di Gisella SANTORO (foto © Antonio FRAIOLI)
Quando Romano Floriani Mussolini ha mosso i suoi primi passi nel calcio professionistico, l’ingombrante peso del suo cognome rischiava di oscurare quanto di buono facesse sul terreno di gioco. Un’attenzione mediatica inevitabile, a tratti soffocante, che avrebbe potuto schiacciare chiunque. Non lui: il giovane terzino non ha risentito della pressione, continuando a lavorare sodo e in silenzio fino a conquistare la fiducia di compagni, tecnici e tifosi.
Oggi, a 23 anni, la carta d’identità parla di un giovane prospetto, ma il campo restituisce l’immagine di un veterano. La crescita di Floriani Mussolini con la maglia della Lazio non è più una sorpresa passeggera, bensì una solida certezza nel campionato di Serie A.
Il percorso per arrivare a questi livelli è stato lungo e graduale, fatto di tre anni di prestito fondamentali per temprare carattere e qualità tattiche. Il momento della svolta tra i “grandi” arriva nel giorno del suo esordio assoluto in Serie A, durante la sfida tra Cremonese e Sassuolo della scorsa stagione. Entrato in campo a soli 10 minuti dal termine con la maglia grigiorossa, Floriani Mussolini ha subito inciso sulla gara: con caparbietà si è procurato il rigore decisivo che ha portato in vantaggio la Cremonese, regalando alla sua squadra una vittoria memorabile all’ultimo respiro.
Dopo un annodi prestito, il giocatore è rientrato a Formello. Durante la sessione estiva di calciomercato, l’Empoli aveva manifestato un forte e concreto interesse per il classe 2003, pronto a garantirgli spazio e continuità. Tuttavia, l’operazione è sfumata sul nascere di fronte alla ferma opposizione di Gennaro Gattuso. Le caratteristiche di Floriani Mussolini si incastrano infatti a meraviglia con il metodo di gioco dell’allenatore calabrese, che fa dell’intensità, del pressing costante e della corsa a tutto campo i propri punti di forza, il campo ha dato rapidamente ragione alle intuizioni del mister. Nelle prime otto giornate di campionato, Floriani Mussolini non ha praticamente sbagliato un colpo: prestazione dopo prestazione ha mostrato sicurezza difensiva, pulizia nelle giocate e tanta spinta sulla corsia.
Mancava soltanto la gioia personale, che è arrivata proprio nella trasferta di Reggio Emilia contro il Sassuolo. In un Mapei Stadium trasformato dai tifosi capitolini in una vera e propria “succursale dell’Olimpico”, il terzino ha trovato il tempo dell’inserimento perfetto siglando la sua prima rete in Serie A, per il gol del provvisorio 1-3. Un gol pesante e simbolico: al momento del tiro, nessuno poteva immaginare che da lì a breve quel punteggio si sarebbe letteralmente raddoppiato, trasformando la sfida in una clamorosa goleada laziale chiusa sul 2-6.
Un cerchio che si chiude contro il Sassuolo, squadra che aveva battezzato il suo esordio e che oggi ne certifica la definitiva maturazione: oggi il cognome non fa più rumore, parlano soltanto le sue prestazioni.

