di Giorgio BICOCCHI

Se pareggiasse la Lazio sarebbe ottava in classifica, roba buona per non debuttare in Coppa Italia nell’afoso, prossimo Ferragosto e magari per preparare senza ulteriori stress la finale di Supercoppa (se prevalesse l’opzione in sfida secca contro l’Inter). Se invece battesse l’Udinese acciufferebbe quota 50 mettendosi (chissà…) alle calcagne dell’Atalanta che chissà come reagirà allo sfratto dalla Coppa…




Insomma, le attrazioni di Lazio/Udinese sono queste, gara in cui provare a cavalcare l’onda dell’entusiasmo post-Bergamo e a confermare il complessivo buon momento. Non sarà sfida facile, beninteso. Perché l’Udinese ha vinto lo stesso numero di nostre gare (12), pur perdendone quattro di più. E’ squadra muscolare che abbina ritmo e tenacia alla classe e inventiva di un paio di bei talenti come Atta e Zaniolo. E poi c’è un’altra considerazione, mica banale: e’ da sette anni che all’Olimpico non prevaliamo sui bianconeri. Era il dicembre 2019 – l’ultima volta – e la Lazio di Inzaghi, grazie a Ciro e a Luis Alberto, fece tris. Da allora pareggi rocamboleschi (tipo un 4 a 4) e blitz imperiosi (tipo quello che costo’ il divorzio da Sarri…).

Insomma, sperando che la sbornia post-Bergamo sia evaporata, l’auspicio – in questo lunedì – e’ quello di trovare una squadra sul pezzo, magari trascinata dalle sgroppate di Isaksen e dalla verve di Dia e Pedro, annunciati probabili titolari. Sarri opterà giustamente per un robusto turn-over dopo le usure di Coppa ma anche una Lazio diversa da quella titolare e’ in grado – a nostro avviso – di pungere e di piacere…

Sara’ comunque una notte di festa perché l’accesso alla finale di Coppa resta una delle più belle pagine dell’ultima storia biancazzurra. Con il conto alla rovescia per la sfida contro l’Inter che inizierà…






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