Prende ufficialmente il via il percorso amministrativo che potrebbe portare alla rinascita dello Stadio Flaminio. Nella giornata di giovedì 28 maggio si è infatti svolta la prima riunione della Conferenza dei Servizi convocata da Roma Capitale per esaminare il progetto di riqualificazione presentato dalla Lazio per l’impianto progettato da Pier Luigi e Antonio Nervi.




L’incontro, tenutosi in videocollegamento, ha visto la partecipazione di 31 enti sui 39 coinvolti nel procedimento, oltre a un rappresentante della Fondazione Nervi. Per il Comune di Roma era presente il direttore generale Albino Ruberti, chiamato a coordinare un iter che si preannuncia particolarmente complesso e articolato.

La Conferenza dei Servizi entrerà ora nel vivo con una serie di confronti tecnici destinati a protrarsi per 45 giorni, con la possibilità di una proroga di ulteriori 15. Al termine di questo periodo tutti gli enti coinvolti dovranno esprimere i propri pareri e formulare eventuali prescrizioni, che saranno poi recepite dalla Lazio nella stesura del progetto definitivo.

Se il cronoprogramma verrà rispettato, la fase istruttoria dovrebbe concludersi entro i primi giorni di luglio. Da quel momento il club biancoceleste sarà chiamato a elaborare la versione definitiva dell’intervento sulla base delle indicazioni ricevute.

Nel corso della riunione inaugurale il presidente Claudio Lotito e i tecnici incaricati hanno illustrato le linee guida del progetto, soffermandosi in particolare sulla gestione dei parcheggi, sulle problematiche legate ai vincoli architettonici che gravano sull’impianto e sulle soluzioni previste per migliorare l’efficienza energetica della struttura.

Alcuni aspetti della documentazione presentata risultano però ancora incompleti. La società ha comunque assicurato che tutto il materiale richiesto sarà reso disponibile e caricato entro i prossimi dieci giorni, consentendo così agli enti coinvolti di effettuare le necessarie valutazioni.

Tra i temi più delicati emersi durante il confronto figura quello relativo al piano economico-finanziario. Secondo quanto trapelato, Ruberti avrebbe precisato che il documento, già presente negli atti e regolarmente asseverato, non rientrerà tra le materie oggetto della Conferenza dei Servizi. La sua valutazione spetterà infatti esclusivamente a Roma Capitale, che avrebbe già avviato le opportune verifiche di natura giuridica e amministrativa.

Per quanto riguarda il progetto, la proposta della Lazio prevede una trasformazione significativa del Flaminio. L’idea è quella di realizzare un nuovo anello da circa 29 mila posti che, sommato ai 21 mila già esistenti, consentirebbe di raggiungere una capienza complessiva di 50 mila spettatori.

Non solo stadio. Il piano include anche la creazione di una vasta area verde attorno all’impianto, con oltre 57 mila metri quadrati di superfici innovative pensate per contribuire alla riduzione degli agenti inquinanti e migliorare la sostenibilità ambientale dell’intero complesso.

L’obiettivo dichiarato da Claudio Lotito è particolarmente ambizioso: completare la riqualificazione in tempo per rendere il nuovo Flaminio uno degli impianti disponibili in vista degli Europei del 2032, che l’Italia ospiterà insieme alla Turchia.






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