di Valerio Giuseppe BELLINGHIERI
Oggi presso il centro sportivo di Formello la S.S. Lazio ha presentato ufficialmente Rino Gattuso come nuovo allenatore della prima squadra.
Fabiani: per me è un onore presentare Rino aGattuso, parla per lui la sua storia di calciatore e allenatore. Per noi è motivo di rande soddisfazione. L’intesa è arrivata pressoché subito e gli diamo il benvenuto. a
Gattuso: Sono orgoglioso, le sensazioni con il mio staff sono buonissime, tante persone da quando sono arrivato hanno mostrato il loro affetto. Nonostante le problematiche che già sapevo dobbiamo continuare su questa strada, so tutto, so bene che c’è da mettere l’elmetto, pedalare e lavorare e starà a noi lavorare, tantissimo e lo sappiamo e le altre problematiche sono secondarie. Il mio obbiettivo è mettere in campo una squadra che lotti per un club con una storia gloriosa come quella della Lazio.
Domande della stampa:
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Con il mercato a saldo 0, forse abbiamo. Il momento peggiore tra tifoseria e società, cosa ti ha spinto ad accettare?
Potevo venire più di una volta qui, forse senza queste condizioni avrei detto di nuovo no. È una sfida, con alcuni di loro ho già lavorato e sanno come ragiono. So tutto, le problematiche e ciò che dobbiamo fare. Dobbiamo lavorare e speriamo di arrivare dove vogliamo ma l’obbiettivo è di creare un clima familiare per chi sta a casa e viene allo stadio. Se riesco a lavorare come voglio metterò l’elmetto e farò ciò che dovrò fare. Nelle parole del presidente ho trovato fiducia e vediamo dove arriveremo.
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Dalla sua accettazione è passato un mese, si aspettava di più dal mercato? Date le grandi assenze in difesa quale sarà la forza della lazio?
Speriamo che la nostra forza diventi l’attacco, non voglio parlare di moduli e speriamo di riuscire a fare grandi cose. Da domani inizieremo. Andare a prendere tanto per prendere non mi piace, non abbiamo molto budget e vorrei usarlo al meglio.
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C’è una base di acquisti che avete concordato e quali sono le necessità concordate?
Sicuramente serve un centrale e vediamo in attacco, sicuramente un paio di interventi servirebbero. Non sto qua a fare nomi perché non sarebbe corretto verso gli altri elementi della rosa. La rosa c’è, il centrocampo per me è buono, vediamo quello che si può fare. Partiamo da una base importante e penso che non sia tutto da buttare via. Sta a noi lavorare con serietà e dobbiamo isolarci essendo onesti con l’ambiente che per ora non è l’ideale. Speriamo di essere bravi con i ragazzi anche se sarà difficile ma la voglia non manca.
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Cosa l’ha portata dalla nazionale in serie A?
Ho avuto tante occasioni di tornarci ma ho voluta fare un percorso diverso. Quando si va all’estero si migliora perché abbini la tua mentalità con altro. Da italiani pensiamo di essere i migliori ma il calcio cambia velocemente e queste scelte fatte sono state di prendere un po’ li e un po’ qui per completarmi. Quest’anno mi è arrivata la chiamata e mi hanno convinto e sono contento della scelta che ho fatto. Per la delusione della nazionale ringrazio i ragazzi che mi hanno dato tutto. Il calcio è fatto da situazioni. Ho avuto fortuna in carriera, ho preso mazzate ma sto crescendo. La delusione che ho provato resterà per tutta la vita.
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Tornando all’aspetto ambientale. Vedendo il fattore del pubblico laziale come pesa questa situazione e se ha paura se possa diventare un parafulmine della contestazione?
Per me questo è un alibi, se scoraggio la squadra creo solo un alibi. Al di là della bravura i Sarri c’è stato un gruppo solido e devo essere l primo a non parlare di queste problematiche che c’è e dobbiamo rispettare i tifosi e per la loro lealtà. Mancheranno in casa e dovremo lavorare anche su questo. È uno stadio che spinge, che quando è piano si sente al 100% e penso che per ora manchi e lo pagheremo ma da parte mia non sentirete mai alibi. Voglio solo entrare nella testa dei ragazzi e farli spingere al massimo. Se un campo non andrà ne troveremo un altro. Dobbiamo creare una mentalità forte come della lazio passata quando vinceva con Maestrelli, Inzaghi, … Sono un romantico del calcio e credo in quel calcio lì.
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Crede di trovare l’energia che vuole nella testa e nel cuore dei giocatori?
Ho una mia metodologia e penso che per ora la differenza la faccia il gruppo non solo il singolo leader. Vado alla ricerca dell’onestà tra compagni. Per responsabilizzare un gruppo e renderlo forte ognuno deve metterci il suo nonostante le difficoltà. Non mi piace che i giocatori di oggi vengano descritti come persone con poco carattere e deve essere bravo chi li gestisce e vado alla ricerca di questo.
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L’alleggerimento del monte ingaggi è compatibile con un rafforzamento?
Per ora ci sono 7/8 squadre che partono meglio di noi e lo sappiamo. Andiamo alla ricerca di ciò che possiamo fare prendendoci tempo e dobbiamo fare poche cose per completare la squadra. Bastano prendere due elementi, aspettando l’occasione giusta e fare ciò che dobbiamo fare.
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Le amichevoli non di livello sono frutto di una scelta sua o della società?
Noi tra un mese avremo la Coppa Italia. Perdere giorni in trasferta senza riscontri economici non ha senso. Preferisco rimane qui per allenarci e spingere. Ho scelto io questa strada senza fare amichevoli lontane per lavorare, allenarci e spingere.
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Fra i discorsi che sta avendo con il club c’è anche il modo per risolvere i problemi con l’ambiente ?
Con Lotito ho un rapporto franco, gli ho detto di dover sistemare delle cose, gli ho spiegato come sono fatto e quando lavoro non guardo in faccia a nessuno. Viglio gente che lavora. Voglio vedere gente che lavora. Se ha da parlare con la squadra è libero di farlo ma deve parlare poco con voi ma ha troppi telefonini. Anche il presidente deve fare questo passaggio, la squadra è la sua e deve dire ciò che vuole dirci e spero l’abbia capito. Noi dobbiamo stare bene insieme e dobbiamo lavorare. Siamo dipendenti ed è giusto parlare creando un rapporto.
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La società cosa le ha detto a livello di obbiettivi?
Non so le ragioni dei precedenti allenatori, ognuno ha le sue esigenze. Sicuramente lavorare con questo clima non sia il massimo ma la società è stata chiara con me sul mercato, sui giocatori, … Avevo paura ci fosse un fuggi fuggi generale ma molti di loro mi hanno tranquillizzato. Voglio solo lavorare come voglio io, per il resto accetto tutto. Fin ora tutto quello che mi hanno detto è stato rispettato, qualcosa è stato cambiato e da lunedì si comincia e starà a noi. Non verrò mai qua a lamentarmi, sono stati onesti con me e ho accettavo nonostante le problematiche.
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Le dispiace che oggi non ci sia il presidente?
Penso sia meglio, per ora può dire qualsiasi cosa ed è giusto che siamo qua. Se ci fosse stato lui si sarebbe parlato solo dei problemi con i tifosi. La sua assenza la trovo rispettosa nei miei confronti. Il presidente oggi per me meno parla fuori meglio è. Sta a noi lavorare e poi vediamo.
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C’è necessita di ritrovare i tifosi, cosa le fa crede che le garanzie possano essere rispettate?
Si vedrà nella quotidianità. Quando parlo con Fabiani e Bianchi che sono le persone che vivo quotidianamente qua a Formello si parla e ci diciamo tutto. Il rapporto deve essere funzionale agli obbiettivi. Per ora abbiamo un obbiettivo ma se a livello di numeri non si può fare andremo a battezzarne un altro. Dal primo giorno sapevo del blocco del mercato, delle vendite obbligate, .. non faccio il contabile e dopo vedremo cosa si può fare. Per i tifosi noi possiamo solo onorare la maglia al massimo. Vorrei fare di tutto per farli tornare allo stadio ma per ora non posso fare altro. Sia da Giocatore che da Allenatore mi veniva la pelle d’oca, una bolgia con grande passione ma sta a noi convincerli a tornare in casa.
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È crollato il valore della rosa della lazio? Da un punto di vista progettuale cosa l’ha spinta. A venire?
La storia della lazio, anche avendo lavorato con qualcuno di loro in nazionale. So bene la difficoltà che sta attraversando ma io vado dove ci sono casini, mi sento a mio agio e penso si possa fare un gran lavoro. Voglio creare una mentalità forte dove si gioca a viso aperto e senza alcuna paura. So bene dove sono arrivato. Non ho vissuto fuori dal mondo negli ultimi anni. Sono fatto così, chi mi conosce sa che questo è il mio pane. Ho una grande passione, potrei stare a casa ma queste sfide mi fanno sentire vito.
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C’è stato il tentativo di trattenere Gila?
Se fosse stato per fabiani e Lotito sarebbe rimasto qua fino al prossimo anno. Quando un ragazzo vuole cambiare aria se ne deve andare. Se rimane deve rimanere con la testa. Mario è stato onesto, mi ha raccontato le sue offerte e gli ho detto di farlo andare via. Ha dato tutto per questa maglia ed è arrivato il momento di andare come è giusto che sia. Ottimo lavoro del direttore però credetemi che la società volesse tenerlo fino alla scadenza. Per me non è corretto tenere un giocatore senza la testa al 100% al progetto.
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Come si piega la divergenza tra Napoli e Lazio che erano così vicine pochi anni fa?
Penso che bisogni considerare il mercato fatto in passato. La lazio comprò per cento e più milioni. Non sono discorsi che mi piace fare ma bisogna considerare le entrate, i bilanci. Giocare la Champions è come fare Jackpot e senza queste competizioni ti cappotti essendo una competizione che porta molti introiti. Le mancate qualificazioni hanno sicuramente inciso.
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Il gruppo ha perso molti senatori, come si entra nella testa di un calciatore?
È l’ABC del calcio, giocare senza tifosi è brutto. Lo so bene, mi son portato avanti e ci sto lavorando ma non deve essere un alibi. Come si entra nella testa del giocatore? Il ragazzo deve fidarsi di te, devi essere coerente, chiaro e diretto. Non devi usare scorciatoie ma devi essere diretto e farli sentire a loro agio. Devi fargli capire come allenarsi, di credere nel progetto e fargli vedere i miglioramenti. Abbiamo perso tanti leader ma abbiamo ancora Marusic, Zaccagni, Cataldi, possiamo appoggiarci a loro e posso aiutarci molto.
















