ci deve essere dialogo franco e diretto, l’allenatore non può decidere se un giocatore è pronto.
La Lazio di Simone Inzaghi non convince sul piano del gioco, ma i risultati sono stati incoraggianti: “Bisogna partire dal presupposto che un giocatore che diventa allenatore vuole dare subito serenità alla squadra, e la serenità si ottiene solo attraverso le vittorie. I tifosi possono notare le lacune nel gioco, ma se nelle prossime partite dovessero continuare ad arrivare i punti, anche la percezione della squadra dall’esterno migliorerà di conseguenza.
Sabato c’è la trasferta di Udine, squadra imprevedibile capace di vincere a Milano ma anche di cadere: “L’Udinese ha un modo di lavorare chiaro da anni, punta a costruirsi un futuro sereno tramite le plusvalenze sul mercato. Puntando costantemente sui giovani ci saranno sempre alti e bassi: è uno scotto che la società sa di dover pagare, riuscendo però sempre ad ottenere un risultato sportivo e soprattutto economico a fine stagione.
Quali sono i punti di forza e i punti deboli dei friulani?Sicuramente una squadra ricca di giovani ha i suoi pro e i suoi contro. E’ una squadra che dal punto di vista atletico può essere particolarmente reattiva, ma si può imbroccare la giornata giusta così come quella storta. In situazioni di difficoltà i giovani non sempre trovano la via d’uscita, al contrario di chi può vantare maggiore esperienza sul campo.
Anche alla Lazio gli Under 23 di talento non mancano, come Milinkovic-Savic, De Vrij e Cataldi. Quali accorgimenti vanno presi con giocatori di questo tipo?Sicuramente con i ragazzi di talento è importante lavorare sulla testa e sulla mentalità. E’ importante trovare un ruolo certo, che gli permetta di sviluppare al meglio le loro doti, indubbie se sono arrivati a questo livello. Inzaghi deve infondere serenità ai giocatori, soprattutto ai più giovani.
In Serie A stanno iniziando a delinearsi i primi valori: “Secondo me tutte le squadre di testa non hanno ancora trovato un assetto: si è visto con l’Inter che ha sofferto molto col Bologna, o con la Roma crollata sul campo del Torino. Le gerarchie reali, o almeno quelle che si pensavano sulla carta, faticano ad emergere e spetta agli allenatori far uscire allo scoperto la vera identità delle favorite.
 
Il Bologna sta impressionando molto: “Da quando è arrivato il presidente Saputo ci sono basi solide, come struttura il Bologna può essere paragonato alle grandi società. Ha un allenatore come Donadoni che è molto bravo, e questi due aspetti, società più tecnico, iniziano a fare la differenza. La progettualità è la chiave che può fare la differenza. Senza un progetto si possono vivere alcune stagioni di livello, ma nel tempo la società sarà destinata a morire. Io l’ho vissuto sulla mia pelle col Mantova, dove a lungo termine la società è saltata. Avere una progettualità certa è fondamentale per mettere le radici, non averla significa essere destinati a fallire.

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