Il Comitato Consumatori Lazio ha inviato in data odierna la seguente Lettera di protesta alla redazione de “Il Giornale”.

Egregio Dir. Alessandro Sallusti,

il Comitato Consumatori Lazio ha appreso con enorme stupore delle Sue dichiarazioni in merito allo Stadio Olimpico, da Lei rese durante la trasmissione 90° Minuto andata in onda domenica scorsa. Il compianto Paolo Rossi, grande artefice della vittoria italiana nel Mondiale del 1982 meriterebbe l’intitolazione di tanti stadi della penisola. Su questo non c’è alcun dubbio. Ma certamente, laddove si dovesse decidere di dedicargli lo Stadio Olimpico di Roma, in tal senso non occorrebbe alcuna approvazione né di Francesco Totti né dei tifosi romanisti (come da Lei incautamente affermato).

Se non Le fosse noto, sappia che lo Stadio Olimpico di Roma è una struttura di proprietà del CONI, che dal 2019 ne ha ceduto la gestione alla Sport e Salute S.p.A., società interamente partecipata dal MEF: solo sotto un profilo storico, affettivo e morale si potrebbe affermare che l’impianto del Foro Italico appartenga alle società calcistiche capitoline, ai relativi rappresentanti, alle rispettive icone ed alle due tifoserie.

Ma anche quest’affermazione, in fondo, sarebbe ingiusta ed inesatta, perché, glielo ricordiamo esclusivamente per Sua cultura personale, lo Stadio Olimpico ha ospitato puranche grandi eventi di Atletica Leggera, storici incontri internazionali di Rugby e perfino memorabili manifestazioni musicali, oltre a numerosi ed indimenticabili match della Nazionale Italiana di Calcio.

Sarebbe più corretto ritenere, pertanto, che lo Stadio Olimpico rappresenta un patrimonio culturale di tutta la Città di Roma, fors’anche della Regione Lazio o ancor meglio dell’intera Repubblica Italiana. Anche se poi a noi Laziali piace ricordare, è un nostro vezzo, che in campo calcistico il record di spettatori per una partita ufficiale appartenga ancora alla Società Sportiva Lazio, che lo stabilì il 12 maggio 1974 durante uno strabiliante Lazio-Foggia che le valse il suo primo storico Scudetto.

Francamente non riusciamo a comprendere se la Sua sia stata solo un’imperdonabile superficialità, una crassa ignoranza nel senso più latinista del termine o un’avventata captatio benevolentiae. Ma certamente il Direttore de “Il Giornale” dovrebbe esserne a conoscenza, non sono e non saranno mai né Francesco Totti né i tifosi romanisti a poter avallare qualsivoglia intitolazione dello Stadio che fu, pensi un po’, anche la sede delle Olimpiadi del 1960.

Per mero tuziorismo, infine, è giusto che Ella sappia e conservi nella Sua memoria che, benché attualmente sparare a zero sulla Società Sportiva Lazio sembra esser diventato lo sport mediatico più praticato a livello nazionale, beh ciò nonostante, la Società Sportiva Lazio è dal lontano 9 Gennaio 1900 la Prima Squadra della Capitale, risulta attualmente il club più titolato della Città di Roma e, così giusto per chiarirLe un po’ meglio le idee, può vantare l’inconfutabile primato di rappresentare la Polisportiva più grande del mondo, che nel 2013 ha fondato e da allora presiede l’E.M.C.A., il prestigioso Ente Europeo che associa tutte le Polisportive continentali.

Il 9 marzo 2016, inoltre, perfino la Commissione Europea ha ufficialmente riconosciuto alla Società Sportiva Lazio un ruolo fondamentale nella promozione dello Sport, come ente unificatore dei Cittadini Europei e nella fattiva realizzazione della “Declaration of Multisport” firmata a Bruxelles l’8 gennaio 2013.

La Società Sportiva Lazio, altresì, risulta vincitrice di oltre 80 titoli italiani e 49 medaglie d’oro complessive, Olimpiadi comprese, nonché di circa 600 titoli individuali e più di 1000 allori nei settori giovanili, tant’è che è stata premiata con la Stella d’Oro al merito sportivo nel 1967 e con il Collare d’Oro al merito sportivo nel 2002.

Per sua opportuna informazione, infine, la Società Sportiva Lazio fu eretta al rango di Ente Morale con Regio Decreto emanato il 2 giugno 1921 su proposta dell’allora MInistro della Pubblica Istruzione, On. Benedetto Croce, perché durante la Prima Guerra Mondiale, mentre i suoi tesserati si sacrificavano e morivano al fronte per la Patria, la Dirigenza trasformò i propri campi sportivi in orti di guerra per sfamare la popolazione romana, e tutto questo mentre le veniva ingiutamente sottratto lo Scudetto 1914/15 che bieche manovre di potere e di stampa cucirono su altre maglie senza alcun provvedimento ufficiale.

Certi di esser stati sufficientemente chiari ed esaustivi, la prossima volta non esiti a contattarci prima di lasciarsi andare ad afflati privi di senso storico, legale e sportivo.

Tanto Le dovevamo.

Distinti saluti.

Roma, 15 Dicembre 2020

Comitato Consumatori Lazio:

Il Consiglio Direttivo

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