di Gisella SANTORO
La partita della 36^ giornata di campionato allo Stadio Olimpico tra Lazio e Inter sarà ricordata più per il clima e la cornice che per il risultato del campo. In un match svuotato di significato agonistico per la Serie A — con i nerazzurri già Campioni d’Italia 25/26 e i biancazzurri ormai distanti dalla zona Europa — l’atmosfera è apparsa surreale. La contestazione aperta della tifoseria laziale ha infatti trasformato l’Olimpico in uno stadio a tinte quasi esclusivamente nerazzurre.
Tra i cori celebrativi degli interisti, non sono mancati i fischi assordanti rivolti a un uomo in particolare: Pedro. Per il club milanese, lo spagnolo rappresenta una ferita ancora aperta: fu proprio una sua doppietta, nella scorsa stagione, a costare all’Inter uno Scudetto perso per un solo punto a favore del Napoli. Quel risentimento non si è spento, e ieri i tifosi ospiti hanno accompagnato ogni suo tocco di palla con fischi carichi di tensione, un omaggio indiretto alla sua intramontabile pericolosità.
Tuttavia, in una serata povera di spunti offensivi per i padroni di casa, Pedro è stato uno dei pochi a cercare di “accendere la luce”. Schierato titolare dal primo minuto, lo spagnolo ha dimostrato che, nonostante l’anagrafe, il suo spirito competitivo resta intatto. L’occasione più nitida è arrivata al 51′: sul punteggio di 0-2, Pedro ha sfiorato il gol che avrebbe potuto riaprire il match con una splendida conclusione al volo di prima intenzione su assist di Rovella, neutralizzata però da un riflesso attento di Josep Martínez.
La sua gara è durata 62 minuti, spesi a lottare su ogni pallone nel tentativo di dare ordine a un attacco apparso spesso isolato, prima di lasciare il posto a Dele-Bashiru per esigenze tattiche.
Nonostante la sconfitta e l’evidente superiorità dell’Inter, Pedro è uscito dal campo con la consapevolezza di chi ha già fatto male in passato e sa come tornare a farlo. Mentre l’Olimpico contestava e i nerazzurri festeggiavano un successo poco influente ai fini della classifica, lo spagnolo guardava già oltre. Se ieri il suo apporto è parso ininfluente, è solo perché il destino sembra riservargli lo spazio per le grandi firme finali.
Prima dell’addio definitivo alla maglia biancoazzurra che avverrà molto probabilmente a fine stagione, ci sono ancora una finale di Coppa Italia da giocare e un derby da onorare. Pedro, il collezionista di titoli, non ha alcuna intenzione di andarsene in silenzio, ma punta a lasciare il segno alla sua avventura alla Lazio con un ultimo fragoroso boato di gloria.
















