di Fabio BELLI

Un’attrice entrata nel cuore degli italiani, protagonista dei tempi moderni sia al cinema sia in televisione, entrando nelle case di tutti gli italiani nel ruolo di Marina Giordano nella fiction di Rai Tre “Un posto al sole“. Il nome di Nina Soldano è notissimo a tutti gli appassionati di spettacolo, ma c’è una cosa che in pochissimi sanno: il suo cuore batte solo per il biancazzurro. In esclusiva per Laziostory l’attrice pisana di nascita, romagnola prima e romana poi d’adozione ha raccontato la sua passione per la Lazio, dalla nascita fino agli sviluppi più recenti.




La prima domanda è d’obbligo: come mai la Lazio?Nel 1982 sono arrivata a Roma e non appena messo piede nella Capitale provenendo da Riccione, mi fu fatta subito la domanda fatidica: adesso che sei arrivata a Roma per quale squadra tiferai? Io d’istinto dissi subito Lazio, perché per me Roma all’epoca era la città del cinema e della fiction, va ricordato che allora Cinecittà era composta esclusivamente da teatri di posa per il cinema, con Fellini padrone del Teatro 5. Un’altra Italia, un altro mondo: ma come per me la Capitale era cinema e spettacolo, dal punto di vista calcistico mi identificai immediatamente con la Lazio e non con la Roma. All’epoca la squadra non andava benissimo, eppure per me fu immediatamente amore a prima vista. Da allora conobbi anche Michele Plastino, che era già il riferimento giornalistico per le televisioni private, e iniziai ad andare allo stadio. Anche al derby: devo dire che durante la stracittadina mi trasformo, la tifosa prende decisamente il sopravvento.




Una scelta controcorrente:Certo, di primo impatto si poteva pensare a identificarsi maggiormente nella Roma. Va sottolineato poi come mio padre, pur vivendo in Romagna, è romanista sfegatato e viviamo un derby davvero molto acceso in famiglia. Mio padre è sempre stato romanista ed è nato a Roma, per lavoro però è stato un giramondo, faceva il pilota dell’aeronautica militare, era un Top Gun. Senza considerare poi un fratello juventino, che ovviamente calcisticamente viene emarginato…




Personaggi preferiti legati alla Lazio?All’epoca mi ero spostata in molte zone della città: avevo una casa all’Olimpica, poi mi sono spostata al Fleming e c’era un ristorante frequentato da tutti i giocatori della Lazio. Soprattutto mi ritrovavo a pranzo con Beppe Signori e con Dario Marcolin, ci si incontrava nella stessa zona. Marcolin l’ho ritrovato anche a Napoli dopo tanti anni, ricordando i tempi passati insieme e la passione comune per la Lazio. Devo dire che come allenatore stimavo molto Dino Zoff, che allenava la Lazio proprio in questo periodo negli anni novanta in cui avevo modo di incrociare in zona Fleming molti allenatori: d’altronde anche lui abitava lì. Un vero signore, elegantissimo, ed allenava un gruppo fantastico, una compagnia molto unita anche fuori dal campo. Un divertimento goliardico ma bello, pulito, sano. E’ stato per me il momento più bello per seguire la Lazio, era un calcio ancora lontano dagli scandali più recenti.




Inzaghi sta stupendo come allenatore…E’ un personaggio della vecchia scuola: dal mio punto di vista posso dire però che lo vedo meglio come calciatore e non come allenatore. Non so il perché, è una questione piuttosto istintiva ma lo trovavo molto più incisivo sul campo che in panchina. Tra i giocatori di oggi non ci sono legami come quelli che mi appassionavano da tifosa ai tempi sopra citati, ma devo dire che Immobile e Felipe Anderson mi stanno piacendo molto in questa prima parte di campionato.




La Lazio sta rivendicando uno scudetto di 101 anni fa. Il campionato del 1915 con la finale che non poté disputarsi a causa dello scoppio della Grande Guerra:Sono assolutamente a favore e combatterò anch’io questa battaglia. La trovo una cosa bellissima, oltre che molto romantica dal punto di vista storico e sportivo: a causa della guerra i giocatori della Lazio non hanno potuto giocarsi quella meritatissima finale, sono assolutamente con voi sperando che sia restituito ciò che spetta alla Lazio.




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