L’era di Gennaro Gattuso alla Lazio è ufficialmente iniziata. Il nuovo allenatore biancazzurro ha vissuto le sue prime ore a Formello tra incontri, confronti e programmazione, gettando le basi per una stagione che dovrà rappresentare un punto di svolta dopo un’annata caratterizzata da difficoltà tecniche, tensioni interne e risultati al di sotto delle aspettative.
Fin dal suo primo giorno nel centro sportivo biancazzurro, Gattuso ha voluto approfondire ogni aspetto della situazione del club. Il tecnico ha incontrato i dirigenti per analizzare le problematiche che hanno accompagnato la Lazio negli ultimi anni, cercando di comprendere le dinamiche che hanno contribuito a rallentare la crescita della squadra. Un confronto a tutto campo che ha riguardato questioni tecniche, gestionali e organizzative, con l’obiettivo di evitare il ripetersi degli errori del recente passato.
Tra le priorità indicate dal nuovo allenatore c’è anche la gestione dei contratti in scadenza. Gattuso avrebbe chiesto alla società di affrontare rapidamente il dossier relativo ai nove giocatori che vedranno terminare il proprio accordo nel giugno del 2027, una situazione che rischia di creare incertezza e tensioni nel corso della stagione.
La serata si è poi conclusa con una cena operativa insieme al presidente Claudio Lotito, occasione utile per definire le prime linee guida del mercato estivo. Un mercato che dovrà necessariamente rispettare criteri di sostenibilità economica e che, proprio per questo, richiederà scelte molto mirate.
Dal punto di vista tecnico, Gattuso avrebbe individuato nel centrocampo il reparto più completo della rosa. Il tecnico sarebbe rimasto particolarmente colpito dalle qualità di Patric impiegato come vertice basso, mentre il prossimo rientro di Nicolò Rovella e la volontà di valorizzare ulteriormente Dele-Bashiru rendono improbabili interventi significativi in quella zona del campo.
Discorso differente per la difesa, destinata a cambiare volto nelle prossime settimane. La partenza ormai imminente di Alessio Romagnoli verso l’Al Sadd obbligherà infatti la società a intervenire sul mercato. Tra i profili monitorati spicca quello di Diogo Leite, centrale mancino in uscita dall’Union Berlino. Il portoghese era già stato accostato alla Lazio durante la scorsa finestra di mercato, anche se allora non aveva mostrato particolare entusiasmo per un trasferimento nella Capitale. Oggi il giocatore starebbe valutando diverse opportunità, compresa una proposta dell’Eintracht Francoforte.
Nella lista dei possibili rinforzi figurano anche Diego Chiarodia del Borussia Mönchengladbach e Filippo Mané del Borussia Dortmund. Due profili giovani che presentano un vantaggio importante per le strategie societarie, poiché italiani e under 23, caratteristiche che consentirebbero di contenere i costi e rispettare alcuni parametri di gestione della rosa.
Parallelamente resta aperto il capitolo Mario Gila. Il difensore spagnolo continua a essere uno degli obiettivi principali del Napoli e potrebbe rappresentare una delle operazioni più rilevanti dell’estate laziale. La posizione della società, però, è molto rigida: Claudio Lotito avrebbe fissato una valutazione di 30 milioni di euro, arrivando persino a ipotizzare uno scambio alla pari con Alessandro Buongiorno come alternativa economica.
Anche l’attacco potrebbe registrare qualche movimento. Matteo Cancellieri è infatti sempre più vicino alla partenza e la Fiorentina resta una delle destinazioni più accreditate per il suo futuro.
Ma oltre al mercato, uno dei temi centrali del nuovo corso sarà la valorizzazione degli investimenti già presenti in rosa. La dirigenza si aspetta infatti che giocatori come Dele-Bashiru e Ratkov, acquistati con un importante sforzo economico negli ultimi anni, trovino maggiore spazio e continuità sotto la guida del nuovo allenatore.
La sensazione è che Gattuso voglia costruire una Lazio pragmatica, competitiva e sostenibile, puntando su un gruppo motivato e su una gestione più lineare delle risorse a disposizione. Le prime riunioni a Formello hanno già delineato le priorità. Adesso inizia il lavoro più difficile: trasformare le idee in risultati e aprire un nuovo ciclo dopo la fine dell’era Sarri.
















