di Giorgio BICOCCHI

Venticinque punti nel girone di andata, ventisei nel ritorno: fanno 51. “Voi vede’ che non annamo in Europa pe’ due punti?”, twitta un amico di stadio. Già, adesso il rammarico diventa questo visto che l’Atalanta si e’ piantata. Allo “Zini”, oltre a condannare Giampaolo e la Cremonese e a salvare ancora una volta il Lecce, sfatiamo in rimonta anche la “sindrome del lunedì” (sconfitta a Firenze, pari con Udinese): e’ ancora Noslin il talismano, come a Parma. Una prestazione sopra le righe dell’olandese che adesso si candida per essere titolare nella finale con l’Inter. Menzioni particolari anche per Tavares (tornato ai livelli dei primi mesi dello scorso anno) e per Romagnoli. Patemi per Motta, ben rivisto Rovella. Sesto colpo fuori casa: in questa stagione va segnalata ogni piccola cosa buona…

Primo tempo

– Dieci minuti e Isaksen subisce quattro falli. “Ma che ce l’hanno co’ lui?”, scrive subito un amico. Teniamo palla, la scambiamo di buona lena ma sarà Provstgaard, in questa frazione, a risultare il più pericoloso. E questo la dice lunga sulla pericolosità che esprimiamo;

– Tran-Tran quasi stucchevole dei nostri. “Sembra quasi che so preoccupati de non fasse male pe’ la finale…”, chiosa un compagno di stadio. Ritmo tutt’altro che indiavolato con la Cremonese che non ci aggredisce ma ci aspetta…;

– Funziona meglio la fascia destra dell’altro versante. Ma Audero non sarà mai coinvolto… Hai capito Giampaolo? Sa che non facciamo male ad una mosca a difesa schierata e così ci ha lasciato il pallino del gioco…;

– Questa sono partite strambe. Tieni palla ma non concludi ne ti rendi pericoloso. E la fregatura allora è nell’aria… Un tiraccio di Bonazzoli trova impreparato Motta. E’ una “papera”, sicuro, e siamo sotto…;

– Maldini gira a vuoto e quando ha la palla la perde regolarmente. “Levatelo, dentro Noslin e Dia”, il commento unanime. Impossibile contraddirlo: male male Maldini. Il tempo si chiude con la Lazio – avvitata su se’ stessa con un gioco infruttifero – e i grigiorossi attenti;

– Cosa serve per invertire la tendenza? Buttare nella mischia Noslin, sicuramente Pedro. Forse pure Rovella perché anche Patric ha accusato diversi passaggi a vuoto. Partitaccia comunque…;

Secondo tempo

– Lo affrontiamo con piglio diverso. Serviva la pazzia di un singolo per alterare un canovaccio che sapeva di stantio. Ed eccola la galoppata di Nuno. Palla a Noslin che allarga per Isaksen. Stavolta il danese non calcia sulla sagoma del portiere (come accadde a Pisa ad esempio) ma gonfia la rete;

– La partita a questo punto si placa. La Cremonese e’ incerta se attaccarci a percussione o aspettare gli eventi. E noi perdiamo smalto. L’unico che imperversa e’ Tavares. “L’Inter je dovrà dedica’ attenzioni particolari”, si profetizza nelle tante chat;

– Pedro entra Alma non incide, dietro Romagnoli guida con maestria. Ci avviciniamo ai minuti finali. Motta si riscatta distendendosi sul colpo di Bondo. Poi il colpo del ko…;

– Dia allunga la squadra e serve Noslin. Da sinistra del fronte d’attacco l’olandese si accentra e piazza un destro a giro che condanna Audero e il mondo grigiorosso al ritorno in cadetteria. Ingrata Lazio, commenta lo “Zini”. Ma forse cacciare Nicola non e’ stata un grande idea…

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