di Fabio BELLI

Da anni ormai segue le vicende della Lazio per il quotidiano “Il Tempo“. L’occhio di Luigi Salomone si posa sempre alla stessa maniera sulle sorti biancazzurre, col bene della Lazio sempre davanti a tutto e tutti, pur senza mancar mai al dovere, a volte indispensabile, della critica giornalistica. Una voce che non ha mai paura di essere fuori dal coro, che in esclusiva per Laziostory commenta il momento della squadra di Simone Inzaghi a partire dalla vittoria di Udine.

Da quali nuove consapevolezze riparte la Lazio dopo Udine?Le critiche dopo Lazio-Empoli forse sono state premature, a volte vincere anche giocando male non è lesa maestà. La partita di Udine ci ha detto che la Lazio è una squadra piena di talenti giovani che possono esplodere: la stagione dei biancazzurri sarà soggetta alla crescita di questi ragazzi che devono dimostrare la loro bravura sul campo nel corso delle prossime partite. La consacrazione di questi talenti sarà fondamentale per portare la Lazio verso le posizioni di classifica sperate ad inizio stagione, quelle che possono valere l’Europa League a fine campionato o qualcosa in più se qualcuna delle altre grandi della Serie A dovesse steccare.

Il progetto della Lazio sembra avviato in una direzione che comporta un periodo di ambientamento per questi giovani: ad esempio Milinkovic-Savic e Hoedt, per fare un esempio, sembrano aver fatto tesoro dell’esperienza della passata stagione. Non servirebbe quindi maggiore equilibrio nella valutazione dei nuovi acquisti?E’ evidente come sia in atto una guerra intestina alla Lazio che ci fa vedere cose non vere e viceversa. E’ evidente come alcuni giovani Under 23 lo scorso anno, come Kishna, Milinkovic-Savic e Hoedt, avessero bisogno di ambientarsi: è anche vero che magari l’anno scorso la Lazio, dovendo affrontare il preliminare di Europa League, avesse bisogno di giocatori più pronti. La Lazio però la sua squadra la sta costruendo negli ultimi due anni, magari tra qualche difficoltà. Il problema è questo clima di pessimismo cosmico che a volte non permette di godersi grandi giocatori che in questo momento stanno vestendo la maglia della Lazio, come De Vrij e come altri che sono stati portati a Roma nel corso di questi anni, da quella stessa società che a mio avviso ha commesso tanti errori ma ha anche fatto bene molte altre cose.

E’ accaduto ad esempio che nel 2014 la Lazio avesse freschi e pronti in rosa Klose campione del mondi, Biglia finalista e De Vrij terzo dopo i Mondiali, ma queste presenze non erano quasi neppure percepite…Purtroppo ormai il laziale non riesce a fare quello che sarebbe più logico a mio avviso, ovvero mettere su un piano la contestazione al presidente Lotito che con la sua comunicazione non è riuscito ad entrare nei cuori della gente ed ha commesso degli errori che nessuno nega. Questa antipatia di fondo andrebbe però messa da una parte, con l’amore per la propria squadra del cuore che andrebbe però messo sull’altro piatto della bilancia. La Lazio dovrebbe essere tifata, non bisognerebbe gufare né sperare che Parolo sbagli partita davanti alla difesa, per poter poi dire tutta la settimana che non esiste un vice-Biglia, che Tare non ha scelto un sostituto adatto quando Parolo contro i campioni del mondo della Germania agli Europei è stato il migliore in campo giocando in quel ruolo. Il che significa che qualche partita in quel ruolo, quando manca Biglia, potrebbe anche giocarla dando garanzia di affidabilità.

Questo discorso può toccare in parte anche le critiche che hanno investito Simone Inzaghi, per qualcuno forse colpevole di aver tolto dall’imbarazzo la società dopo il caso-Bielsa?La critica a Simone Inzaghi nasce unicamente perché viene considerato uomo di Lotito. Inzaghi non ha mai lasciato il club, qualcuno pretendeva che non cogliesse al volo l’occasione di allenare la Lazio invece della Salernitana. Il resto sono tutti pretesti, dalla partita giocata male con l’Empoli alla sconfitta di Milano, dove la Lazio perde praticamente sempre da ventisette anni. Si vuole attaccare Inzaghi o anche qualche calciatore perché alla fine la critica serve per dimostrare il proprio teorema che sostiene come Lotito non voglia investire e non voglia far mai fare il salto di qualità alla Lazio e come Tare sia un direttore sportivo particolare, che sbaglia tanti acquisti e ne azzecca pochi quando poi secondo me è esattamente il contrario.

Dopo l’infortunio, era fondamentale la prova del campo per De Vrij, che sta dimostrando di essere l’innesto più importante per la Lazio in questa stagione:La prova del campo ci ha detto che De Vrij sta recuperando, spero ci sia da parte dei medici e dell’allenatore della Nazionale olandese una gestione intelligente del giocatore. L’Olanda dovrà affrontare due partite ravvicinate e non credo De Vrij possa giocarle entrambe, mi auguro non ci sia questa voglia di spremerlo subito perché si rischia poi che si possa bloccare di nuovo. Finché martedì non sarà tornato continuerò a fare gli scongiuri, questi infortuni che ti lasciano fuori dal campo per un anno necessitando di un recupero assolutamente ben calibrato e graduale.

La nota negativa di questa prima parte della stagione sono stati gli infortuni, con il lavoro dello staff medico ancora sotto la lente di ingrandimento:Penso obiettivamente che nella Lazio un problema-staff medico esista, problema che Lotito ha cercato di risolvere compiendo degli interventi che a mio avviso non hanno portato gli effetti sperati. Questo non per la professionalità dei medici che sono arrivati o per la non professionalità dei medici che sono andati via. Sono tutti degli specialisti bravissimi, la è la logistica a mio avviso ad essere sbagliata: la Lazio si appoggia alla clinica Paideia che si trova a Roma Nord ed ha i suoi due medici di riferimento che operano al CTO, che si trova in una zona della Capitale completamente opposta. Si fanno le risonanze in Paideia dove ci sono i vecchi medici e dove vengono mandati i nuovi: si tratta di falle logistiche che vanno eliminate per migliorare la situazione. Visto che ritengo la Lazio una grande del calcio italiano, come tutte le grandi dovrebbe investire sullo staff e sulle strutture mediche, magari destinando a questo aspetto le risorse per l’acquisto di un giocatore. Mettere quei tre-quattro milioni in una struttura medica da allestire a Formello, comprando macchinari per risonanze ed ecografie creando un po’ quello che è il Milan Lab o il J-Medical all’interno dello Juventus Stadium, dove la società bianconera può già effettuare le prime cure per gli infortunati. Creare una struttura di questo tipo potrebbe eliminare le problematiche logistiche che ci sono attualmente con lo staff medico.

Alla luce di quella che è stata la partenza della Lazio in queste prime sette partite, ci può essere un certo tipo di fiducia attorno alla squadra o bisognerà attendere che tutti i nuovi acquisti abbiano dimostrato il loro valore?Credo sia necessario aspettare Natale per capire dove potrà realisticamente arrivare la Lazio. I primi conti andranno fatti verso la fine del girone d’andata, prima sarebbe insensato e significherebbe non conoscere il calcio, uno sport in cui vincere o perdere due partite nel giro di una settimana cambia completamente la percezione di quello che si sta facendo. Quando tutti avranno affrontato tutti alla fine dell’andata, visto che adesso il calendario ha un peso e c’è chi ancora non ha affrontato le grandi o ha giocato più partite in casa che in trasferta, allora si potrà avere un’idea dei rapporti di forza del campionato. Sicuramente la Lazio è una squadra che intriga, che ha molto talento nei suoi giocatori d’attacco ed è una formazione fastidiosa da affrontare, che non molti sfideranno con piacere. Ci sono giocatori capaci di saltare sistematicamente l’uomo come Felipe Anderson e Keita, altri straripanti nell’uno contro uno dal punto di vista fisico come Milinkovic-Savic, Immobile che comunque è un giocatore che vale 15 gol puliti stagionali. La Lazio ha dei margini di crescita evidente, ma per un giudizio concreto sulla squadra e anche su Simone Inzaghi come allenatore bisognerà senz’altro aspettare la fine del girone di andata.”

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