di Giorgio BICOCCHI

La Lazio vince di misura una gara che avrebbe meritato di portare a casa con un margine più vistoso. “Aho, accontentamose… qui per qualcuno le dovevamo perde tutte”, polemizza qualcuno a fine gara (a proposito, ma perché centinaia di vigili urbani e Forze dell’Ordine per un evento di poche migliaia di spettatori, senza tifosi ospiti? Misteri cittadini…). Ma l’importante è stato fare punti pure condendo lo squillo con una prestazione collettiva di ardore e coraggio. Peccato per le tante occasioni – reali e potenziali – non finalizzate. Abbiamo dimostrato, insomma, di saper offrire calcio divertente e redditizio. E non era scontato… Tavares – per l’ora che ha giocato – e’ piaciuto, eccome. Come Frattesi che ormai si e’ preso la Lazio. Bene anche la coppia difensiva, così come la cerniera-Belayhane, mentre Floriani ha macchiato una gara fino ad allora sufficiente con un errore di posizionamento nel finale. Mandas glaciale tra i pali: soliti problemi con i piedi, maledetto calcio moderno. Pagato dazio anche stavolta: Rovella infortunato e probabilmente fuori un mesetto. Ma con sei punti in carniere si sta meglio. In fondo ciò che chiediamo alla Lazio e’ la normalità. In campo e, specialmente, fuori…

Primo tempo

– Luna piena e cori qua e là: insomma non si gioca in un acquario. Prendiamo subito l’iniziativa: squadra alta, pressing. Insomma, Lazio umile e volitiva. “E quest’anno dovrà esse così”, si commenta convinti;

– Tavares e’ in palla: sarà il migliore dei nostri in questa frazione. Cancellieri sprinta sulla fascia ma sbaglia l’ultimo assalto. E Dia? Troppo spesso lontano dalla porta. Con le spalle alla porta, poi;

– Lazio però superiore: Doekhi – di testa, la specialità della casa, manca l’1 a 0. Ma ci siamo ormai: Tavares corre e crossa basso. Frattesi incrocia e segna. Manco due gare disputate e già due gol: mica male. “Questo c’avra’ un rendimento alla Milinkovic”, si profetizza in Monte Mario;

– Mandas, con i piedi, genera più di un fremito. “Spazzala, Christos, chissenefrega n’do va!”;

– Cancellieri, ancora. Poi Zaccagni. Occasioni potenziali ma Lazio sul pezzo. Tavares prende il palo di testa: insomma, vantaggio meritato e legittimo. Genoa ben tenuto dai nostri. E Floriani, chiederete? Ha un brutto cliente – Norton Cuffy – ma lo limita. Ed era quello che gli si chiedeva;

– Sintesi della frazione: Lazio tenace e concentrata. Rossoblu’ con più di un problema. “Ma stamo solo a metà gara, purtroppo…”, si commenta accanto a noi. Ed e’ vero…

Secondo tempo

– Ed e’ stata buona Lazio anche in avvio. Due discese prorompenti di Nuno. Poi due stoccate dal limite – contrate – di Zaccagni. Lazio coriacea;

– Il Genoa si acquatta, aspetta forse l’ultimo squarcio di gara. Ma la Lazio non molla. Belahyane ottima diga. Gattuso toglie Cancellieri e Tavares. I minuti passano e la squadra subisce la fatica, peccando in lucidità;

– “Sta partita doveva esse chiusa da un pezzo”, la riflessione unanime della tribuna. E si sa come vanno, alla fine, queste sfide. Falliamo il raddoppio (facile) con Doekhi. Poi con Isaksen. Poi, ancora, con una ‘uncinata’ di Pinamonti. Ma il punteggio rasta in bilico;

– E il Genoa, lentamente, prende metri. Qualche mischia paurosa risolta dai muscoli di Mandas. Poi un errore di Floriani da’ la stura a un contragolpe rossoblu’, per fortuna a salve. Ancora Mandas superbo poi nell’ alzare sopra la traversa;

– Il Genoa (brutta roba…) non ci restituisce un fallo e l’Olimpico diventa una arena. Ma finisce così, con un altro 1 a 0 sporco, se volete, ma meritato. Due gare, sei punti: bello bello…

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