di Giorgio BICOCCHI
“Potevamo segna’ cinque gol ma pure prendene sette…”, la riflessione di uno degli ottomila presenti uscendo dall’Olimpico. E come sempre la saggezza popolare ha un suo senso. La Lazio viene tradita dal suo reparto arretrato (ma mancavano tre titolari…) e meno male che alla fine e’ riuscita ad evitare uno stop interno che sarebbe stato fastidioso da digerire… Flaminia che era planata sul tetto dello stadio – prima di riprendere il volo – era già stato un segnale nefasto prima del calcio d’avvio. E i verdetti del campo hanno poi confermato qualche spettro. Grida vendetta la traversa di Isaksen sull’1 a 1 e pure il gol di Dele Bashiru fallito sul 2 a 1. L’Udinese però ha giocato e creato per cui, alla fine, il verdetto e’ equo. Lazio ottava, classifica buona per evitare ad agosto qualche trappolone nel debutto nella Coppa Italia 2027…
Primo tempo
– Pochi minuti per capire che l’Udinese sarebbe stata superiore. Manovra rapida con Atta e Zaniolo a dettare azioni e fraseggi. Primo pericolo sventato da Motta in uscita. E noi? “Noi semo rimasto a mercoledì…”, dice un amico. Svagati, scarichi. E in attacco e’ un mezzo pianto con Dia sempre in ritardo;
– Cancellieri vanifica un bello spunto di Noslin. E poi passiamo in svantaggio. Tambureggiante azione friulana con Ehizibue che scaraventa in rete un bolide imprendibile;
– Siamo alla mercé dei rivali, sicuro. Che meritano il vantaggio. “A casa se annamo sotto so’ dolori”, si commenta in tribuna. Ed e’ vero perché la gara ricorda quella col Parma…;
– Reazione c’è ma e’ sconclusionata. Come il controfallo generato da Lazzari. Poi entra in scena il prode Bonacina. Che prima non ammonisce Piotrowski esibendo invece il giallo a Cancellieri (intervento con palla piena);
– Che fare nella ripresa quantomeno per non perdere? Inserire Isaksen, Maldini, Pedro. Insomma cambiare in toto l’intero reparto avanzato che, oggettivamente, ha fatto cilecca. E poi sondare i riflessi del portiere Okoye, finora spettatore non pagante;
Secondo tempo
– Sarri getta nella mischia Pedro e Dele Bashiru con Basic che torna a sinistra (a destra era stato un fantasma). Basterà per invertire la tendenza? “Pedro se trova un paio de colossi davanti…”, pronostica un amico…;
– Ci voleva un episodio per tornare in carreggiata. Ed eccolo… Sulla respinta della difesa Pellegrini si coordina e scarica sotto al “sette”. “Aho, al primo tiro in porta…”. Con Pellegrini che vede rosso quando incontra Udine, a bersaglio anche due anni in Friuli;
– Ma si ricomincia a soffrire. Non teniamo le posizioni e l’Udinese ci mette alle corde. Bussa si mangia un gol. Idem Zaniolo poco dopo. Noi sembriamo correre a vuoto;
– Poi Noslin sfiora la traversa. Isaksen percorre mezzo campo e scarica sulla traversa. Segnali di risveglio certificati da una magia di Pedro. “Da quella mattonella segna quasi bendato…”, si commenta. Ed e’ vero;
– Ma siamo distratti. Motta non si oppone ad una iniziativa di Atta. Poi si angolo ancora Atta per il clamoroso 2 a 3. Abbiamo però la forza di tornare all’attacco. Palo di Romagnoli e pari di Maldini;
– “Aho, dopo il 4 a 4 co Reina in porta ecco er 3 a 3… Destino ormai che le sfide con l’Udinese siano così…”. Già… E purtroppo la tradizione negativa all’Olimpico persiste… Sarà per l’anno prossimo sfatarla, speriamo
















