Il direttore sportivo della Lazio Angelo Fabiani è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio per fare il punto sull’avvio di campionato che vede i biancazzurri primi in classifica:
“C’è stato un avvio di campionato importante, ma non significa nulla, la strada è molto lunga e di insidie ce ne saranno tantissime. Tutti ci godiamo questo bel momento, è giusto che sia così, ma invito tutti alla moderazione. Già sabato ci sarà una partita difficile, forse la più complicata di tutte quelle che abbiamo affrontato. Gattuso vive le sconfitte come la vittoria, con massimo equilibrio e serenità, sta dimostrando di essere un allenatore di grandissime capacità, soprattutto morali”.
“Andare a Torino e vincere così non capita tutti i giorni ma ci sono state anche altre partite dove i ragazzi hanno dato dimostrazione di grande forza. Per esempio contro il Milan, dove hanno dominato il primo tempo e poi nel secondo è calato il ritmo ma ci sta, anche perché eravamo senza cambi, con tanti infortuni. Loro hanno potuto fare delle sostituzioni che hanno cambiato la partita”.
“È tutta la squadra che si muove bene. A me piace sottolineare la spigliatezza di Floriani. Parlare di Dele-Bashiru, Belahyane, Taylor è troppo facile, bisognerebbe invece soffermarsi su questo ragazzo che ci sta dando delle soddisfazioni. A Torino ha giocato come un veterano e questo è importante per la società, oltre che per il suo futuro”.
“Belahyane lo conoscevamo, l’abbiamo seguito e osservato molto prima di prenderlo. Sapevamo che era un giocatore ‘prestativo’, cioè che porta sempre a casa la prestazione. Sembra leggero, debole, ma ha una capacità di interdizione e una grande visione di gioco: sa sempre cosa fare con il pallone e sa sempre trovare la giocata giusta. È un 2004, ha grossi margini di miglioramento e con Gattuso sta trovando un equilibrio inaspettato”.
“Con Gattuso c’è sempre stata nell’aria l’idea di approdare alla Lazio. L’idea è nata all’indomani della separazione con Sarri, che saluto. Siamo andati subito su Rino, è bastata una stretta di mano. A lui piacciono le sfide, fa parte del suo carattere. C’è stata subito un’intesa e ci siamo messi al lavoro. Lui “bluffa” un po’, ma questa squadra sta divertendo, ha delle idee chiare. I ragazzi stanno incarnando il suo spirito battagliero, perché Rino è tra i più amati in Italia per le sue gesta in Nazionale e per le vittorie. È un gladiatore da battaglia, domenica la squadra ha finito con 31-32 km/h come media, stanno prendendo molto da lui. Lui incarna l’umiltà e il senso del sacrificio per quello che ha fatto nel mondo del calcio, è un uomo impostato e d’altri tempi e trasmette tutto ai giocatori”.
“Io sono superstizioso: lasciamo le cose così come stanno, viviamoci questo buon momento. Diciannove punti in classifica possono essere tanti, ma anche pochi. Viviamo alla giornata, solo testa e cuore alla prossima partita. Autocelebrarsi sarebbe la cosa peggiore ora. Mandas? Alla gente non interessa per quanto è stato acquistato, parlare delle cifre non serve. Lo scorso anno ho fatto l’errore di mandarlo all’estero su richiesta del ragazzo e dei procuratori. Qui trovava poco spazio perché c’era Provedel, ma non ha mai giocato in Inghilterra. Tronato qui era un po’ arrugginito, doveva ritrovare brillantezza”.
“Come tutti hanno visto, domenica c’è stato uno spettacolo nello spicchio dello stadio riservato ai nostri tifosi, con la gioia dei ragazzi di condividere con la propria gente la vittoria. Mi prenderò altri insulti, ma non fa niente: il fatto che l’Olimpico sia vuoto la sento un po’ come una sconfitta, un macigno, mi pesa molto. Roba da non dormirci la notte. Siamo tutte persone intelligenti, prendiamoci una tregua. Questo significherebbe qualcosa di importante per questi ragazzi, per i giocatori, per l’allenatore. Rivedere lo stadio pieno penso che sarebbe il campionato più bello che io possa aver mai vinto”.
















