di Arianna MICHETTONI
Mandas – 7: Nonostante l’infruttuosa offensiva felsinea, Mandas non dà certezze situazionali e si affida completamente all’istinto. Gli si concede il merito sulla provvidenziale parata su Odgaard, e anche sulla punizione di Bernardeschi deviata sul palo ma sbaglia le uscite e a volte, ben più grave, i tempi di gioco. Fortunatamente ne esce indenne, deve acquisire sicurezza fuori dai pali.
Marusic – SV: Dura pochissimo la partita del buon Adam, costretto a lasciare il campo al 19’ per un problema muscolare. Al suo posto entra Floriani, acclamato dal popolo laziale. (Dal 19’ Floriani Mussolini – 6: Un’ammonizione istantanea ne condiziona tutto il tempo di gioco, che è comunque più di presenza che di partecipazione. Il Bologna attacca forte sulla fascia opposta, lasciando a Floriani il tempo di tentare pericolosi inserimenti).
Doekhi – 6: Cerca, con la coda dell’occhio, continua complicità con i compagni di reparto. Deve migliorare soprattutto l’autonomia di gioco.
Provstgaard – 6.5: Il più lucido nella difesa a quattro. Rassicura Doekhi, chiama le posizioni dei compagni, tenta pure qualche costruzione.
Pedraza – 6: Calciatore ancora avvolto nel mistero, che lascia andare i primi minuti sbarazzini a favore di maggiore compostezza – e maggiore anonimato. Mal repressi alcuni tentativi del Bologna, soprattutto quelli causati dall’ingresso di Bernardeschi. (Dal 78’ Tavares – SV: Troppi errori di distrazione. Può far affidamento sulla prestanza fisica, che gli risolve un po’ di problemi
Dele-Bashiru – 6: Inspiegabilmente preferito a Frattesi, svolge pulite ed efficaci fasi di contenimento a scapito, però, della vivacità del gioco a centrocampo. (Dal 54’ Frattesi: 7 – Memorabile ingresso! A cinque minuti dalla sostituzione, realizza il gol del vantaggio e impazzisce in un’esultanza gioiosa e scomposta. Acquisto di valore e fattore differenziante per il centrocampo laziale, diventa immediatamente il calciatore da abbattere per gli avversari).
Rovella – 6.5: Tanta, tanta corsa – quantitativa, più che qualitativa. Si affanna alla ricerca di linee di passaggio per l’attacco, andando poi immediatamente – con dedizione, sacrificio e generosità – a rinforzare la fase difensiva.
Taylor – 6: Errori banalissimi e azioni molto ben giocate. È ancora alla ricerca del suo equilibrio, tra falli e disattenzioni gratuite e sprazzi di lucidità consolatoria.
Cancellieri – 5.5: Potrebbe essere una fase involutiva, potrebbe essere un ritardo di condizione a peggiorare la sua prestazione. Nonostante buone intuizioni e il giusto coraggio nella soluzione personale, gli errori hanno ancora un peso maggiore. (Dal 46’ Isaksen – 6: L’ingresso che, al pari di Frattesi, cambia l’inerzia della partita. Porta vivacità e dinamismo e poco importa se il tiraccio a tu per tu con Skorupski finisce alto sopra la traversa),
Dia – 6.5: La buona riuscita della sua prestazione sta nel colpo di tacco che favorisce la rete di Frattesi. Non ha le tipiche movenze del centravanti, ma fa un ottimo lavoro di supporto e di rottura della linea difensiva avversaria. (Dal 78’ Noslin – SV).
Zaccagni – 6: Poco protagonismo, ma ci mette tanto di suo per far girare bene la squadra.
















