Sergio Cragnotti nel giorno del suo compleanno e dei 118 anni della Lazio è intervenuto sugli 88.100 di Elle Radio nella trasmissione Laziali On Air, condotta da Danilo Galdino e Fabio Belli




Grazie per l’affetto e per il ricordo di questo giorno che ogni anno pesa sempre di più per l’età ma che riporta alla mente anche tanti ricordi. Fortunatamente rispetto alla Lazio siamo sempre giovani!

Che ne pensa della Lazio di Simone Inzaghi?La Lazio sta meravigliando ma scommettevo molto su Ciro Immobile, un grandissimo acquisto. Se ci crede la Lazio può arrivare molto lontano, l’importante è essere concentrati, credere nelle proprie idee e nel proprio gioco e fare spogliatoio. Se la Lazio riuscirà a fare questo si toglierà grandi soddisfazioni.




Quali sono stati i suoi tre momenti più belli da laziale? Senza dubbio la vittoria contro il Manchester United per la Supercoppa Europea, la vittoria dello Scudetto e senza dubbio la quotazione in Borsa, che ritengo sia stata l’apertura ad un autofinanziamento delle società sportive che ancora oggi sembrano non crederci, ma devono aprirsi a questa strada per non dipendere dal presidente mecenate che è l’unico punto di riferimento per la società.

Le piace come sta cambiando il calcio di oggi?Ogni innovazione ha dei pro e dei contro, anche il VAR porta delle discussioni, credo che la tecnologia abbia tolto qualcosa rispetto al calcio di una volta. Il VAR è un meccanismo che smorza un po’ la passione nell’assistere a una partita di calcio. Questo gioco moderno di oggi a me non piace moltissimo, il fraseggio ed il possesso palla ossessivo non portano sempre qualità, tolgono un po’ l’adrenalina nell’assistere a una partita di calcio.




Che effetto le fa vedere tanti suoi ragazzi diventare dei grandi allenatori, come Simone Inzaghi e Diego Simeone?Uno Scudetto si vince solo se c’è un gruppo di grandi professionisti e di grandi uomini che sanno gestirsi e controllare le loro emozioni. Credo che questa sia la conferma della grande professionalità di questa gente che ora si sta imponendo come allenatori in grandi squadre di calcio.”

Lei è stato il primo a portare una squadra di calcio a giocare in Cina…Significa credere nel mercato. Io sono stato un uomo internazionale, vivevo molto all’estero e conoscevo costumi ed usanze di questa gente. Introdurre questa internazionalità nel calcio ha permesso di sviluppare esperienze molto importanti e sinergie con il mondo orientale e la Cina e oggi i rapporti, vista l’acquisizione di società di calcio da parte di proprietà cinesi, sono più vivi che mai.




Dei giocatori di oggi, chi avrebbe preso per la sua Lazio? Senza dubbio Messi è stato un grande, ricorda Ronaldo il Fenomeno. Tra gli italiani credo che se Immobile continuerà con la sua fase crescente da grande goleador può essere annoverato tra i migliori giocatori in assoluto.






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