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Frattesi: “Decisivo il rapporto con Gattuso, da bambino vedevo la Lazio in tribuna Tevere”

di Valerio Giuseppe BELLINGHIERI

Davide Frattesi, nuovo centrocampista della Lazio, ha risposto alle domande dei giornalisti in conferenza stampa presso il Centro Sportivo di Formello:

  1. Cosa ti ha convinto veramente a venire qui? Sei Laziale da sempre?

Col mister c’è stato un rapporto che è iniziato in nazionale e si sono create delle dinamiche e non ci ho pensato molto. Mi serviva un progetto come questo e sono stato sicuro sin da subito della scelta. Sono qui con molto entusiasmo e voglia di fare. Il gruppo è importante e ci sono tutte le carte in regola per divertirsi. Mio padre è della Lazio, facevo il raccattapalle verso gli 11 anni. È partita da lontano la fede.

  1. Cosa chiedi alla Lazio per la tua carriera?

Può darmi tanto, è una piazza importante e come tale bisogna sempre cercare di ambire al massimo. Dopo l’ultimo anno che per me è stato difficile credo sia il posto giusto per rialzarmi, alzare l’asticella e putare in alto.

  1. Si può ambire alla Lazio anche con molti che preferiscono restare in altri club per soldi?

Assolutamente, probabilmente i soldi non sono poi così importanti. Non mi lamento affatto ma le cose importanti sono altre. Venderei tutto per rivedere mia nonna per 5 minuti.

  1. Qual è il tuo obbiettivo personale?

Cercare di arrivare più in alto possibile con la squadra. Il personale non conta, vorrei solo contribuire ad arrivare in alto in classifica.

  1. Cosa vorresti portare dalla tua esperienza alla Lazio?

Come società ci penseranno loro. L’impianto è all’avanguardia e ci sono cose che altrove non c’erano. Non sono il messia ma penso che con le piccole cose, poche al giorno col tempo diventano tante.

  1. Come ti ha convinto Gattuso?

Mi ha spiegato la situazione, il progetto e mi ha stimolato particolarmente. Mi ha spiegato le difficoltà e davanti alle difficoltà mi fomento. Il mister è uno per cui andresti in guerra.

  1. Ti senti già un riferimento? Peserà l’addio di Romagnoli?

Per tanti ragazzi Romagnoli è stato un punto di riferimento, la sua carriera parla per lui ma ognuno deve fare le proprie scelte. Lo salutiamo facendogli un grande in bocca al lupo. Spero di essere un riferimento per i giovani ma non esiste una squadra dove dopo 3 settimane diventi leader. Abbiamo Zaccagni come leader.

  1. Ti aspettavi questo entusiasmo?

Sicuramente un po’ meno. Per me è la chiusura di un cerchio ed è una bellissima cosa. Ho bisogno di risentirmi importante.

  1. Sei tornato a Fidene? Cosa diresti al piccolo Frattesi?

Già da piccolo ero abbastanza concentrato e sicuro. Ci vuole fortuna impegno e sacrificio ma ad un bambino direi di dare tutto. Può andare bene come male ma se riesci a farcela ti levi soddisfazioni incredibili.

  1. Quanto senti la mancanza del tifo?

Sento di aver lasciato qualcosa di bello a Milano. La mancanza non è solo per noi, anche gli avversari sanno la bellezza del popolo laziale. Dobbiamo tapparci le orecchie per l’esterno e giocare.

  1. Si può tornare in Europa?

È presto da dire, abbiamo molte sfide da affrontare. Siamo ancora ad agosto e si vedrà.

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