di Fabio BELLI
René Ferretti, salvaci tu: a noi la qualità, sembra chiaro, c’ha rotto abbondantemente. Lecce-Lazio sembra una recita dei tardi anni ’80, quando coi 2 punti della vittoria in alcune partite il pari era un ghiotto richiamo per entrambe le contendenti. Il problema è che da 32 anni circa i punti in palio in ogni match sono 3, ma Lecce e Lazio alla fine sembrano più convinte di non farsi male che di tentare il brivido e la fortuna. Almeno i salentini sono rimasti fedeli a sé stessi, primo tempo più pimpante e poi consueto calo: la Lazio è ormai piombata in una crisi d’identità che grida vendetta, a pensare che prima di Natale Sarri aveva fatto trovare compattezza a un gruppo già precario. Togliere Romagnoli senza aggiungere nulla a questa squadra potrebbe essere la mossa letale, anche se mai dire mai in un quadro che sembra ormai impazzito col barometro tendente al peggio.
PRIMO TEMPO NULLO – Avvio di gara povero di spunti, con Veiga che rischia grosso provando una rovesciata e andando vicino a regalare il pallone a Dia. Regna l’imprecisione su entrambi i fronti e il gioco fatica a prendere ritmo, finché al 19’ il Lecce costruisce la prima vera occasione: Coulibaly scarica un destro potente che costringe Provedel a una grande parata in tuffo, poi Pierotti tenta la coordinazione sulla respinta ma alza troppo la conclusione. Al 21’ Gandelman prova ancora a innescare Pierotti con una sponda, ma la difesa di Sarri legge bene la situazione e chiude gli spazi. In questa fase sono i giallorossi a farsi preferire, mentre la Lazio fatica a risalire il campo e a uscire dalla propria metà. Al 26’ Gila è impeccabile nel corpo a corpo, chiudendo con tempismo e accompagnando Banda verso l’esterno senza farsi saltare. La Lazio dà l’impressione di ritrovare ordine, gestendo il possesso con una manovra più ragionata, ma al 39’ è ancora il Lecce a far tremare i biancocelesti: Ramadani lascia partire una conclusione violentissima da fuori area che si stampa sulla traversa, con Provedel ormai fuori causa. Al 43’ l’occasione capita invece alla Lazio, ma l’azione sfuma per un malinteso tra Cancellieri e Basic. All’intervallo il risultato resta inchiodato sullo 0-0, con i salentini comunque più pericolosi e vicini al gol, per la Lazio statistiche a 0 su tutte le caselle dei tiri e delle occasioni e anche per quanto riguarda gli xG.
SEGNALI TROPPO DEBOLI – Dopo un primo tempo a dir poco abulico la Lazio prova a scuotersi un po’ a inizio ripresa. Al 6′ Danilo Veiga diventa il primo ammonito della partita per un fallo su Zaccagni, poi al 9′ prima occasione della partita per i biancazzurri: imbucata di Zaccagni in area per Dia che arriva a toccare ma trova l’opposizione di Falcone, perfetto in uscita. Al 14′ rischia due volte Mario Gila che prima perde palla, poi dopo il recupero scarica un disimpegno che mette in difficoltà Provedel. Al 19′ doppio cambio nel Lecce e triplo nella Lazio: Banda e Stulic lasciano spazio a Sottil e Cheddira, nella Lazio fuori Gila, Vecino e Dia e dentro Provstgaard, Dele-Bashiru e Ratkov. Al 20′ altro gran destro di Ramadani ma il pallone si impenna sopra la traversa. Al 25′ finisce fuori non di molto una conclusione dalla lunga distanza di Cheddira, insidiosa anche se il marocchino era scivolato tirando. Entra Luca Pellegrini al posto di Lazzari nella Lazio, quindi ammonito Provstgaard per un fallo su Veiga: Provedel è reattivo sulla punizione potente ma centrale di Sottil. Al 36′ ultimo cambio per Sarri con Isaksen che rileva Cancellieri, al 44′ dentro Tete Morente al posto di Pierotti. Subito dopo Sottil sfonda a sinistra e mette nel mezzo in area dove Gandelman non arriva d’un soffio sul pallone, sulla ripartenza orchestrata da Isaksen rasoiata di Taylor che finisce di poco a lato. 5′ di recupero e c’è un giallo per Tiago Gabriel, poi al 95′ ultimo spunto per la Lazio ma Zaccagni non trova l’assist in area per Ratkov, finisce 0-0 una partita a tratti desolante per lo scarso spettacolo.
IL TABELLINO
SERIE A
LECCE-LAZIO 0-0
LECCE (4-3-3): Falcone; Veiga, Siebert, Tiago Gabriel, Gallo; Coulibaly, Ramadani, Gandelman; Pierotti (89` Morente), Stulic (64` Cheddira), Banda /(64` Sottil). A disp.: Fruchtl, Samooja, Ndaba, Sala, Fofana, N`Dri, Perez, Jean, Kouassi, Drame, Ngom, Maleh. All.: Eusebio Di Francesco
LAZIO (4-3-3): Provedel; Lazzari (73` Pellegrini), Gila (64` Provstgaard), Romagnoli, Marusic; Basic, Vecino (64` Dele-Bashiru), Taylor; Cancellieri (81` Isaksen), Dia (64` Raktov), Zaccagni. A disp.: Mandas, Furlanetto, Pedro, Noslin, Nuno Tavares, Belahyane, Hysaj, Farcomeni. All.: Maurizio Sarri
Arbitro: Daniele Chiffi (sez. Padova)
Assistenti: Imperiale – Bahri
IV ufficiale: Rapuano
VAR: Mazzoleni
AVAR: Abisso
NOTE. Ammoniti: 51` Veiga (LE), 73` Provstgaard (LA). Recupero: 1` pt, 5` st.
















