di Giorgio BICOCCHI
“Sai che te dico? Meno male che è finita: non ce la facevo più a vede’ retropassaggi senza un tiro in porta…”: la sintesi di un compagno di stadio dice tutto. La Lazio chiude con 54 punti, malinconicamente nona. Ha messo insieme nel girone di ritorno 29 punti: paga dazio per gli errori arbitrali in serie a cavallo di Natale (visto che alla fine non andiamo in Europa per una manciata di punti), per un non-mercato iniziale e per un raccapricciante mercato invernale. Tutto questo ha prodotto macerie. “A me interessa che sto momento non cancelli una generazione di piccoli Laziali”, spiega un signore sulla settantina uscendo dall’Olimpico… Già, preoccupa forse più questo che l’eventuale arrivo di Ringhio Gattuso…
Primo tempo
– Sembra una amichevole d’agosto: caldo, squadre già allungate. Il Pisa sfiora subito il vantaggio. Poi Cancellieri calcia di punta e Marusic timbra il palo esterno. “Ammazza, mai visti 10 minuti così pirotecnici in stagione: peccato che non vale niente sta partita”, ci dice subito un amico;
– Lazio così così, meglio il Pisa. Male l’arbitro, l’ineffabile Ferrieri Caputi da Livorno. Ammonirà Gila e Noslin, tollerando falli brutali su Pedro;
– Andiamo in svantaggio col solito gol preso a centro-area. “Aho, er derby non c’ha insegnato niente”. Già, amico mio;
– E poco dopo Furlanetto compie un prodigio vero su botta a colpo sicuro di Canestrelli;
– Poi l’uno-due biancazzurro. Prima Dele Bashiru, poi Pedrito con una rasoiata tipica del suo repertorio;
– Per il resto? Gila sempre claudicante, Pellegrini arrembante ma sempre poco lucido nell’ultima giocata;
– “Ma Belahyane non era mejo de Pedro in mezzo al campo?”, l’interrogativo che un compagno di stadio consegna al Comandante;
Secondo tempo
– Esce Gila, ecco Provstgaard. Pedro continua a illuminare: che assist per Noslin, purtroppo svagato e apatico come nelle sue giornate peggiori…;
– La gara si avvia stancamente. Pedro esce e si commuove. Pellegrini spinge ma non crea, alla fine. E pure Candellieri, sotto la Tevere, lo imita. Il Pisa si adegua;
– “Ma almeno er polacchetto potrebbe faccelo vede’”: qualcuno reclama Przyborek e Sarri li accontenta. Poco prima brividi per Furlanetto. “Ammazza che stagione, rischiavamo de finilla col quinto portiere…”. Già perché alla Lazio quando piove diluvia;
– Finiamo la gara con un centrocampo improvvisato, assolutamente sperimentale. “Speramo da non vederlo a Ferragosto nei trentaduesimi de Coppa…”, ci si saluta in una notte caldissima;
– Appuntamento a Formello, a metà luglio. Con una Lazio nuova, magari più forte dell’attuale, vai a saperlo… “Con la fortuna che c’avemo poesse che in ritiro, a Formello, c’avremo er Super Nino co’ 42 gradi…”. Tutto può accadere con questa Lazio…
















