di Gisella SANTORO
Dopo l’addio di due pilastri storici della difesa biancazzurra come Mario Gila e Alessio Romagnoli, la sfida più grande in casa Lazio era trovare chi potesse raccogliere un’eredità così pesante. La scommessa della Lazio si chiamava Oliver Provstgaard, e i fatti stanno ampiamente dimostrando che il gigante danese si è rivelato persino più forte del previsto.
Facendo una verifica puntuale sulle presenze e sul minutaggio in questa stagione di Serie A, la notizia della sua titolarità fissa trova totale conferma: schierato dal 1′ minuto in tutte e 6 le partite di campionato disputate finora (contro Bologna, Genoa, Udinese, Milan, Venezia e Monza), ha disputato 90 minuti completi in 5 occasioni su 6. L’unica sostituzione è avvenuta al 61′ minuto contro il Monza (con la squadra in vantaggio e dopo aver incassato un cartellino giallo).
La consacrazione definitiva è arrivata nella prestigiosa trasferta all’Allianz Stadium contro la Juventus, vinta dalla Lazio per 3-0. Al 37′ minuto di gioco, Provstgaard ha firmato il suo primo gol con la maglia della Lazio con un’incornata da difensore di razza, sbloccando un match delicatissimo.
Le conferme sono arrivate anche durante la sosta della Nations League A, dove è stato impiegato da titolare inamovibile (90 minuti a gara) con la Nazionale della Danimarca che ha collezionato due vittorie con due clean sheet e due sconfitte con avversari importanti come Norvegia e Portogallo.
Con i suoi 194 cm di altezza, Provstgaard sta dominando i duelli aerei della delle partite di Serie A in cui gioca la Lazio, facendo valere fisico, senso della posizione e grinta nei contrasti. Con il primo gol e la leadership difensiva consolidata, la Lazio si gode il suo nuovo pilastro difensivo.

