di Arianna MICHETTONI (foto © Antonio FRAIOLI)
Motta — 5: Nonostante sia incolpevole sui gol subiti, la sensazione è che sia stato caricato di aspettative difficilmente sostenibili e realizzabili. Deve migliorare il gioco con il pallone tra i piedi.
Marusic — 4: Autore dell’autogol che ha prematuramente condannato i biancazzurri, quasi rinuncia ad affrontare i contrasti e ad entrare nelle dinamiche di gioco. (Dal 72’ Lazzari — 5: Chiunque sarebbe stato meglio di Marusic. Che lo sia Lazzari, meritevole di aver giocato attivamente una manciata di palloni, è tutto dire).
Gila — 6: Svolge discretamente il suo dovere difensivo, mai perdendo la posizione e, quando possibile, proponendosi persino in fase di appoggio.
Romagnoli — 5,5: Sceglie la via della prudenza e del compitino, guidando la difesa senza mai lasciarne la posizione.
Nuno Tavares — 4: Prestazione horror, prima causa della sconfitta biancazzurra. Forse subisce la pressione, forse inadatto al gioco di Sarri, certamente oggi non meritevole di indossare la maglia della Lazio.
Basic — 5: Si impegna senza acuti nel tentativo di girare palla a centrocampo, e offre pure un rinforzo difensivo. (Dal 78’ Pedro — 5: Non può molto, ma mostra una velocità e un dinamismo altrimenti estranei alla Lazio. Scandalosi i fischi subiti a ogni pallone toccato).
Patric — 4.5: Subisce pesantemente lo svantaggio, perdendo i punti di riferimento. Rallenta una squadra già impallata, incapace di trovare il giusto ritmo. (Dal 46’ Rovella — 5: Il dubbio sull’efficacia di una sua titolarità permane e resterà una macchia di questa finale. Dal suo ingresso, la Lazio disciplina un numero assai maggiore di palloni).
Taylor — 5: Non è il solito Taylor. Subisce e, quasi in egual misura, causa gli errori dei suoi compagni di squadra. Che prova a servire, purtroppo invano.
Isaksen — 5: È ormai probabile che il ragazzo non svilupperà mai la tensione agonistica tale da evitargli tiracci sporchi e mollicci. (Dal 66’ Cancellieri — 4: Dannoso e, paradossalmente, meno utile al gioco di squadra di colui che sostituisce).
Noslin — 5: inadatto a ricoprire il ruolo di attaccante. Manchevole di determinazione e aggressione degli spazi, fa quel che può ma non ha né la posizione né l’istinto del gol.
Zaccagni — 4.5: L’aggravante è l’averlo reso il giocatore più rappresentativo di questa squadra, quando l’involuzione evidente e costante avrebbe dovuto relegarlo ai margini tecnici della Lazio. (Dal 72’ Dia — 4: Incredibile quel che riesce a sbagliare trovandosi a tu per tu con il portiere. La condanna della Lazio sta proprio nell’assenza di un finalizzatore, nell’assenza di concretezza e semplicità).
All. Ianni (Sarri squalificato) — 5: Ha fatto quel che ha potuto con quello che aveva: un gruppo squadra scarso, di dubbio orizzonte temporale e scarico di qualsivoglia motivazione. Sarebbe stato impossibile fare meglio e fin troppo facile fare peggio. I danni sono stati, almeno, contenuti.
















