di Fabio BELLI
Altro che Legge di Murphy: se qualcosa può andare male, stai sicuro che lo farà, ma la sensazione più beffarda è che tutti i Laziali in cuor loro sapevano che il doppio appuntamento finale di Coppa-derby si sarebbe risolto in una valle di amarezza più che di lacrime. Proprio perché le lacrime si riservano, oltre che ai dolori, alle cocenti delusioni e invece stavolta sembrava tutto previsto e così è stato. Anzi sono stati evitati passivi eccessivi, questo derby affrontato ai minimi termini poteva davvero restare marcato a fuoco. La doppietta di Mancini porta la Roma praticamente in Champions dopo 7 anni, la Lazio invece resta fuori da tutto ma deve cominciare a interrogarsi in fretta: che senso ha andare avanti così, in perenne conflitto e senza obiettivi chiari? I problemi sono sempre di chi resta, lo sa bene Sarri ma anche la società, proprio in virtù della sua inflessibile volontà di non cambiare di una virgola il suo modo di operare, deve allora rispondere al richiamo verso le sue responsabilità: far finta di nulla non è più un’opzione percorribile.
SOLITI RIMPIANTI, SOLITA DISTRAZIONE – Si affaccia per prima in avanti la Roma, al 4′ angolo di Dybala e colpo di testa di Cristante che non inquadra la porta. Al 7′ Cancellieri non arriva su un cross indirizzato nell’area avversaria da Nuno Tavares, al 9′ ancora corner per la Roma con Pisilli che arriva alla deviazione colpendo Tavares, Furlanetto non si fa sorprendere con l’esordiente portiere biancazzurro che fa buona guardia anche su un successivo tentativo di Wesley. Al 17′ trova bene i tempi dell’uscita Furlanetto, anticipando Malen che era stato servito in profondità da Dybala, al 21′ il primo ammonito della partita è Taylor (diffidato, dovrà saltare l’ultima di campionato contro il Pisa) per un fallo a centrocampo su Dybala. si fa poi vedere la Lazio con Noslin che orchestra l’azione offensiva biancazzurra e serve Cancellieri, conclusione controllata con sicurezza da Svilar. Al 27′ Gila mura una conclusione di Malen, la ribattuta di Hermoso finisce alle stelle. Al 29′ gol annullato alla Lazio: Dia insacca al terzo tentativo dopo le respinte di Svilar, ma il senegalese era in posizione di fuorigioco. Costruisce un’altra chance la formazione di Sarri al 32′, assist acrobatico di Noslin per Cancellieri che trova la deviazione in angolo di Cristante sulla sua conclusione: dal conseguente calcio d’angolo sfiora il gol Gila che aveva preso bene il tempo in area. È un ottimo momento per la Lazio che va vicina al vantaggio anche al 34′ con una rasoiata mancina di Noslin. Al 37′ cambio forzato per la Roma: problema muscolare per Ndicka, sostituito da Rensch. A segnare però è la Roma con Mancini: perfetto stacco di testa su cross da corner di Dybala, dopo la rete sulla successiva proiezione offensiva della Lazio si scatena un classico parapiglia in stile derby che costa l’ammonizione a Hermoso e Cancellieri. Al 44′ fuori di poco una conclusione di Hermoso, dopo 4′ di recupero si va all’intervallo con la Roma avanti di misura nel derby.
PIETRA TOMBALE SULLA STAGIONE – La Roma inizia il secondo tempo con El Shaarawy in campo al posto di Pisilli. Prova a iniziare con buon piglio il secondo tempo la Lazio, Nuno Tavares spreca a lato pressato da Rensch, poi al 4′ Svilar fa buona guardia su Cancellieri. All’8′ Gila chiude in scivolata su Dybala, poi qualche protesta giallorossa per uno scontro in area tra Celik e Rovella, l’arbitro Maresca lascia proseguire. Al quarto d’ora Mancini chiude bene su un inserimento di Cancellieri, poi al 17′ cambia Sarri: Dele-Bashiru sostituisce l’ammonito Taylor, Daniel Maldini entra al posto di Boulaye Dia. Furlanetto è attento su una conclusione di Malen, poi il giovane portiere laziale alza sopra la traversa su punizione di Dybala. Sul conseguente corner c’è il raddoppio della Roma: dinamica identica al vantaggio giallorosso, corner battuto da Dybala e Mancini indisturbato insacca per la doppietta personale. Si accendono gli animi e le due squadre restano in dieci uomini, con Wesley e Rovella espulsi per reciproche scorrettezze. Ultimi cambi con Isaksen che rileva Cancellieri e Lazzari che prende il posto di Marusic nella Lazio, per la Roma fuori Mancini e Malen, dentro Ziolkowski e Soulé. Ammonito El Shaarawy per un fallo Isaksen, quindi rientra Dovbyk nella Roma che sostituisce Dybala e colpisce immediatamente un palo, con i giallorossi vicinissimi al tris. Nel recupero Furlanetto salva su Soulé, si chiude su un 2-0 che proietta ora la Roma a una sola vittoria dalla conquista della qualificazione in Champions League, visto il ko della Juventus contro la Fiorentina.
IL TABELLINO
SERIE A
ROMA-LAZIO 2-0
Marcatori: 40`, 66` Mancini
ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini (83` Ziolkpwski), Ndicka (37` Rensch), Hermoso; Celik, Cristante, El aynaoui, Wesley; Dybala (88` Dovbyk), Pisilli (46` El Shaarawy); Malen (83` Soulè). A disp.: De Marzi, Gollini, Angeliño, Tsimikas, Vaz, Ghilardi. All.: Gian Piero Gasperini
LAZIO (4-3-3): Furlanetto; Marusic (79` Lazzari), Gila, Provstgaard, Nuno Tavares; Basic, Rovella, Taylor (62` Dele-Bashiru); Cancellieri (72` Isaksen), Dia (46` Maldini), Noslin (79` Noslin). A disp.: Giacomone, Pannozzo, Gigot, Pellegrini, Ratkov, Belahyane, Hysaj, Przyborek, Cataldi. All.: Maurizio Sarri
Arbitro: Fabio Maresca (sez. Napoli)
Assistenti: Peretti – Perrotti
IV Ufficiale: Fabbri
V.A.R.: Di Bello
A.V.A.R.: Abisso
NOTE. Ammoniti: 21` Taylor (L), 42` Hermoso (R), 42` Cancellieri (L), 64` Nuno Tavares (L), 85` El Shaarawy (R) Espulsi: 71` Rovella (L), 71` Wesley (R) Recupero: 4` pt, 5` st.
















