di Giorgio BICOCCHI
“Alla fine mejo pareggia’ se non poi vince…”: ci si rifugia nella considerazione lapalissiana uscendo dall’Olimpico. Ma il rammarico è tanto perché la Lazio crea una dozzina di occasioni, calcia spesso nello specchio della porta e avrebbe meritato alla grande i tre punti. “Si, tante occasioni ma gli attaccanti non hanno cattiveria”, il commento di un amico di stadio. Considerazione che avalliamo, hai voglia. Resta il fatto che a tradire e’ stato ancora una volta Tavares (non ti e’ bastato il derby, Nuno?) e che la squadra non ha comunque risentito degli sforzi maturati nella gara con il Milan. Anche in 10 – in quel quarto d’ora finale – non ha sofferto minimamente. “Ma Provedel se la sara’ fatta la doccia?”, l’ultima riflessione dal momento che Ivan, nella ripresa, e’ stato spettatore non pagante. E adesso? Ora la classifica potrebbe indurre alla malinconia: siamo esattamente a metà. Ma ci sono le percezioni. E quelle suggeriscono che – da fine settembre ad oggi – la Lazio e’ uscita imbattuta 8 volte su 10. Chiaro che le prossime due sfide contro Parma e Cremonese andranno vinte se vogliamo tornare nella parte sinistra della classifica e lottare per un posto in Conference…
Primo tempo
– “Ma gliela farà Tavares a regge Orsolini?”, chiede subito un amico. Pochi secondi ed ecco l’amara realtà: Nuno saltato come un birillo e palla a lato;
– Ma la Lazio e’ in palla: punizione alta di Cataldi. Più altra iniziativa di Tavares. Taty perde palle puerili: lo farà purtroppo per l’intera frazione;
– Isaksen – stile-Pisa – si mangia un gol fatto. Ed e’ un vero peccato. “So’ errori gravi questi…”, si commenta in Monte Mario;
– Zaccagni spina nel fianco. La Lazio piace per applicazione e ferocia. Ma il Bologna – quando elude il nostro pressing – può far male. Ostegaard impegna Provedel, superbo anche su una successiva botta da fuori;
– “Aho, qui faticamo pe’ fa un gol…”, twitta un amico. Ma mica e’ sempre detto: sotto la Tevere combiniamo alla grande. In mischia Isaksen trova il pertugiò giusto e fa 1 a 0;
– “Hai capito sto danesino? Se magna i gol facili e segna quelli difficili”, la chiosa di parte della tribuna;
– E’ un fuoco di paglia purtroppo: Tavares si fa saltare netto da Zortea. Ostegaard fa tap-in e acciuffa il pareggio. Il gol incassato fa male e per poco non prendiamo pure 1 a 2: provvidenziale un salvataggio sulla linea;
– Partita strana, aperta. Un peccato non averlo chiuso avanti sfruttando gli errori difensivi del Bologna che schiera anche De Silvestri centrale;
– Che ripresa sarà? Magari con Noslin in luogo dell’ apatico Taty, chissà…
Secondo tempo
– Esce Tavares, ecco Lazzari. Fuori anche Isaksen (altro infortunio muscolare?) e dentro Cancellieri;
– Quando temiamo lo squillo del Bologna torniamo in cattedra. Ravaglia salva due volte su Guendouzi. Poi su Cancellieri. Poi si inarca su Noslin;
– Insomma, Italiano attinge alla panchina ma non tremiamo. “Che peccato non vince sta partita…”, si inizia a commentare in tribuna. Ed e’ cosi…;
– Neppur in 10 (cos’hai detto, Gila, a Fabbri?) non indietreggiamo. Finiamo anzi in avanti ma non schiodiamo. L’apatia offensiva resta un problema, anzi la zavorra annuale. Speriamo che già al “Tardini” la musica cambi e che la squadra sappia invertire finalmente la tendenza fuori casa (una sola vittoria e tre soli gol realizzati…).
















