di Giorgio BICOCCHI

Ormai con un piede in B (vedi che succede a chiamare Giampaolo per risorgere…), la Cremonese attaccherà a testa bassa per provare a restare in corsa, braccando nuovamente il Lecce. E’ forse il canovaccio che predilige la Lazio: essere attaccata, ritrarsi con due linee strette e poi ripartire di slancio.




Sarà gara – quella dello Zini – in cui mettere ancora benzina nel motore per prepararsi alla grande notte del 13 maggio con l’undicesima finale di Coppa Italia ad attenderci. Nella gara di andata – disputatasi prima di Natale – assistemmo forse ad una delle più insulse partite stagionali della Lazio. Abulica, asfittica, senza palpiti fermo restando che un clamoroso rigore ai danni di Noslin venne negato da uno dei “ragazzi di Rocchi”. All’epoca la Cremonese era ai margini della zona Europa League, splendida splendente. Un girone dopo i grigiorossi vedono concretamente il ritorno in cadetteria. Con ciò che ne consegue…

Cosa chiedere alla Lazio nell’ultima vera trasferta dell’anno? Concentrazione, per prima cosa, perché perdere sarebbe delittuoso e inciderebbe sull’ambiente (ormai basta anche una semplice notizia contraddittoria per deprimerlo e/o incendiarlo, figurarsi perdere eventualmente con la terz’ultima…). E poi applicazione. Insomma, le figuracce sono altamente vietate. Da chi attendersi lampi biancazzurri allo “Zini”? Da Isaksen – in campo dal primo minuto – da Maldini e Dia. Ma pure da Pedro, seppur schierato sull’out di sinistra. La Cremonese schiererà un giocatore che ci e’ sempre piaciuto: Bonazzoli. Incerta la presenza di Vardy anche se Sanabria – se lo sostituisse – sarebbe da controllare con attenzione (sperando magari che non si ricordi che Lotito lo chiamava Zanabria, quasi per deriderlo…). Si giocherà a nove giorni dalla finale di Coppa: fondamentale sarà soprattutto limare la condizione complessiva e non farsi male… Magari facendo scendere nuovamente in campo Rovella. Chissà che non sia il mediano – annunciato in buone condizioni – la sorpresa che Sarri ha in mente di fare a Chivu nell’attesissima notte di Coppa…






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